MANTOVA – IL DIOCESANO OMAGGIA L’ARTISTA GIUSEPPE MENOZZI

ETERNITA' - tecnica mista su tela - 90x70cm - 2016Giuseppe Menozzi, indiscutibilmente pittore, personaggio e uomo di rara sensibilità, spicca tra le figure artistiche che hanno arricchito, recentemente, il profilo dell’orizzonte artistico nazionale.

Venerdì 1° settembre alle 17,30, il Museo Diocesano di Mantova omaggia l’artista con una bella personale corredata da un prezioso catalogo edito da Il Rio. I testi di mons. Roberto Brunelli, Gianfranco Ferlisi e Alberto Diolaiuti si prestano a dare risalto alle ricerche di un talento ineccepibile, per spiegare, negli spazi museali, le tappe di una suggestiva rappresentazione di tutto il suo operato. Una interessante monografica ripercorre la sua carriera permettendo allo spettatore di cogliere i cambiamenti e le sfumature intrinseche alla sua spiritualità.

Come afferma mons. Brunelli “da Roma a Mantova, dal Vaticano al nostro Museo: la sorprendente mostra di Giuseppe Menozzi trova al Diocesano la prima tappa di un percorso che, auspicabilmente, toccherà anche altre diocesi, per portare ovunque i frutti della sua ricerca artistica, già tanto ammirata in Italia, in Europa e non solo.”

Il Museo, che accanto a tanti capolavori del passato non trascura le opere più recenti, è dunque ben lieto di accogliere queste opere, con le quali si sente in sintonia, per due segni rivelatori dello spirito cui si ispirano, entrambi dedotti dalla più autorevole delle fonti di ispirazione, la divina Parola. Il titolo della mostra precedente, allestita in Vaticano, Lumen, condensava tutto un mondo, fisico e concettuale, che percorre la Bibbia dalla creazione all’Apocalisse, e trova l’apice all’inizio del vangelo secondo Giovanni: «in lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini».

Il titolo della mostra al Museo diocesano, Tau/Tau, richiama lo stesso significato con l’ultima lettera dell’alfabeto ebraico che contrassegna ogni opera esposta e si trova nel profeta Ezechiele come nell’Apocalisse, ed è stata adottata dai cristiani (su tutti, Francesco d’Assisi) per il suo rimando alla salvifica Croce di Gesù”.

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La mostra, allestita al Diocesano, è dunque un momento per riflettere, comprendere e divulgare il lavoro di un artista che sul Tau fonda una relazione con l’arte che ci offre il disvelamento di un oltre, che ci apre la dimensione di una luce, come un fulmine che squarcia il nero della notte. L’arte è, infatti, verità e amore del bello, è voce che racconta la nostra storia e fa percepire la vibrazione del divino. Sono poi il dolore e la fatica del vivere a creare ineludibili interrogativi sulla sua referenza. E non di meno anche l’amore, che possiede sempre una dimensione estetica, è esperienza speciale, in cui la ricerca del sacro si palesa quale fondamento di religiosità. Solo nell’amare acquista significato la fatica della quotidianità. E ogni espressione della pittura di questo artista è una amorevole preghiera per l’universo biblico che ha nell’uomo (nell’immagine di Dio che è l’uomo) il suo capolavoro più immaginoso e incantato. Giuseppe Menozzi è convinto che la salvezza dell’essere umano è possibile solo se egli realizza, con la sua libertà, quel talento che Dio gli ha donato, è convinto che l’arte sia manifestazione e dono dell’Onnipotente, un dono che un artista pone al servizio del destino di salvezza che ci attende.

L'artista fra mons. Brunelli e Girondi, Ed. Il Rio

L’artista fra mons. Brunelli e Girondi, Ed. Il Rio

 

GIUSEPPE MENOZZI, nato nel 1956 a Mirandola (Modena), ha sempre vissuto con la famiglia nel Comune di Camposanto. È il contesto rurale a ispirare i suoi primi disegni ed è la sorella Anna che intuisce le doti naturali dell’artista e lo sprona a continuare. A vent’anni tiene la sua prima personale presso la Biblioteca Comunale di Montesanto. Segnano indelebilmente il suo percorso la visitazione dei luoghi francescani, che accende anche le sue opere di una più profonda spiritualità, e la decisione, nel 1990, di lasciare il lavoro per dedicarsi alla pittura. Pochi anni dopo abbandona la figurazione tradizionale per intraprendere il percorso che lo porterà a scegliere il “Tau”, dal 1996 sempre presente nelle sue tele come simbolo della sua ricerca interiore. Oltre alle numerose personali in Emilia, ha esposto a Londra, Parigi, Zagabria, Firenze, Roma, Milano, Torino, e altre località italiane.

opera-menozzi4-1024x684MUSEO DIOCESANO FRANCESCO GONZAGA – MANTOVA, Piazza Virgiliana 55

1-23 SETTEMBRE 2018 – Orari d’apertura: da mercoledì a domenicamattino: dalle 9,30 alle 12,00pomeriggio: dalle 15,00 alle 17,30 Sono possibili, anche per piccoli gruppi, visite guidate alla mostra su appuntamento.

Ingresso con il biglietto ordinario del museo.

 

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