CREMONA – UN FESTIVAL DI MUSICA E CULTURA BAROCCA CON PROTAGONISTI STRADIVARI e MONTEVERDI

La città di Cremona è legata a doppio filo all’eredità trasmessa da due suoi illustri cittadini, che in modi e forme differenti hanno segnato la storia della musica a livello mondiale: Antonio Stradivari, per la costruzione di strumenti ad arco di inestimabile pregio e Claudio Monteverdi, per la composizione musicale che diede origine al melodramma.

Dominante nella musica italiana del Seicento, il melodramma conquista rapidamente l’Europa, affermando non soltanto un nuovo genere musicale, ma anche un nuovo modo di produrre e consumare la musica, che sarà determinante alla costruzione di un sistema musicale non più aristocratico o ecclesiastico, ma borghese.

Cremona Barocca in primo luogo disvela l’importanza culturale di quel periodo storico che seppe esprimere l’arte dei grandi maestri cremonesi e, in secondo luogo, coglie una esigenza di trasformazione e di rinnovamento comune di cui sono protagoniste le Istituzioni e le Fondazioni della città, che nell’ultimo decennio sono state supportate da Fondazione Cariplo con forza e con lungimiranza nelle azioni che nella liuteria e nella musica hanno il loro perno.

La musica a Cremona è protagonista, rinnovata e “protetta” da diverse realtà culturali cittadine, un baluardo, questo, che va difeso, perché il panorama musicale classico europeo ha fatto registrare un importante movimento di riscoperta del repertorio rinascimentale e barocco, che si è progressivamente imposto anche all’attenzione del grande pubblico.

Basti citare il Comune di Cremona e il Distretto Culturale della Liuteria; il Museo del violino e L’Opificio del Suono; il Teatro Amilcare Ponchielli e il Monteverdi Festival; la Camera di Commercio e il Cremona Summer Festival. Appoggia questa volontà di rinnovamento la Fondazione Centro di Musicologia ‘Walter Stauffer’, il cui prestigio è noto in tutto il mondo. Accanto a queste Istituzioni e Fondazioni, soggetti emergenti e in fase di grande affermazione e crescita, che da anni collaborano con il Comune, il Teatro e il Museo del violino che incarnano, in questo contesto, le istanze più creative del sistema locale: in particolare, l’Istituto Superiore di Studi Musicali ‘Claudio Monteverdi’. Esse sono oggi protagoniste, insieme alle Università – in particolare, al Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università degli Studi di Pavia- della vita culturale di una città che si presenta come un laboratorio molto interessante di ricerca ed integrazione di discipline ed interessi diversificati, un terreno di incontro e di scambio di competenze e conoscenze.

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  • IL MUSEO DEL VIOLINO,

in dialogo con il Monteverdi Festival, in ‘Cremona Barocca’ approfondisce il tema del rapporto tra assetto filologico e assetto classico degli strumenti; anche organizzando audizioni di confronto tra gli strumenti storici e gli strumenti contemporanei, fra i quali i vincitori del Concorso Triennale Internazionale di Liuteria e gli strumenti prodotti dai maestri liutai cremonesi iscritti al Distretto.

Il Barocco musicale è un crogiuolo di sperimentazione cui i liutai, cremonesi soprattutto, conferiscono un contributo determinante. La Fondazione Museo del Violino rilegge, nell’ambito del progetto, Cremona Barocca, questo percorso evolutivo tracciabile nel lavoro di Amati, Stradivari, Guarneri e illuminato dal colore strumentale, pittorico e pittoresco dell’invenzione, della stravaganza, del cimento.

Tra Sei e Settecento gli strumenti ad arco si adeguano alle nuove esigenze di musicisti e compositori. Giornate di studio, incontri, conferenze permetteranno di approfondire questa evoluzione, sia dal punto di vista liutario sia della prassi esecutiva filologica. In collaborazione con Monteverdi Festival saranno promosse audizioni con il confronto fra strumenti storici e contemporanei, vincitori del Concorso Triennale Internazionale Stradivari o realizzati da Maestri aderenti al Distretto Culturale della liuteria di Cremona.

Nuovi studi, indagini ed azioni di restauro, permetteranno di accedere ad una fonte documentaria unica e preziosissima: i modelli, i disegni e gli attrezzi utilizzati da Antonio Stradivari per la realizzazione dei propri strumenti.

Anche il percorso espositivo del Museo si arricchirà di nuovi contenuti, con postazioni di approfondimento dedicate agli strumenti ad arco in epoca barocca.

Gli archi dell’Istituto Ospedale della Pietà a Venezia

L’antica istituzione Ospedale della Pietà, a Venezia, vanta una importante collezione di strumenti ad arco e fiato, la cui storia interseca la parabola artistica di Antonio Vivaldi, il più famoso tra i maestri attivi nell’insegnamento della musica alle fanciulle ospiti dell’Ospedale. È lecito supporre che almeno alcuni, se non tutti, gli strumenti della collezione siano stati suonati dalle allieve se non sa egli stesso. Ma ancor più importante è la conservazione degli strumenti, ancor oggi presentati in condizioni precedenti all’applicazione estensiva della pratica ottocentesca dell’ammodernamento. Lo stato in cui essi si trovano li rende documenti importanti della storia della liuteria e della prassi esecutiva. Della raccolta fanno parte interessanti esemplari di scuola veneziana, tra i quali un violino attribuito a Pietro Guarneri di Venezia, a testimonianza di un legame forte con la tradizione cremonese.

Il Museo del Violino collaborerà con l’Istituto Ospedale della Pietà per un importante progetto di valorizzazione della collezione. Ogni strumento sarà studiato sia dal punto di vista liutario sia organologico ed in collaborazione con il Laboratorio Arvedi dell’Università di Pavia saranno condotte analisi diagnostiche non invasive.  Quindi sa redatto un dettagliato condition report e sarà compilato un piano di conservazione.

Al termine del lavoro (2020) alcuni strumenti potrebbero essere esposti al Museo del Violino.CHITARRA SABIONARI

 

  • LA CHITARRA SABIONARI

Antonio Stradivari non costruì solo strumenti ad arco come violini, viole e violoncelli, ma anche chitarre barocche, mandolini, arpe.

Tra le chitarre barocche, solo 5 esistono ancora, conservate in alcuni musei del mondo. La chitarra Sabionari, del 1679, appartenente alla Famiglia Domenichini di Milano, è esposta temporaneamente al Museo del Violino nella collezione Friends of Stradivari. Nel Museo sono inoltre conservati alcuni modelli originali di Stradivari per la costruzione di questi strumenti.

Restaurata nel 2011, la chitarra Sabionari, è, allo stato attuale, l’unica chitarra di Stradivari al mondo suonabile in concerto. All’interno della cassa, nascosta attualmente dalla rosetta, è presente la firma e la dedica ad Antonio Stradivari che il celebre chitarrista Andrés Segovia appose nel 1948.

Al Museo del Violino è possibile scoprire cinque secoli di liuteria cremonese attraverso l’incontro diretto con i grandi Maestri – Amati, Stradivari, Guarneri – ed i loro capolavori, seguendo una traccia equilibrata di arte e artigianalità, creatività e tradizione che dalle botteghe tardo rinascimentali giunge fino ad oggi.
Concerti ed audizioni con strumenti originali, installazioni multimediali ed un ricco corredo di documenti consentono ad ognuno di realizzare un percorso suggestivo e coinvolgente dove strumenti, suoni, profumi e immagini concorrono a dar forma a storia, sogni ed emozioni.

Partner di progetto: Comune di Cremona, Fondazione Teatro “Amilcare Ponchielli”, Fondazione Museo del Violino “Antonio Stradivari”, Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università degli Studi di Pavia, Comitato di volontariato Cremona International Musicology Conferences, Istituto Superiore di Studi Musicali “Claudio Monteverdi”, Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Cremona con il supporto di Fondazione Centro di Musicologia “Walter Stauffer” in collaborazione con Distretto Culturale della Liuteria.

(foto web)

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