MANTOVA – DIALOGHI DI TEATRO CONTEMPORANEO AL CINEMA DEL CARBONE:

AL CINEMA DEL CARBONE di Mantova (via Oberdan 11), giovedì 8 febbraio parte la 5ª edizione di DIALOGHI DI TEATRO CONTEMPORANEO, progetto che offre al pubblico uno sguardo attento e approfondito sulle tendenze e sui principali protagonisti del Teatro Contemporaneo.

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Anche per quest’anno gli ospiti sono tra i più premiati dalla Critica Nazionale: Ermanna Montanari (premio “miglior attrice 2017” assegnato dall’Associazione Nazionale Critici di Teatro e premio “UBU 2017” come miglior progetto per Inferno); Compagnia Scimone Sframeli (tra i tanti, ricordiamo premio UBU 2016 come “nuovo progetto drammaturgico” per Amore); Roberto Latini (premio UBU 2017 come “miglior attore” per Il cantico dei cantici), Mario Martone, regista di cinema (Il giovane favoloso, Noi credevamo) e teatro (Andrea Chénier alla Scala del 7 dicembre 2017, Il sindaco del rione Sanità).

In una conversazione-spettacolo informale ed empatica, rievocando il proprio percorso tramite brani recitati all’improvviso, brevi video e fotografie, ogni artista si svela, si confida e condivide col pubblico in sala emozioni e pensieri sul “fare teatro”. Drammaturgia, ricerca, pratica attoriale, maestria registica sono i primi spunti da cui partire per affrontare con gli spettatori la tematica più ampia di cosa voglia dire essere artista oggi.

Dialoghi 2018, che favorisce la partecipazione di un pubblico giovane praticando agli studenti un biglietto  ridotto a 5 euro, rientra nel progetto di “educazione teatrale” che il cinema del carbone sta realizzando, anche attraverso un percorso di alternanza scuola-lavoro in cui alcuni studenti delle scuole superiori della città sono coinvolti nell’organizzazione di queste serate; lo scopo è quello di formare un pubblico giovane consapevole di ciò che offre il teatro contemporaneo, considerato spesso come una realtà lontana ed estranea ai ragazzi, ed ampliare quindi la partecipazione del pubblico adolescente (fascia debole  del pubblico teatrale) alle offerte culturali in genere, in una maniera autonoma e non necessariamente orientata dal contesto scolastico.

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GIOVEDÌ 8 FEBBRAIO 2018 – ORE 21.15 MINIATURE CAMPIANESI

con Ermanna Montanari -Teatro delle Albe (in dialogo con Nicola Arrigoni)

Ermanna Montanari è fondatrice, attrice, autrice e scenografa del Teatro delle Albe, fondato nel 1983 insieme a Marco Martinelli con il quale ne condivide la direzione artistica. Per il suo lavoro di attrice-autrice, e in particolare per uno straordinario percorso di ricerca vocale, riceve prestigiosi riconoscimenti: il Premio UBU, vinto tre volte in qualità di miglior attrice (2000, 2007, 2009) e nel 2017, come “miglior progetto curatoriale” insieme a Martinelli per INFERNO; il Premio Mess del festival di Sarajevo (2003); il Premio Lo straniero “dedicato alla memoria di Carmelo Bene” (2006); il Premio Eleonora Duse (2013); il Premio Enriquez (2015) “per la splendida interpretazione dello spettacolo Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi di Marco Martinelli”; il Premio della Critica dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro-ANCT (2017).

Nel 2011 Ermanna Montanari ha firmato la direzione artistica del Festival internazionale di teatro in piazza di Santarcangelo (edizione 41), all’interno di un triennio di lavoro 2009-2011 condiviso con Chiara Guidi-Societas Raffaello Sanzio e Enrico Casagrande-Motus. Scrive per riviste e case editrici come Ubulibri, The Open Page, Teatro e Storia, Luca Sossella Editore. Nel 2012 è uscita per Titivillus la biografia di Laura Mariani Ermanna Montanari: fare disfare rifare nel Teatro delle Albe, e nel 2016 per Quodlibet Acusma Figura e voce nel teatro sonoro di Ermanna Montanari, a cura di Enrico Pitozzi . Nel 2016 pubblica per Oblomov edizioni Miniature campianesi, raccolta di racconti in cui narra la sua infanzia nella campagna romagnola, con immagini di Leila Marzocchi.

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VENERDÌ 9 MARZO 2018 – ORE 21.15 L’ARTE DI DONARSI

Con Compagnia Scimone Sframeli (in dialogo con Nicola Arrigoni)

La Compagnia Scimone Sframeli nasce nel 1994 grazie alla collaborazione artistica tra Spiro Scimone e Francesco Sframeli. Nel 1994 i due attori mettono in scena l’opera prima Nunzio, scritta da Scimone (premio IDI “Autori Nuovi”  e Medaglia d’oro IDI per la drammaturgia 1995), per la regia di Carlo Cecchi. Nel 1997 Scimone scrive Bar, interpretato insieme a Sframeli con la regia di Valerio Binasco (Premio UBU, come “Nuovo Autore” e “Nuovo Attore”). Nel 1999 i due attori interpretano La festa di Scimone (premio Candoni Arta terme per la nuova drammaturgia 1997) che, nel 2007, viene messa in scena dalla Comédie Francaise al Théâtre du Vieux-Colombier di Parigi e l’anno dopo viene inserita nel programma della Stagione Culturale della Presidenza Francese dell’Unione Europea. Nel 2003 la compagnia co-produce con il Festival d’Automne à Paris, il Kunsten Festival des Arts di Bruxelles, il Théâtre Garonne de Toulouse e le Orestiadi di Gibellina, lo spettacolo Il cortile di Scimone (Premio UBU 2004 “Nuovo testo italiano”), con la regia di Valerio Binasco. Nel 2009 i due attori interpretano lo spettacolo Pali  (Premio Ubu 2009 “Nuovo testo italiano”) e nel 2012  debutta Giù (Premio UBU 2012 “Miglior scenografia”), spettacoli entrambi scritti da Scimone,  con la regia di Sframeli. Nel 2015 Scimone e Sframeli interpretano lo spettacolo Amore (Premio UBU 2016 “Nuovo progetto drammaturgico “ e “Miglior scenografia”). Scimone e Sframeli hanno diretto e interpretato anche il film Due amici (tratto dall’opera teatrale Nunzio) vincitore del Leone d‘oro come “Miglior opera prima” alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2002.
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Lunedì 14 maggio 2018 – ore 21.15 L’ATTORE SENZA SPETTACOLO

Con Roberto Latini (in dialogo con Andrea Porcheddu)

Attore, autore e regista, si è formato a Roma presso Il Mulino di Fiora, Studio di Recitazione e di Ricerca teatrale diretto da Perla Peragallo, dove si è diplomato nel 1992. Si è laureato discutendo una tesi in Metodologia e Critica dello Spettacolo presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Tra gli altri, ha ricevuto il Premio Sipario nell’edizione 2011 promossa dall’Associazione Nazionali dei Critici di Teatro, il Premio UBU 2014 come Miglior Attore, il Premio Della Critica dall’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro nel 2015 e il Premio UBU 2017 come Miglior Attore.
È il fondatore della compagnia Fortebraccio Teatro, riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività culturali dal 1999, con la quale ha intrapreso negli ultimi vent’anni una personalissima ricerca che ha al suo centro l’arte e la responsabilità dell’attore, e come campo d’azione la drammaturgia dei classici e la scrittura scenica. Le produzioni più recenti sono: Cantico dei cantici, Amleto + Die fortinbrasmaschineMetamorfosi (di forme mutate in corpi nuovi), I giganti della montagna, Ubu Roi.
Ha diretto il Teatro San Martino di Bologna dal 2007 al 2012. mario martone.jpg

Lunedì 24 settembre 2018- ore 21.15 MARIO MARTONE, TRA CINEMA E TEATRO

Con Mario Martone (in dialogo con Igor Esposito)

Considerato uno dei principali registi a livello internazionale, sia di teatro che cinematografico, Mario Martone dopo alcune prove sperimentali  fonda nel 1979 il gruppo teatrale Falso Movimento, proponendo una sorta di teatro-immagine basato su installazioni e studi d’ambiente. La sperimentazione sulla comunicazione elettronica, il video e i nuovi media, da cui nascono spettacoli come Tango Glaciale e Ritorno ad Alphaville, si uniscono successivamente a un interesse per la recitazione e la valorizzazione del testo. Nel 1986 fonda con Antonio Neiwiller e Toni Servillo, la Nuova Compagnia Teatri Uniti, orientata alla riscoperta della prosa di autori classici e contemporanei.

Nel 1992  realizza il suo primo lungometraggio, Morte di un matematico napoletano con protagonisti Carlo Cecchi e Toni Servillo. Ha poi diretto Rasoi , L’amore molesto  con Anna Bonaiuto, l’episodio La salita del film collettivo I vesuviani e Teatro di guerra, melodrammi in cui ha catturato l’anima di Napoli rubandone suoni, urla improvvise, silenzi, colori, squarci urbanistici. Tra i suoi film si ricordano: L’odore del sanguetratto da un romanzo di Goffredo Parise; il documentario Caravaggio, l’ultimo attoNoi credevamo (David di Donatello come miglior film nel 2011); Il giovane favoloso (Nastro d’argento 2015) con Elio Germano nei panni di Giacomo Leopardi. Direttore del Teatro Stabile di Roma e successivamente di quello di Torino, Martone si  dedica inoltre alla messa in scena di numerose opere liriche, tra le quali il Don Giovanni, Le nozze di Figaro e sua è la recente regia de Andrea Chénier al Teatro alla Scala di Milano del 7 dicembre 2017.

Ultimi suoi allestimenti teatrali sono Carmen, con Iaia Forte, Morte di Danton e Il sindaco del rione Sanità di Eduardo De Filippo. Nel 2018 è prevista l’uscita del suo ultimo film Capri-Batterie.

I Dialoghi sono condotti da: Nicola Arrigoni – Critico militante di teatro, danza e redattore del quotidiano La Provincia di Cremona, collabora inoltre ai periodici Sipario,Hystrio ed è autore di numerosi saggi tra i quali Alle origini del Piccolo Teatro. Gli articoli di Paolo Grassi e Giorgio, Passaggi e paesaggi Testoriani, Lo sguardo dell’altro sul nulla che opprime. Componente della giuria dei Premi Ubu e dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro, collabora a progetti formativi presso diverse istituzioni teatrali ed artistiche italiane – Conservatorio di Brescia, Teatro GiocoVita di Piacenza,  Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli- e tiene il corso di Tecnica della comunicazione e management musicale presso il Conservatorio di Cremona.

Andrea Porcheddu – Critico teatrale e studioso, va a teatro dal 1988, più o meno ogni sera. Ha raccontato quel che pensava su diverse testate nazionali, online, cartacee, radio e tv. Attualmente collabora con glistatigenerali.com e con Radio3Rai. Nel suo percorso ha incontrato Emma Dante, Ascanio Celestini, Arturo Cirillo, Virgilio Sieni, Ricci/Forte e molti altri artisti cui ha dedicato libri e saggi. Nel frattempo tiene corsi all’Università (all’Università di Roma “La Sapienza”) e laboratori di critica, come quelli fatti per lungo tempo alla Biennale Teatro di Venezia. Si è dedicato alle teorie critiche applicate alla scena italiana con “Questo fantasma, il critico a teatro” (Titivillus editore) e cura la collana “Guide Teatrali” di Cue Press. Ha da poco pubblicato il libro “Che c’è da guardare? La critica di fronte al teatro sociale d’arte” (Cue Press, 2017). Ha diretto festival, ha lavorato all’estero come consulente artistico, e ha impunemente scritto tre romanzi gialli ambientati in teatro.

Igor Esposito – poeta e drammaturgo, tra i suoi lavori teatrali si ricordano: De Ira con Licia Maglietta, Toni Servillo; Ritratto di coniugi con Festa con Nicoletta Braschi, Gladio gladio, interpretato da Giovanni Ludeno, andato anche in onda su Radio Rai Tre. Sua la riscrittura dell’Orestea, dalla quale è nato lo spettacolo Radio Argo di Peppino Mazzotta e la rivisitazione dell’Aida, prodotto dal teatro Biondo Stabile di Palermo per la regia di Roberta Torre. Con il suo primo romanzo inedito Alla Cassa è stato finalista alla XXX edizione del Premio Italo Calvino. In questi mesi è in tournée il suo ultimo lavoro teatrale Sisters, come stelle nel buio interpretato da Isabella Ferrari e Iaia Forte per la regia di Valerio Binasco.

BIGLIETTI: intero 10 euro; ridotto a 7 euro soci de il cinema del carbone e dipendenti Marcegaglia spa; ridotto a 5 euro per studenti delle scuole superiori, delle scuole di teatro e dell’Università di Mantova.

IL CINEMA DEL CARBONE è un’associazione di volontariato culturale nata del 2002 quando nel centro di Mantova le numerose sale cinematografiche hanno iniziato a chiudere. Un gruppo di cittadini si è quindi esposto, anche economicamente, per sistemare prima la cabina di proiezione di uno spazio teatrale, il Teatreno, e successivamente un vecchio cinema per dare vita a quella che ora è una tra le realtà culturali più vive della città. Il cinema del carbone è attivo infatti tutti i giorni della settimana grazie al lavoro di una quindicina di volontari che nella propria vita “civile” svolgono professioni differenti (maestra, libraia, impiegato, elettricista, assistente sociale, insegnante, tanto per citarne alcuni). In una sorta di “presidio culturale” che cerca di mantenere vivo il centro storico tutto l’anno, al cinema Oberdan, sede de il cinema del carbone, circolo che conta oggi più di 900 soci all’anno,  si proiettano film d’essai, prime visioni, si organizzano corsi di cinema, si svolgono attività di alternanza per gli studenti, si pianificano attività con bambini ed anziani, oltre a rassegne con molte associazioni del territorio in cui si affrontano tematiche differenti (scienza, arte, attualità, fine-vita, diritti civili, ambiente, etc), si parla di teatro contemporaneo e, ogni tanto, si fa musica.

Il cinema del carbone è affiliato alla UICC, è sala d’essai, fa parte del circuito Europa Cinema ed è una sala FICE.

CONTATTI: il cinema del carbone – 0376.369860 – info@ilcinemadelcarbone.it –www.ilcinemadelcarbone.it – facebook il cinema del carbone

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