Il segno della Storia si traccia nel lavoro di Stefano Panzeri dal titolo TERRA MATTA (1899-1918). È il racconto in prima persona dell’immane e intimo sforzo di emanciparsi e sopravvivere alla miseria; la vicenda umana del protagonista scorre in un intreccio straordinario di grande e piccola storia sullo sfondo della poverissima Italia rurale di inizio secolo, sorpresa e dilaniata dalla Grande Guerra, l’Italia della gioventù sacrificata, l’Italia delusa da una vittoria “fragile”.I ragazzi del ’99, giovanissime reclute appena diciottenni da ricordare perché rinsaldarono le file sul Piave, permettendo al Regno la controffensiva che portò alla firma dell’armistizio di Villa Giusti Fra questi c’è il protagonista del lavoro di Panzeri, Vincenzo Rabito, un bracciante siciliano di inizio secolo e dalla sua biografia scritta in sette anni, tra il 1968 e il 1975 su una vecchia Olivetti. Si tratta di un’opera monumentale: 1027 pagine a interlinea zero, senza un centimetro di margine superiore, nè inferiore, nè laterale.
Il lessico è terreno di sperimentazione, di colorismo e di sostanza nel marcare con forza i ricordi di Rabito, un fiume in piena travolge gli spettatori nel vivido ricordo di momenti che hanno segnato il dramma di una storia personale che diviene emblema di un ventennio.
Terra Matta affascina chiunque abbia la pazienza di resistere allo shock del lessico e della grammatica strana, all’inizio quasi incomprensibile; coinvolge come un diario personale e al contempo come un grande documentario, restituendo la sensazione di vivere il “dietro le quinte “ di avvenimenti che segnano con la loro importanza la nostra storia, ma che proprio per la loro grandezza, spesso vediamo come lontani, isolati in un tempo che non è più, che non ci apparitene.
Dallo spettacolo è nato poi, nel 2015 il progetto Oltreoceano, sostenuto attraverso un crowdfunding: per un mese all’anno, usando lo scritto di Rabito e la narrazione come strumento di evocazione e di memoria, Panzeri ha portato Terra Matta nelle comunità italiane di Argentina e Uruguay e, per periodi più brevi, in quelle di Londra, Belfast, e Oxford così da raccogliere storie di migrazioni dalla viva voce degli italiani d’oltreoceano e oltremanica.
Per prenotare posti e confermare la presenza a Terra Matta in Fondazione Luciana Matalon il 3 marzo dalle ore 17.30 (ingresso dalle 17.00) è necessario inviare un’email a info@asianstudiesgroup.net Rif TerraMatta