CONFAGRICOLTURA MANTOVA – MAIS: IL 27 FEBBRAIO INCONTRO PER IL RILANCIO DEL SETTORE

Confagricoltura Mantova punta sul mais, coltura strategica per il nostro Made in Italy e per il mantenimento delle Dop nazionali. L’occasione per fare il punto sulla situazione sarà mercoledì 27 febbraio a partire dalle ore 10.00 nella sede di  Mantova via Luca Fancelli 4, con il convegno “Rilanciare il mais: produrre qualità in quantità”.

Dopo i saluti introduttivi di Roberto Begnoni, presidente della sezione economica cerealicoltura di Confagricoltura Mantova, prenderanno la parola il professor Amedeo Reyneri, docente di Agronomia e coltivazioni erbacee presso l’Università degli studi di Torino, che terrà un focus intitolato “Percorsi agronomici per incrementare produttività e qualità del mais”, e Cesare Soldi, presidente dell’Ami (Associazione maiscoltori italiani), con l’intervento “Strategie per il rilancio del settore”.

Il convegno è di fondamentale importanza per Confagricoltura Mantova, in un momento storico nel quale il mais sopravvive a stento, schiacciato da prezzi di mercato troppo bassi e da una produttività in costante calo. Il tutto ha avuto e sta avendo pesanti conseguenze, perché il mais è fondamentale per l’intero comparto zootecnico nazionale, anche per i circuiti delle Dop.

I dati registrati da Agri Istat in provincia di Mantova confermano tale andamento: dal 2008 sono andati persi quasi 12.000 ettari di semine, passando dai 70.000 di dieci anni fa ai 58.200 con i quali si è chiuso il 2018 (-17%). Vi sono però profonde differenze tra il mais insilato (utilizzato per l’alimentazione animale) e il mais da granella (venduto sul mercato).

I dati del primo sono in salita, con 32.200 ettari nel 2018 contro i 19.500 del 2008 (+65%), mentre i secondi sono crollati, con 26.000 ettari nel 2018 contro i 50.500 del 2008 (-48,5%): «Questa discrepanza, mai evidenziata in precedenti analisi – spiega Roberto Begnoni – , deriva dal fatto che chi ha allevamenti continua a produrre mais, insilato e da pastone, per uso interno, anzi ne acquista perché insufficiente. Chi vende la granella sul mercato invece è fortemente scoraggiato dagli attuali prezzi e dalle rese insufficienti, che stanno mettendo in ginocchio la coltura, con superfici in costante calo. Da qui le nostre preoccupazioni per la stabilità del settore».

A livello di competitività sui mercati Begnoni è chiaro: «Con gli attuali prezzi non riusciamo a tenere il passo con i nostri concorrenti esteri. Il motivo? I costi di produzione, che da noi sono troppo alti».

(grafico Confagricoltura Mantova)

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