GONZAGA | MANTOVA – IL MONDO DEL MILE. TUTELIAMO IL MONDO DELLE API: EVENTI ORGANIZZATO DAL CONSORZIO AGRITURISTICO MANTOVANO

Gonzaga, Fiera Millenaria – venerdì 7 settembre ore 20,00

Mantova, Festivaletteratura – domenica 9 settembre ore 10,30

“Il mondo del miele” in Fiera Millenaria anche di questo si parlerà  venerdì 7 settembre, alle ore 20.00 al Pad 1 della Fiera millenaria di Gonzaga.

Come si svolgerà l’evento? “Avremo delle degustazioni comparate di varietà locali di mieli, – spiegano gli organizzatori del Consorzio agrituristico mantovano – si imparerà a riconoscerli, apprezzarli e si daranno consigli su come utilizzare l’anima dolce del nostro territorio. L’evento è organizzato in collaborazione con l’Associazione apicoltori mantovani. Alessandra Giovannini, apicoltrice, docente dell’Albo nazionale degli esperti in analisi sensoriale del miele guiderà i presenti in un viaggio alla scoperta del miele.

Inoltre, il miele sarà protagonista a Festivaletteratura: “L’apicoltura resistente” con Monica Pelliccia e Andelina Zarlenga che dialogheranno con Giorgio Vincenzi. L’evento (n° 171 del libretto) è alle 10.30 a Parcobaleno, domenica 9 settembre.

Le giornaliste Monica Pelliccia e Adelina Zarlenga, autrici di La rivoluzione delle api, sono testimoni di un vasto movimento di resistenza che coinvolge contadini, scienziati, apicoltori, amministratori locali che conducono con determinazione nuove pratiche per la salvaguardia e il reinserimento di questi preziosissimi animali nelle nostre coltivazioni. Introduce e dialoga con loro Giorgio Vincenzi.

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Ora, parliamo di miele e parliamo di uno dei settori più colpiti da problematiche ambientali. Qualche numero: in provincia di Mantova nel 2016 sono state presentate 468 domande per risarcimento danni, divise tra l’alto e il basso mantovano senza particolari differenze tra una zona e l’altra. Coinvolte nella richiesta danni 6456 arnie o alveari. La media produttiva è stata di 25 kg per arnia/alveare con un prezzo per il 2017 di 5.64 euro. A creare le problematiche maggiori , nel 2017,  la siccità estiva che ha messo in ginocchio soprattutto gli apicoltori con quasi 140 mila euro di danni. E’ andata meglio invece nel 2018, l’Associazione mantovana apicoltori, infatti, ha dichiarato di aver avuto buoni risultati. Le criticità nel mantovano, così come in altre zone, sono i pesticidi. Ai primi di agosto c’è stata nel nostro territorio una moria di api a causa dei pesticidi usati in agricoltura nei campi vicini alle arnie.

Ad oggi l’Associazione mantovana apicoltori raggruppa più di 400 soci e sono in continuo aumento soprattutto mantovani, ma anche da qualche provincia vicina. C’è una costante richiesta di avvicinamento all’apicoltura soprattutto da parte di giovani under 30 e under 40, sia con già aziende agricole avviate, sia da parte di ragazzi e ragazze che partono da zero.

Tra le varietà di miele prodotte, al fianco di quelle classiche c’è una nuova entrata: il miele di amorfa, una pianta esotica arrivata in Europa nel ‘700 che ora si trova facilmente nel nostro territorio ed è molto gradita alle api.

L’IMPORTANZA DELLE API: l’ape, gestita dagli apicoltori da molti millenni, svolge un ruolo insostituibile per la conservazione della biodiversità e per la salvaguardia delle produzioni agricole, basti pensare all’impollinazione.

Questo prezioso insetto è anche uno straordinario indicatore della qualità dell’ambiente, e quindi può darci la misura della nostra capacità di mantenerlo in uno stato ottimale. Inoltre, l’ape non deve essere considerata un animale domestico, ma componente fondamentale della fauna selvatica. Parte da queste considerazioni la prima Carta per la tutela delle api,  nata alla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (Trento) il 12 giugno scorso, con il contributo dalla comunità scientifica italiana e alla quale ha voluto aderire anche il Consorzio agrituristico mantovano.

Per Paolo Fontana, responsabile del programma di apicoltura della Fondazione Edmund Mach. La scienza ci dimostra che la tutela della diversità genetica dell’ape mellifica non solo è fondamentale per conservare gli equilibri ecologici, ma è l’unico presupposto  per riportare l’apicoltore a una condizione di produttività anche dal punto di vista economico”.

In Italia ci sono circa 1,2 milioni di alveari e 45.000 apicoltori censiti, di cui 20.000 a carattere professionale, con un giro d’affari di circa 165 milioni di euro per la commercializzazione e la vendita dei vari prodotti (miele, cera, propoli, polline, pappa reale e veleno d’api).

L’ape, come animale selvatico, è un patrimonio di tutti e come tale va tutelato, basti pensare che secondo le stime dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) delle 100 specie di colture che forniscono il 90% di prodotti alimentari in tutto il mondo, 71 sono impollinate dalle api.

 

 

 

 

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