Venerdì 21 giugno alle ore 21.30 presso presso le Cantine cinquecentesche in piazza Matilde di Canossa a San Benedetto Po (MN) ci sarà la presentazione del nuovo CD dal titolo “Tèra Moja” dei Musicanti d’la Bàsa. Evento organizzato dalla Società Cooperativa ZeroBeat con il patrocinio e la collaborazione del Comune di San Benedetto Po.
TÈRA MOJA è la prima prova discografica per i Musicanti D’la Bàsa, amanti del liscio tradizionale, dei rituali, delle feste, dei canti di lavoro e di protesta, delle storie che hanno segnato per secoli la vita nelle terre dell’Oltrepò mantovano e nella ‘bassa’ reggiana, parmense e modenese. I brani di TÈRA MOJA, frutto del lungo lavoro di ricerca nel campo della musica tradizionale da parte di Luca Lodi e Nicholas Marturini, ridanno vita ai canti, ai balli antichi e al liscio legati a questa fetta di terra grassa sulle rive del fiume Po, dove si mangia il salame e si beve il lambrusco, quello ‘nero’.
I Musicanti:
Paola Calciolari – Voce
Diego Devincenzi – Contrabbasso
Andrea Inchierchia – Chitarra, percussioni, voce, harmonium, soundscapes, litofono
Luca Lodi – Ocarine, percussioni, voce
Nicholas Marturini – Fisarmonica, clarinetto, basso elettrico
Cristina Moretti – Voce
Gli Amici dei Musicanti:
Luigi Negrini – Fisarmonica
Barbara Riccardi – Violino
Claudio Vezzali – Mandolino
Edoardo Zapparoli – Batteria
Coro Polifonico Polironiano diretto da Davide Nigrelli
Realizzato da Stefano Castagna presso lo studio Ritmo&Blu – Pozzolengo (BS)

Il progetto Musicanti Dla Bàsa, nasce nel 2010 per volere di Luca Lodi e Nicholas Marturini. Freschi dell’insegnamento del Maestro di liuteria Lino Mognaschi di Colorno, Luca e Nicholas iniziano ad incontrare suonatori e ballerini e ad “andare a bottega” dai musicisti dell’Appennino bolognese e della pianura. Dal 2015 la formazione si stabilizza in quella attuale, con l’apporto di Andrea Inchierchia, Diego Devincenzi, Claudio Vezzali, Cristina Moretti e Paola Calciolari, musicisti che frequentano repertori ‘altri’ in altri progetti. Inizia così una nuova fase di ‘apprendimento’ tramite le ricerche negli archivi (in particolare l’Archivio ‘Greggiati’ di Ostiglia), le chiacchierate con studiosi e le interviste ai testimoni di feste sull’aia e di balli negli anditi delle case.