MANTOVA – Il Consorzio Terre dei Gonzaga prosegue negli interventi post-terremoto: è la volta delle ciminiere

Ada Giorgi

A seguito degli eventi sismici del 2012, che avevano danneggiato anche l’impianto Agro Mantovano Reggiano a Moglia di Sermide, erano già stati effettuati studi importanti sulla staticità dello stabilimento, ed in particolare sulle ciminiere, a cui era seguito un primo intervento, grazie allo stanziamento di fondi del PSR rivolti al post-terremoto, con cui lo stato del manufatto era stato riportato alle condizioni iniziali, il cosiddetto “ripristino”. Ora è il momento di portare avanti la progettazione per il miglioramento sismico delle strutture delle ciminiere, realizzate quando l’impianto funzionava a vapore.

La Presidente Ada Giorgi è convinta dell’assoluta necessità di conservare al meglio tali opere del passato: “Il profilo dell’impianto AMR è ormai un elemento caratteristico del paesaggio, e le ciminiere, per la loro struttura e per la considerevole altezza di circa 50 metri, sono elementi molto delicati che vanno messi in sicurezza, anche se ora non svolgono funzione specifica. Il dovere del Consorzio è quello di tramandare queste opere straordinarie che hanno permesso al nostro territorio di diventare ciò che è oggi, affinchè siano il simbolo del lavoro della Bonifica in questo difficile ambiente”.

controchiavica a Moglia di Sermide

Proprio negli ultimi giorni sono state eseguite le indagini geometriche e materiche sulla ciminiera sinistra nell’ambito del progetto “INTERVENTO DI CONSOLIDAMENTO E RINFORZO DELLE CIMINIERE DELLO STABILIMENTO IDROVORO BACINO AGRO MANTOVANO-REGGIANO” con uno stanziamento di oltre 700.000, 00 a carico del Commissario Delegato alla ricostruzione post sisma 2012.

Raffaele Monica

“Prima dell’esecuzione delle indagini – conclude il direttore del consorzio Raffaele Monicaè stato effettuato il distacco della corrente dalla linea aerea di media tensione che passa in prossimità della ciminiera per permettere al personale di lavorare in sicurezza. L’attività si è svolta dal cestello della piattaforma, posta su un braccio che può estendersi fino a 56 m raggiungendo la sommità”.

Le ciminiere sono state dotate nel recente passato di un dispositivo che telecontrolla in tempo reale la stabilità dei manufatti al fine di valutare anticipatamente eventuali problemi provenienti soprattutto dalle fondazioni, allora eseguite su una palificata in legno.

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