NOVITÀ IN LIBRERIA – UN LIBERTARIO IN AMERICA. MEMORIE DI ARMANDO BORGHI (MnM print edizioni & Amolà)

Un libertario in AmericaNon perdetevi l’ultima novità uscita in questi giorni dal titolo La Storia attraverso le memorie di un ribelle (MnM print edizioni & Amolà). Un’accurata selezione delle memorie di Armando Borghi (1882-1968). Il primo capitolo riguarda gli inizi della sua avventura umana: un folgorante quadro della Romagna di fine Ottocento.

I restanti due capitoli sono interamente dedicati alla sua esperienza di emigrato-rifugiato negli Stati Uniti (1926-1945). Mettendo insieme questi due momenti della vita di un ribelle, si può anche cercare di comprendere un secolo complicato, il Novecento, che ancora oggi ci obbliga a porci delle domande, piuttosto che darci delle risposte.

Il romagnolo è geloso nella politica, come il siciliano è geloso nell’amore. Se la donna lo tradisce, il romagnolo potrà prendere la cosa con calma. Ma per un «voltagabbana» non c’è remissione. Rinnegare la propria fede politica, e, come si dice, «passare il Rubicone», è il massimo dei delitti. Ogni borgo ricorda tragiche rappresaglie contro il «rinnegato», e adora l’uomo di fede. Ai miei tempi, il rinnegato non era più pugnalato, ma rimaneva un lebbroso morale. Ai neonati si davano nomi che facessero rabbia ai preti e ai padroni: Spartachi, Comunardi, Cipriani, Bruni, Arnaldi, Ribelli, Rivolte. Così fu che Mussolini fu chiamato Benito Amilcare Andrea, da Benito Juarez, Amilcare Cipriani, Andrea Costa, e suo fratello Arnaldo, da Arnaldo da Brescia.

Non c’è dubbio che la legge americana contro gli anarchici era assurda, e se mi fossa stata applicata, inumana. Ma la pratica fu umana. Perché non riconoscerlo, se è la verità

E perché non riconoscere che esiste differenza fra un paese governato da leggi e da pratiche selvagge, come l’Italia fascista, e un paese governato da una legge assurda ma da una pratica non selvaggia?

Perché non dovrei essere grato a questo paese della ospitalità che dopo tutto e sia pure attraverso vicissitudini tragiche, non mi ha negato per tanti anni?

Stringi, stringi, in quest’America ho potuto vivere; in quell’Italia sarei stato ammazzato. C’è una certa differenza.

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