CASTEL D’ARIO – DON QUIJOTE di IMPERO NIGIANI CONQUISTA CASA MUSEO SARTORI

La Casa Museo Sartori di Castel d’Ario (Mantova) in via XX Settembre 11/13/15, dal 9 Settembre al 14 Ottobre 2018 presenta al primo piano la personale dell’artista fiorentino Impero Nigiani “Il fantastico cavaliere Don Quijote”.

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La mostra, curata da Arianna Sartori, gode dei patrocini di Provincia di Mantova, Comune di Castel d’Ario, Comune di Mantova, Ecomuseo della risaia, dei fiumi, del paesaggio rurale mantovano e ProLoco di Castel d’Ario. La mostra “Il fantastico cavaliere Don Quijote” si inaugurerà Domenica 9 Settembre alle ore 11.00, con interventi di Arianna Sartori – Beniamino Morselli, Presidente Provincia di Mantova – Daniela Castro, Sindaco di Castel d’Ario – Mattia Palazzi Sindaco di Mantova – Impero Nigiani e Maria Gabriella Savoia ‘Casa Museo Sartori’.

La Mostra comprende venti dipinti eseguiti con la tecnica dell’olio su tela (cm 60×60) e sei disegni realizzati con la tecnica della sanguigna su carta (cm 60×50).

La mostra arriva a Castel d’Ario dopo le importanti tappe al Palazzo Pretorio di Figline Valdarno (FI) (dicembre 2017) e al Palazzo Bastogi di Firenze (marzo 2018).

“Pubblicato in prima edizione spagnola nel 1605  il romanzo di Cervantes “El ingenioso  hidalgo Don Quixote de la Mancha” continua a conoscere una immutata fortuna  bibliografica e visiva: continue ristampe in tutto il mondo e numerose trasposizioni in illustrazione…

Nomine patris et Filii… olio su tela cm 60x60

Nomine patris et Filii… olio su tela cm 60×60

Questo anche in Italia, paese che è idealmente omaggiato da Cerventes con la ripresa in chiave sottilmente ironica dei poemi cavallereschi scritti a Ferrara nel Cinquecento (soprattutto  l’ariostesco “Orlando Furioso” e “La Gerusalemme Liberata” del Tasso): un esempio significativo è il film di esordio del famoso pittore e scultore Mimmo Paladino, “Quijote”, presentato al Festival del Cinema a Venezia nel 2006, visionaria e stravagante rilettura interpretata da due singolari cantanti-attori, come Peppe Servillo e Lucio Dalla.

È ora la volta del fiorentino  Impero Nigiani, il quale dopo aver realizzato una bella cartella grafica, “Don Quijote de la Mancha”, con cinque acqueforti originali, impostata essenzialmente  sul dialogo surreale fra uomini e bestie, presenta in questo catalogo una serie di dipinti e sanguigne-seppie-pastello ispirata dall’affascinata lettura del romanzo secentesco, miscelata ai ricordi di un lontano soggiorno nella petrosa Mancha.

Come accade sempre al Nigiani, che ama lavorare per cicli tematici (ricordiamo soltanto la serie  intitolata “Medioevo”, con suggestioni desunte dai  romanzi claustrali come “Il nome della rosa” o quelli del più giovane Marcello Simoni), si evidenzia anzitutto la cultura visiva del pittore, che lo hanno fatto designare nell’ultimo quarantennio fra i più significativi pittori “citazionisti” operanti nell’ambito toscano. Analizzando con attenzione le sue opere “donchisciottesche” si possono rinvenire echi e citazioni che precedono le atmosfere picaresche della Spagna seicentesca oppure la scavalcano: ricordi delle statue di Niccolò dell’Arca e del ritratto di Pio V sapientemente reinventato. Ma altresì del “Quarto Stato”  di Pellizza da Volpedo o del novecentista Palazzo delle Esposizioni all’E.U.R. e in mezzo pittori coevi a Cervantes (il frammento dal mirabile “Las Meninas” di Velasquez) o che hanno illustrato mirabilmente il capolavoro dello spagnolo in tempi diversi (la sintetica, indimenticabile icona del francese Daumier che compare in copertina, con la spiritosa aggiunta sullo sfondo di Nigiani che la dipinge protetto dal solleone con un ombrello verde).

L “pastiches” ingegnosi e forbiti del pittore toscano (con uccelli e mulini a vento, ronzinanti e cani pulciosi) raggiungono un tono straniante e spesso divertito. Insomma, un accumulo postmoderno di immagini da museo e visioni fotografiche e cinematografiche,  saldando idealmente  l’Accademia  all’lperrealismo, un “melting pot” che compendia la cultura occidentale e i suoi miti in un caleidoscopio non di rado affascinante, un viaggio nella Memoria svolto mediante la sovrapposizione sagace negli olii e nei disegni bicromi  su carta  gialla dal nostro  Impero Nigiani, narratore su tela ormai ottuagenario ma lettore onnivoro, capace ancora di affascinarsi con l’entusiasmo di un adolescente”. (Lucio Scardino)

Scrive l’artista Nigiani– “Don Chisciotte vive ormai da qualche secolo, e ancora non finisce di stupirei. È un folle o piuttosto un cuore generoso alle prese con un mondo arido e senza fantasia?

E le sue avventure sono le azioni sconsiderate di un esaltato o rappresentano l’eterna  lotta tra gli alti ideali? Ho rivissuto i suoi tormenti, le sue emozioni, le sensazioni da lui provate. Niente è cambiato.

Li ho riversati poi su quadri, incisioni e disegni; la mia via di espressione, il figurativo. Per tradurre il pensiero cervantesco mi sono documentato e avvalso dell’opera  sia di pittori,  quali Nani Tedeschi, Joaquin Turina, Manuel Castellano sia di quella dell’incisore Gustave Doré e in particolar modo poi delle illustrazioni di Vietar G. Ambrus.

Ulteriore fonte d’ispirazione sono state le immagini tratte dalla versione cinematografica El Quijote diretta da Manuel Gutiérrez Aragòn nonché da quelle rappresentate alla Piccola Scala di Milano da Manuel de Falla”.

Cervantes e Papa Pio V, olio su tela, cm 60x60

Cervantes e Papa Pio V, olio su tela, cm 60×60

Impero Nigiani nasce a Incisa Valdarno (FI) nel 1937. Il suo spirito artistico lo conduce ad una ricerca continua del Realismo Metafisico. Negli anni Settanta ha fatto parte del gruppo “Come Pittura” e aderisce nel 1979, con Del Testa, Cantini, Fusi al Manifesto Artistico “Foto di Gruppo” presentato da Pier Carlo Santini. Dal 1996 è parte del gruppo “4 pittori dello sguardo cristallino” insieme con Brancolini, Fusi e Gerico.

Suoi disegni si trovano presso la Biblioteca Nazionale Centrale e all’Archivio Bonsanti, Gabinetto G.P. Viesseux di Firenze.

Sue opere di grafica si trovano presso il Museo civico di Padova, il Museo Dantesco dei frati minori di Ravenna, il Museo Vukovar di Zagabria, Fondazione L. Ragghianti, Lucca.

Al suo attivo si possono enumerare oltre 40 mostre personali senza contare le innumerevoli mostre collettive su invito sia in Italia che all’estero, tra le quali: “Indipendent Exibition”, Kanagawa (Giappone). “Museo dei Musei”, presentazione di Federico Zeri, Palazzo Strozzi, Firenze. “V Biennale Internazionale della Grafica”, Palazzo Strozzi, Firenze. “Ludica Speranza degli Artisti”, a cura di Dino Pasquali, Galleria Comunale di Arezzo. “Firenze per l’Arte Contemporanea”, a cura di Renato Barilli, Forte di Belvedere, Firenze. “Ab Antiquo”, invitato da Tommaso Paloscia, Palazzo Vecchio, Firenze. “4 pittori dello Sguardo Cristallino”, presentazione di Giorgio Di Genova. “Navigazione Ultima, Brancolini, Fusi, Gerico, Nigiani”, a cura di Giorgio Segato. “Europ’Arte”, Ginevra (Svizzera). “La Vita Nuova, Brancolini, Fusi, Gerico, Nigiani”, presentazione di Vittorio Sgarbi e Carlo Fabrizio Carli, Palazzo Firenze, Roma. “Dante e Ovidio nella Divina Commedia, Brancolini, Fusi, Gerico, Nigiani”, Torre De’ Passeri, Pescara. “Le immagini del Silenzio”, patrocinio Regione Toscana, Palazzo Cerretani, Firenze. “Segni Firenze Anno Duemiladieci”, Comune di Firenze, presidenza del Consiglio, Firenze. “Grand Exhibition of Selected Paintings of Chinese”, Shanghai (Cina). “Impero Nigiani, Addio mia bella, addio”, a cura di Giampiero Iacopini, patrocinio Regione Toscana, Palazzo Sforza-Cesarini, Santa Fiora (Gr). “Artisti per Nuvolari”, Casa Museo Sartori, Castel d’Ario (Mn). “Donna fonte ispiratrice d’arte”, Casa Museo Sartori, Castel d’Ario (Mn). “Impero Nigiani. Medioevo l’immaginazione oltre la realtà”, Sala Consiliare del Municipio di Fiesole. “L’arte italiana dalla terra alla tavola”, Casa Museo Sartori, Castel d’Ario (Mn). “Impero Nigiani. Quando le persiane erano chiuse (Addio, Wanda)”, Galleria d’Arte Ponte Vecchio, Firenze. “di Fiore in Fiore”, Casa Museo Sartori, Castel d’Ario (Mn). “Impero Nigiani. Quando le persiane erano chiuse”, Circolo Arti figurative, Palazzo Ghibellino, Empoli. “l’Arlecchino Tristano Martinelli, la Commedia dell’Arte nell’Arte Contemporanea”, Casa Museo Sartori, Castel d’Ario (Mn).

Apertura straordinaria:

Venerdì 21 Settembre, alle ore 21.15, incontro con lo storico Cesare De Agostini: “Nuvolari in quadro”. Una serata con il giornalista Cesare De Agostini che appagherà la curiosità del pubblico raccontando episodi e aneddoti della vita e delle gesta di Tazio Nuvolari.

Nello stesso periodo è possibile vedere, al primo terra di “Casa Museo Sartori”, la rassegna Artisti per NUVOLARI sesta edizione 2018, a cura di Arianna Sartori. In mostra sono esposte 60 opere, tra dipinti e sculture, realizzate da Ascari Franca, Baldassin Cesare, Bassi Massimo, Biagioni Emanuele, Bolognesi Anna, Bonafini Annalisa, Bongini Alberto, Borgianni Marco, Bornoffi Luca, Cancelliere Mario, Capodiferro Gabriella, Capraro Sabina, Castagna Angelo, Chiappa Tommaso, Cocchi Pierluigi, Consolini Alberto, Costa Piero, Cusino Giuliana, D’Ambrosi Diego, Della Valle Marcello, De Marinis Fausto, De Micheli Gioxe, Desiderati Luigi, Favero Emanuele Ascanio, Ferraris Giancarlo, Ferri Massimo, Filippini Claudio, Fonsati Rodolfo, Galbusera Renato, Garuti Giordano, Gravina Aurelio, Luchini Riccardo, Mafino Beniamino, Martino Maurizio, Miano Antonio, Molinari Mauro, Monaco Maria Elena, Morra Rosario, Musi Roberta, Orlandini Fabrizio, Pallotta Caterina, Picciolini Francesco, Piovosi Oscar, Prinetti Silvana, Romani Maurizio, Rossato Kiara, Rovati Rolando, Santoli Leonardo, Sauvage Max, Settembrini Marisa, Tettamanti Mario, Titonel Angelo, Tomasoni Silvio, Tonelli Natalino, Trombini Giuliano, Venditti Alberto, Violi Carmelo, Vitale Mario, Wal, Zoli Carlo.

Per l’occasione è stato edito un catalogo con testo critico di Maria Gabriella Savoia e riportato un testo scritto nel 1963 da Emilio Fario.

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Durante la mostra è possibile visitare il Museo d’Arte Ceramica “Terra Crea – Sartori”.

MUSEO D’ARTE CERAMICA “TERRA CREA-SARTORI”

 

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