
Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura Mantova
Mantova, 7 maggio – Importanti novità all’orizzonte per il settore degli agriturismi, duramente colpito dall’emergenza Covid-19 e ora ansioso di potersi rimettere in moto. E poche ore fa la Regione Lombardia ha annunciato una serie di misure che verranno adottate in favore del comparto.
L’amministrazione regionale infatti introdurrà la possibilità per le aziende di preparare pasti da asporto e con consegna a domicilio.
La novità è data dal fatto che tali norme verranno inserite all’interno della Legge 31/2008, che regolamenta il settore agrituristico, e diverranno dunque permanenti, anche ad emergenza terminata.
Sarà consentito inoltre somministrare pasti, nel limite di venti giornate all’anno, anche nei giorni di apertura non previsti dal certificato di connessione, per esempio durante le festività infrasettimanali. Un’altra novità poi riguarderà la percentuale di prodotti provenienti dal territorio lombardo che potranno essere somministrati. Tale percentuale attualmente deve essere superiore o uguale all’80%, e così resterà, ma vi sarà la possibilità di far rientrare in questo parametro anche i prodotti lombardi Dop, Igp, Igt, Doc e Docg provenienti anche non direttamente da aziende agricole, dato che la loro territorialità verrebbe comunque certificata.
Altro strumento prezioso sarà la misura “Safe Working – Io riapro sicuro”, promossa da Regione Lombardia e Unioncamere con dotazione finanziaria complessiva di 18,6 milioni di euro. Il finanziamento (il bando aprirà a breve) sosterrà la micro e piccole imprese (agriturismi inclusi) nell’adottare le adeguate misure di sicurezza per la riapertura, con contributi a fondo perduto fino a un massimo di 25.000 euro (investimento minimo di 2.000 euro). Ammessi a contributo acquisto di macchinari per la sanificazione di ambienti e aria, interventi strutturali per il distanziamento sociale, acquisto di termoscanner, acquisto di strumenti per l’igienizzazione dei clienti, acquisto di Dpi quali mascherine, guanti, occhiali, tute, cuffie o camici, installazione di segnaletica, spese di formazione sanitaria: «Il settore agrituristico è stato tra i più colpiti in questa emergenza – spiega Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura Mantova – e necessita dunque quanto prima di misure concrete per rialzarsi. Quanto illustrato dall’assessore Rolfi, che ringraziamo per l’impegno, va nella direzione auspicata di sostegno e sburocratizzazione, anche se è chiaro che già nelle prossime settimane saranno necessari altri interventi, ancor più decisi, per sostenere un comparto che a Mantova conta su 236 strutture. La nostra provincia è, dopo Brescia, quella con più agriturismi in Lombardia, dove sono 1.688 in totale».