
Week end intenso di controlli e denunce da parte dei Carabinieri delle Stazioni dipendenti dalla Compagnia di Gonzaga.
Nel dettaglio: I Carabinieri della Stazione di Quistello, intervenuti nel comune di Motteggiana, hanno denunciato una 25enne nubile, italiana, che si era messa alla guida del proprio mezzo con un tasso alcoolico superiore a 2,5. La patente di guida le è stata immediatamente ritirata.

I Carabinieri della Stazione di San Giacomo delle Segnate hanno denunciato un 49enne della provincia di Messina per truffa telematica. Lo stesso, dopo aver messo un annuncio di vendita di un utensile su un noto sito di vendita/scambio online, si faceva accreditare su una carta prepagata la somma di 600 euro dalla vittima, senza poi inviare l’oggetto. Stessa sorte è toccata ad un 36enne della provincia Brescia.
Anche in questo caso le indagini telematiche svolte dai militari della Stazione di San Giacomo hanno consentito di appurare che lo stesso aveva messo in vendita alcuni mobili, facendosi accreditare la somma di euro 500 dalla vittima, un uomo di San Giacomo delle Segnate, rendendosi poi di fatto irreperibile e omettendo di inviare la merce.

Sempre i militari di San Giacomo delle Segnate hanno deferito alla Procura di Mantova due automobilisti: il primo, un 46enne della zona, è stato trovato alla guida del proprio automezzo con un tasso alcoolico pari a 2.60, oltre ad essersi posto alla guida dopo aver assunto cocaina; mentre il secondo si era posto alla guida del proprio mezzo con un tasso pari a 1,70.
I militari della Stazione di Gonzaga invece, nella giornata di ieri (8 dicembre), nel corso dei consuetudinari controlli al mercatino dell’antiquariato che si tiene per le vie del centro e che tanti espositori e tanti appassionati richiama da tutto il nord Italia, hanno rinvenuto due strutture lignee di “cherubini” (un particolare tipo di angeli) che sarebbero stati asportati all’interno di un Santuario nella zona del bresciano e che facevano bella mostra di se sulla bancarella di un venditore che è stato deferito per “detenzione di materiale di provenienza sospetta”, in attesa che gli accertamenti in essere possano acclarare come le due opere siano finite tra i banchi del mercatino.
Sono già stati avvisati i responsabili del Santuario per l’eventuale riconoscimento e per fornire tutte le indicazioni utili al proseguimento delle indagini. Del fatto ne è stata data notizia anche al Comando Tutela Patrimonio Culturale per gli accertamenti di competenza.