MILANO -AL VILLAGGIO COLDIRETTI CARRA PARLA DI ZOOTECNICA E LATTIERO CASEARIO

Il presidente di Coldiretti Mantova, Paolo Carra, è intervenuto oggi al dibattito sulle “Prospettive della filiera zootecnica italiana e del settore lattiero caseario” al Villaggio di Coldiretti di Milano, il più importante evento dell’estate dedicato agli agricoltori italiani, alla produzione agroalimentare Made in Italy e all’educazione alimentare.

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Insieme al presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini e al vicepresidente di Coldiretti Lombardia Paolo Carra sono intervenuti Nicola Bertinelli (presidente Consorzio Parmigiano Reggiano), Luigi Scordamaglia (presidente Filiera Italia e ad di Inalca), l’on. Guido Guidesi (sottosegretario ai rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta), Fabio Rolfi (assessore Agricoltura, Alimentazione e sistemi verdi di Regione Lombardia), Danio Federici (vicepresidente di Granarolo), Plinio Vanini (presidente Aral e  vicepresidente Associazione italiana allevatori).

Oggi sono due, in particolare, gli elementi indispensabili per rafforzare la filiera lattiero casearia in Italia – ha detto Paolo Carra, che è anche presidente del Consorzio Virgilio, la più importante cooperativa mantovana del settore -: l’etichettatura, per dare certezza e corretta informazione al consumatore e una marcata vocazione all’export, dal momento che i consumi in Italia si mantengono sostanzialmente stabili, ma con una popolazione che sta progressivamente invecchiando. L’internazionalizzazione nel rispetto delle produzioni Dop, attraverso una tutela efficace delle indicazioni geografiche, sarà la strada maestra per la crescita”.

Fra i temi sollevati da Carlo Ottaviano de Il Messaggero, il rilancio del settore zootecnico italiano, con particolare riguardo al progetto “Nato e allevato in Italia”; le problematiche relative alle importazioni dall’estero, dell’etichettatura sull’origine, delle ricaduta in termini di garanzie per la salute dei cittadini e quindi, necessariamente, della necessità di elementi di assoluta reciprocità sotto il profilo sanitario e della sicurezza, con i paesi da cui importiamo; il quadro che si va delineando in considerazione della progressiva entrata in vigore di trattati internazionali (Ceta, Jefta, Vietnam, Mercosur) e delle conseguenze per il nostro export lattiero-caseario; il potenziale di sviluppo legato al rafforzamento di filiere in cui il Made in Italy – dall’origine alla trasformazione alla distribuzione –  diventa un valore aggiunto determinante e “distintivo”.

(ph Coldiretti)

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