CRED ESTIVI, MOLTE INCERTEZZE E POCHE RISORSE. L’APPELLO DEGLI ASSESSORI CAPRINI E PAVESI A REGIONE LOMBARDIA.

ANDREA CAPRINIMantova, 23 maggio“Le linee guida del governo, della  Bonetti, sono un utile e necessario strumento di lavoro” – affermano congiuntamente gli assessori Pavesi e Caprini – “ma per partire davvero con i Cred dal 15 giugno mancano tutta una serie di indicazioni operative che stiamo attendendo da Regione Lombardia, i centri estivi sono infatti normati da una specifica legge regionale che stabilisce una serie di criteri e requisiti di accreditamento. Chiediamo alla Regione di darci risposte velocemente perché anche in questo caso la tempestività fa la differenza. La Regione Veneto ad esempio si sta già muovendo”.

Molte le domande ancora senza risposta. I criteri e requisiti di accreditamento sono validi anche per questa estate, con le limitazioni e i parametri imposti dall’emergenza sanitaria? Oppure vanno attivati come sperimentazioni?

“Ad oggi nessun chiarimento” conferma l’Assessore Andrea Caprini “abbiamo sollecitato ripetutamente ATS e attendiamo una convocazione urgente perché sono poi i Piani di Zona ad avere competenza per l’autorizzazione al funzionamento dei CRED, che sono normati come ‘Unità di offerta sociale’. Servono indicazioni operative regionali, per dare una risposta omogenea sul territorio ed evitare che ciascun comune faccia a modo suo”.

  • IL TEMA DEI TEMPI

Sulla base delle indicazioni e dei requisiti, i gestori dovranno elaborare e concordare con i Comuni un progetto, una carta dei servizi, un programma giornaliero e settimanale delle attività, formare gli operatori, individuare spazi idonei, indicare le procedure di accoglienza e di sorveglianza, definire i protocolli di igiene e sanificazione. Tutti questi aspetti sono ancora in fase di definizione.

MARIANNA PAVESI

“Ma il 15 giugno è dietro l’angolo” afferma l’Assessore Marianna Pavesi “e nel grande clima di incertezza normativa, se non si risolvono in fretta questi aspetti non saremo pronti per partire in tempo. E non possiamo permettercelo, non possiamo pensare di abbandonare le famiglie a se stesse, ora che le attività lavorative hanno ripreso a pieno ritmo occorre rispondere anche alle esigenze di conciliazione delle famiglie e al diritto al gioco e alla socialità dei nostri bambini. È una priorità poter dare risposte ai bisogni delle famiglie e alle esigenze di stare con i coetanei per i bambini e le bambine”.

  • IL TEMA DELLA SICUREZZA SANITARIA

Molte dunque le cose da fare e i tempi sono strettissimi. Anche perché per partire con l’offerta il 15 giugno, occorre definire le proposte nel dettaglio al più presto per poter aprire le iscrizioni e definire esattamente le necessità delle famiglie, già testate con un sondaggio. “Dobbiamo e vogliamo garantire alle famiglie la tranquillità e la serenità per poter affidare i propri bimbi in totale sicurezza agli educatori che gestiranno i nostri CRED” afferma l’Assessore Caprini “Occorre attivare con ATS un protocollo per effettuare test sierologici e tamponi a tutti gli operatori che gestiranno i centri estivi, deve essere il sistema sanitario regionale a fare questo passaggio perché non possiamo pensare di farlo pagare alle famiglie, ma al tempo stesso dobbiamo garantire la sicurezza sanitaria e ridurre al minimo i rischi di contagio”.

Nel frattempo il Comune di Mantova non è rimasto fermo. L’assessorato all’Istruzione coordinato da Marianna Pavesi ha già avviato da tempo una interlocuzione con i tradizionali gestori dei centri estivi, cooperative sociali, istituti, centri sportivi, ecc. Per dare una dimensione di questo fenomeno, ogni anno vengono attivati per il periodo estivo CRED per la fascia 3-6 anni per 6 settimane con una capienza media di 200 bambini a settimana.

  • IL TEMA DEGLI SPAZI

“Si stanno valutando le proposte progettuali che sono finora pervenute” informa l’Assessore Pavesi “che dovranno tenere conto di tutte le prescrizioni (triage in accoglienza, piccoli gruppi, spazi aperti, ingresso/uscita) ma tanti sono ancora i temi sul tappeto come ad esempio quello degli spazi. Dove si possono organizzare i centri estivi? Con i numeri consentiti, che prevedono gruppi con un rapporto di 5 bambini per educatore che non entrino  in contatto tra di loro, occorrerà individuare molti più spazi ove svolgere le attività, perché siano garantite idonee condizioni di sicurezza e prevenzione del contagio, ma gli spazi devono essere a norma per la sicurezza, ci devono essere servizi igienici adeguati,  bene prevedere le attività all’aperto ma in caso di maltempo ci deve essere una soluzione al coperto, la sanificazione dei bagni e degli ambienti dovrà essere continua”.

Sul tema degli spazi, potrebbe essere molto utile poter contare sulla disponibilità degli edifici scolastici. Vanno coinvolti i dirigenti, vanno chiariti i profili di responsabilità e sicurezza, potrebbe essere un’occasione virtuosa anche per colmare, attraverso la collaborazione di volontari, quelle inevitabili limitazioni che la didattica a distanza ha prodotto (pensiamo soprattutto ai bambini più piccoli); organizzare attività estive dovrà servire per ricostruire relazioni, giochi e apprendimenti informali che da troppo tempo seno sospesi nel web.

Ma questo aspetto va approfondito e la Provincia di Mantova si è già messa a disposizione per coordinare un tavolo di lavoro dedicato sul tema.

  • IL TEMA DEI COSTI

Oltre a quello degli spazi anche il tema dei costi è di importanza primaria. “Abbiamo avviato il confronto e la coprogettazione anche con le realtà della cooperazione sociale che da anni sul territorio gestiscono in affidamento dai comuni attività socio-educative” spiega l’Assessore Caprini “Va ragionato se e come si possono convertire risorse dei bilanci comunali destinate a quei servizi oggi sospesi, attinenti al mondo dell’infanzia e adolescenza, se si possono utilizzare senza dover rifare gare e appalti, per re-investirle sui CRED. Questa procedura potrebbe semplificare l’iter amministrativo”.

Tema fondamentale saranno i COSTI di gestione, destinati almeno a triplicare solo per la spesa del personale. Infatti se prima il rapporto era 1 educatore ogni 20 bambini (15 per la fascia dell’infanzia 3-6 anni), ora i parametri ministeriali impongono piccolissimi gruppi senza possibilità di mescolarli, con 1 operatore ogni 7-10 bambini/ragazzi (1 ogni 5 per i bimbi 3-6 anni).

E poi ci sono altre spese fondamentali, l’igienizzazione dei bagni, la sanificazione quotidiana di tutti gli ambienti e dei giochi utilizzati, i dispositivi di protezione (mascherine, gel disinfettante) per tutti gli operatori e i bambini.

Chi copre questi costi? Impensabile che i bilanci dei Comuni, già messi a dura prova, possano attingere a risorse straordinarie. Le famiglie potranno utilizzare il bonus baby-sitter? Come funzionerà e da quando?

Lo stato ha già allocato delle risorse dedicate per sostenere i progetti dei comuni con i gestori? Come funzionerà e quando saranno disponibili queste risorse?

“Servono certezze” sottolinea l’Assessore Pavesi “senza queste certezze non si può fare programmazione, non si può fare un piano economico senza avere contezza di quante entrate ci saranno, e non possiamo certo pensare di far gravare sulle famiglie i costi in più. Alle famiglie dobbiamo garantire attività in sicurezza, un progetto educativo valido e coinvolgente, flessibile negli orari e rispondente alle esigenze di conciliazione lavorative, una retta settimanale sostenibile”.

  • DIFFICOLTÀ ANCHE PER I GREST PARROCCHIALI

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Anche i tradizionali GREST parrocchiali sono in difficoltà, e ancora non sanno se e come riusciranno a organizzarsi.

Gli assessori Caprini e Sortino hanno incontrato nei giorni scorsi i referenti della Pastorale Giovanile per raccordarsi e condividere obiettivi e soluzioni. Ma anche gli oratori attendono indicazioni dalle diocesi e da Regione Lombardia, difficile immaginare i grandi gruppi di bambini e giovani animatori che riempivano le parrocchie di città durante il mese di giugno come siamo stati abituati.

Il Comune di Mantova ha ribadito la propria disponibilità a lavorare insieme e anche il proprio sostegno, la convenzione con gli oratori di ANSPI – Generazione HUB è biennale e vale 10.000€ anche per il 2020, queste risorse sono confermate e disponibili, già impegnate per sostenere i GREST, l’ha ribadito l’assessore Caprini nel corso dell’incontro.

“Si è pensato” concludono gli assessori Pavesi e Caprini “anche di organizzare insieme, coinvolgendo gli animatori dei GREST, i momenti di formazione obbligatoria per gli operatori dei centri estivi, sui temi della sicurezza, della prevenzione legata a COVID-19, sul corretto utilizzo dei dispositivi e le misure di igiene”.

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