MANTOVA – TAVOLO DEL RIO: MONITORARE LO STATO DEL PICCOLO FIUME

Giovedì 29 marzo nella sala consiliare del Comune di Mantova è stato presentato il progetto TAVOLO DEL RIO. Si tratta di un tavolo di coordinamento per la riqualificazione del Rio che coinvolge enti istituzionali e scuole per monitorare lo stato attuale del piccolo fiume e si ripropone di valorizzare questa antica via d’acqua in concomitanza con il restauro delle Pescherie. Sono intervenuti l’assessore del Comune di Mantova all’Ambiente Andrea Murari, la dirigente settore ambiente comune di Mantova Giulia Moraschi, il presidente della Fondazione Le Pescherie di Giulio Romano ingegner Paolo Corbellani e il referente per Labter-CREA Rete scuole Sandro Sutti.

Da sx Sutti, Corbellani, Murari, Giulia Moraschi (dirigente settore ambiente comune di Mantova)

Da sx Sutti, Corbellani, Murari, Giulia Moraschi (dirigente settore ambiente comune di Mantova)

Il documento nasce da una serie di incontri svoltisi lo scorso anno tra un gruppo di soggetti aderenti al Contratto di Fiume Mincio, nel perimetro del quale si inscrive il cosiddetto Progetto RIO, l’insieme delle azioni che il Tavolo del Rio dovrebbe predisporre, coordinare e gestire per realizzare alcuni obiettivi che stanno alla base della finalità del Progetto: riportare il Rio al centro della cultura, della frequentazione, della vita dei cittadini mantovani.L’idea iniziale lanciata alla Giornata Mondiale dell’Acqua 2017 dall’Ing. Corbellani, presidente della Fondazione Le Pescherie di Giulio Romano, di una indagine chimico-fisico batteriologica delle acque del Rio ad opera delle scuole, si è progressivamente arricchita ed ampliata fino ad assumere le dimensioni di un ambizioso Progetto per la città, che accomuni aspetti scientifici, tecnologici, antropologici, sociologici.

Se l’avvio del progetto sarà a cura di un gruppo circoscritto di portatori di interesse, sarà poi la città intera nelle sue espressioni sociali multiformi ad essere invitata a collaborare in modo attivo e a mettere a disposizione della collettività le proprie conoscenze, i propri documenti, le proprie capacità, le proprie professionalità per la soluzione dei problemi che via via si potranno presentare.  Nella pratica si vuole attivare un processo di cittadinanza attiva, che includa anche stadi di Citizen Science, di Scienza dei Cittadini, per il recupero e la riqualificazione di un bene che appartiene alla città.

Vi sono città in Italia e all’estero di cui l’acqua costituisce un elemento identitario.  Sono città il cui nome evoca immediatamente il rapporto con l’acqua. Anche di Mantova si parla di città d’acqua, ma ci si riferisce al Mincio e ai Laghi, mentre si ignora completamente il canale artificiale che l’attraversa, vale a dire il Rio, che del Mincio è una derivazione. Nonostante  tagli letteralmente in due la città e sia pressoché impossibile non vederne almeno uno scorcio, il Rio è fuori dalla cultura mantovana, ne è un corpo estraneo. Il Rio è uscito dai pensieri e dalla cultura dei cittadini mantovani alla fine degli  anni ’50 quando è stato tombato il tratto da Piazza Cavallotti a Piazza Martiri, per realizzare una viabilità urbana che consentisse l’attraversamento veicolare della città  da sud est a nord ovest.

Per 60 anni il Rio è stato praticamente dimenticato. A farlo tornare di attualità ci hanno pensato da quattro anni a questa parte gli Amici di Palazzo Te e dei musei mantovani prima e la Fondazione Le Pescherie di Giulio Romano poi, che hanno avviato, in collaborazione con Comune di Mantova una progettualità strategica che prevede la valorizzazione delle Pescherie di Levante e il ripristino della fruibilità della riva del Rio, nel quadro di una progettualità più ampia che ha coinvolto gli interventi sul porticato delle Beccherie sottostanti il Lungorio IV Novembre.

Mantova - il Rio

L’accesso al Rio è possibile in pochissimi punti, per altro molto appartati della città, di fatto pressoché impossibile. Tuttavia nel 2015  le minicrociere sul Rio attivate dagli Amici di Palazzo Te in collaborazione con Comune di Mantova, Consorzio di Bonifica Territori del Mincio e AIPO  hanno riportato sul Rio più di 5.000 cittadini, tra cui molti turisti, per i quali quei venticinque minuti in barca su quel canale dimenticato sono stati una vera sorpresa (un’epifania) per il fascino riscoperto di un luogo nascosto troppo a lungo.

A riportare il Rio all’attenzione dei mantovani sono stati anche alcuni momenti apparentemente conviviali o di intrattenimento tra l’agosto del 2016 e l’agosto del 2017, di fatto culturali, proposti da Slow Food Condotta di Mantova e dagli Amici di Palazzo Te in collaborazione con il Comune di Mantova e alcune associazioni e istituzioni mantovane, tra cui La Pro Loco Amici di Rivalta, il Club Canoistico Rivaltese e Labter-Crea.

Ancora agli inizi del XX secolo il canale occupava una posizione centrale nella vita della città, di cui sosteneva una parte delle attività sociali ed economiche,  ma da cui successivamente è stato emarginato sia sul piano fisico che su quello culturale. Se è vero che un corso d’acqua costituisce un valore aggiunto per ogni aggregato urbano, allora è tempo di riportare il Rio all’attenzione, alla frequentazione e alla cura dei mantovani.

Ora sembrano esserci  tutte le premesse perché questo possa verificarsi.

I lavori di riqualificazione e valorizzazione delle strutture architettoniche, di cui le Pescherie sono il fulcro, agiscono da propellente  al recupero della qualità delle acque del canale e all’affinamento della regolazione della loro portata.

Nella stessa direzione va la classificazione dei corpi idrici di Regione Lombardia che colloca il Rio tra i corsi del Reticolo Principale, la cui qualità dovrebbe essere “buona” secondo l’attuale legislazione.

progetto rio1.jpg

Il Progetto Rio Scuole è ufficialmente partito con una prima campagna di monitoraggi chimico-fisici e batteriologici condotta il 22 e i 24 febbraio 2018 dagli studenti  dell’Istituto Tecnico Economico e Tecnologico   Mantegna e dell’Istituto Superiore Fermi,  condotta in collaborazione con ARPA Lombardia e Parco del Mincio; una seconda campagna ad opera delle scuole verrà attuata il 12 e il 14 aprile, sempre in collaborazione con Parco del Mincio e ARPA che, di fatto, dall’aprile 2017 sta monitorando mensilmente le acque del canale con una sonda multiparametrica. L’intervento delle scuole è stato reso possibile dalla Convenzione stipulata tra queste e la Fondazione Le Pescherie all’interno del sistema di Alternanza Scuola-Lavoro, che tante iniziative sta catalizzando nella nostra realtà.

Nell’ultimo incontro di coordinamento del Contratto di Fiume Mincio è stata presentata la Scheda di Azione del Progetto RIO , che dunque è entrato ufficialmente nel processo attivato dal Contratto.

Dei miglioramenti che le azioni del Contratto porteranno alla qualità e alla quantità delle acque del Mincio, il Rio non potrà che trarre vantaggi. Dei miglioramenti che il Progetto RIO porterà al canale trarrà vantaggio l’intera cittadinanza mantovana in termini di bellezza del paesaggio, di salubrità del suo microambiente, di vivibilità. Quando il recupero e la riqualificazione del Rio potranno dirsi cosa fatta,  Mantova e la sua comunità potranno lanciare all’Italia intera e non solo un messaggio dal valore simbolico inestimabile.

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