UNESCO MANTOVA-SABBIONETA: Valorizzare l’eredità culturale offerta dalla residenza dei Gonzaga

La terza giornata e ultima giornata di confronto dedicato al sito Unesco Mantova-Sabbioneta si è tenuta giovedì 12 aprile alla Sala degli Stemmi di Palazzo Soardi. I fari sono stati puntati sul piano di gestione e affinare il sistema di gestione a 10 anni della iscrizione nell’elenco Unesco.

Unesco2.jpgDopo la presentazione di Susanna Sassi, la parola è passata all’assessore all’Unesco del Comune di Mantova Paola Nobis. “Questo ultimo incontro – ha evidenziato Nobis – riguarda il percorso di consultazione e partecipazione per l’aggiornamento del nuovo Piano di Gestione del sito Unesco, e si ripropone di approfondire e contestualizzare anche a livello territoriale facendo emergere innanzitutto dei concetti di gestione integrata e conservazione attiva del sito. Occorre far emergere una governance composta da partenariati pubblici e privati, possibili ambiti di lavoro per l’approfondimento di temi chiave sui quali sviluppare azioni di tutela valorizzazione e promozione del patrimonio del sito”.Nella seconda parte della mattinata hanno dato i loro contributi Paola Falini, Erika Lazzarino, Carla Di Francesco, Manuel Roberto Guido, Giuseppe Costa, Monica Abbiati, Gabriele Barucca, Peter Assmann.

“Il Palazzo Ducale di Mantova – ha sottolineato il direttore di Palazzo Ducale Assmann – costituisce una parte consistente del nucleo storico e architettonico del sito Unesco Mantova Sabbioneta. Valorizzarlo in quanto tale vuol dire dare un significato universale e collettivo alla storia e alla bellezza artistica di questo patrimonio. Dobbiamo promuovere i diversi progetti che valorizzano l’eredità culturale offerta dalla residenza dei Gonzaga, con le sue mille e più stanze, piazze, giardini e cortili”.

Anche il presidente del Centro Internazionale di Palazzo Te Stefano Baia Curioni è intervenuto al convegno: “È necessario – ha detto – passare dalla politica culturale dedicata al potenziamento dell’offerta e della fruizione specifica di cultura alla politica culturale in cui l’attenzione alla diffusione, all’inclusione e alla compartecipazione diventa la base delle politiche urbane. Non si tratta semplicemente di motivare all’accesso di produzioni culturali tradizionali, ma di operare una trasformazione decisiva delle istituzioni culturali e della loro capacità di ascolto. Musei, teatri e sistemi di gestione del patrimonio hanno così la necessità di rivedere non solo il loro posizionamento, ma anche i loro sistemi di competenze e i loro rapporti con i portatori di interessi pubblici e privati”.

Al termine hanno parlato anche Marco Valle e Carlo Francini. Il confronto era iniziato nel mese di marzo con due convegni dedicati al sito Unesco.

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