MANTOVA – CASA CIRCONDARIALE TORNEO DI PALLAVOLO CON GLI STUDENTI DELLA IIS STROZZI

Martedì 4 giugno, presso la Casa Circondariale di Mantova, si è tenuto il torneo di pallavolo che ha visto la partecipazione degli studenti dello Strozzi da una parte, e dei detenuti che hanno preso parte agli allenamenti organizzati dall’Unione Sportiva ACLI di Mantova nel 2018 e nel 2019.

Presenti anche l’Assessore allo Sport Paola Nobis e l’Assessore alla Pubblica Istruzione Marianna Pavesi, che hanno testimoniato la sensibilità e l’interesse della Giunta nei confronti dell’iniziativa e delle tematiche ad essa correlate; presente inoltre il Dirigente Scolastico Massimo Pantiglioni.

pallavolo 1

Due ore di sport, di incontro, un torneo combattuto da entrambe le parti, che ci restituisce un risultato importante. Un risultato importante per tutti, che non fa riferimento ai punteggi degli scontri diretti. Importante per i detenuti che in questi mesi hanno dato valore al loro tempo in carcere, imparando e praticando uno sport; importante per gli studenti, che sono entrati per la prima volta in Casa Circondariale e hanno conosciuto questa realtà così lontana dal loro mondo; importante per l’amministrazione carceraria e per la scuola, Istituzioni che in questo spazio sono riuscite a dialogare in modo proficuo; importante per i tecnici FIPAV – Comitato Territoriale Mantova, Giuseppe Magnani e Luciano Tosato, che hanno curato tutti gli allenamenti e hanno raccolto i frutti del lavoro di mesi.

È un risultato importante per il Comune di Mantova, che ha creduto nella validità dell’iniziativa e ha accettato che venisse inserita in Mantova Città Europea dello Sport 2019, ottenendo il contributo dall’Ufficio Sport del Comune. Ma nella bontà del progetto ha creduto anche Fondazione Comunità Mantovana, che ha dato un contributo economico finalizzato al sollevamento della rete di protezione che copre tutto il campo interno, rendendo più facile lo svolgimento delle partite.

È un risultato importante anche per l’Unione Sportiva ACLI di Mantova, che ha facilitato e coordinato la realizzazione degli allenamenti e del torneo, raccogliendo la sfida di portare lo sport di squadra in Casa Circondariale. La sfida è stata anche fare squadra con le Istituzioni e Associazioni che hanno collaborato condividendo questo obiettivo comune.

Di tutto questo rimarrà qualcosa anche quando gli allenamenti termineranno (per il momento). Rimarrà un campo interno riqualificato, che potrà essere utilizzato in futuro dai detenuti che si sono allenati e da quelli che vorranno imparare; rimarrà nei detenuti che hanno partecipato una competenza sportiva che potranno coltivare anche fuori dalla Casa Circondariale; rimarrà quell’incontro avvenuto la mattina del 4 giugno, quando un muro è stato superato e una rete da pallavolo ha unito due mondi lontani e li ha fatti parlare un linguaggio comune. Il valore creato da questo scambio non è tangibile, ma a vedere i sorrisi di chi ha partecipato, c’è da scommettere che anche questo rimarrà.

 

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