Ancora arresti e denunce compiuti dalle forze dell’ordine contro la piaga dello sfruttamento di clandestini e del lavoro nero. Nonostante i controlli siano oramai divenuti quasi quotidiani, ancora si registrano abusi e irregolarità.

Nel primo pomeriggio di ieri, 10 ottobre 2019, l’ennesimo caso. Il blitz dei Carabinieri è scattato contemporaneamente in due distinti laboratori tessili, a Marmirolo.
I militari della Stazione di Marmirolo, insieme ai colleghi delle Stazioni di Goffredo e di Goito, in collaborazione con il Nucleo CC Ispettorato del Lavoro, gli Ispettori degli Uffici Inail e Inps e la Polizia Locale di Marmirolo, ambito Task Force coordinata dalla Compagnia Carabinieri di Castiglione delle Stiviere, hanno fatto irruzione in due laboratori tessili, entrambi a Marmirolo, dove hanno trovato al lavoro, complessivamente, 13 operai, tutti di nazionalità cinese.
Al controllo dei documenti, è risultato che 3 di questi erano irregolari e quindi, nessun permesso di soggiorno e naturalmente nessun contratto di lavoro il che vuol dire paga misera e condizioni di sfruttamento, oltre a regole inflessibili del datore di lavoro che impongono agli operai il divieto di allontanarsi dal laboratorio per non rischiare di essere scoperti e conseguentemente espulsi.
Nel primo laboratorio, gestito da X.B., 33enne, e dal socio Z.Y. 46enne, entrambi cinesi, i militari hanno trovato 7 operai al lavoro, di cui uno clandestino e quindi senza contratto di lavoro. Anche nel secondo laboratorio, gestito X.G., 49enne e dal socio W.M. 57enne, entrambi cinesi, i militari hanno trovato altri n. 6 operai a lavoro, di cui 2 clandestini.

Al termine della verifica, i carabinieri hanno pertanto proceduto all’arresto in flagranza di reato di quattro cinesi, rispettivamente titolari e socio di entrambi i laboratori, ritenuti responsabili, in concorso, di favoreggiamento e sfruttamento della manodopera clandestina, caporalato e lavoro nero.
Entrambi i laboratori, compresi i macchinari e i capi di vestiario, per un valore complessivo di circa 250mila euro, sono stati sottoposti a sequestro. Conseguiranno inoltre le sanzioni amministrative per le violazioni accertate, non ancora quantificate.
Per i quattro arrestati la Procura della Repubblica di Mantova ha disposto la custodia domiciliare in attesa del rito direttissimo che si terra questa mattina innanzi al Tribunale di Mantova.
(ph CC)