PAGANINI. CONCERTO IN ROTONDA DI SAN LORENZO CON PAOLO GHIDONI E GABRIELE ZANETTI

MANTOVA – In occasione della pubblicazione del CD  Niccolò Paganini. Grande concerto n. 6 e sei cantabili e valtz per violino e chitarra Paolo Ghidoni (violino) e  Gabriele Zanetti (chitarra), eseguiranno alcuni brani e l’Adagio del Concerto, la cui revisione, basata sul manoscritto ritrovato da Gabriele Zanetti, fu pubblicata nell’aprile 2017.

Benché non datato, il Concerto è sicuramente ascrivibile ad una produzione giovanile di Paganini. Serata aperta a tutti, su prenotazione e offerta libera.

PROGRAMMA

  • Niccolò Paganini (1782 – 1840)

Cantabile e Valtz n. 1 – M.S. 124

Cantabile e Valtz n. 4 – M.S. 127

Cantabile in Re maggiore – M.S. 109

  • Franz Schubert (1797 – 1828)

Sonata in La minore Arpeggione, D821

  1. Allegro moderato (la minore)
  2. Adagio (mi maggiore). Allegretto (la maggiore)
  • Niccolò Paganini (1782 – 1840)

dal Concerto VI per Violino e Chitarra

2. Adagio

La revisione pubblicata nell’aprile 2017 è basata sul manoscritto analizzato. Sebbene sia impossibile datarlo con certezza, il Concerto è sicuramente ascrivibile a una produzione giovanile di Paganini: riecheggiano modelli riconducibili a Kreutzer e Viotti.

Il primo movimento Risoluto, formalmente molto bilanciato, è quasi un excursus di motivi violinistici preceduti da un’introduzione a capriccio. Inoltre si possono notare evidenti analogie tra il primo tema e l’incipit del Solo nel Primo Concerto. 

L’Adagio in Mi maggiore è invece intimamente toccante: sembra anticipare i caratteri protoromantici e il tono delle romanze senza parole. Gli accenti operistici sono totalmente banditi, le cadenze non sono scritte ma affidate al gusto dell’interprete. Il virtuosismo è certamente meno pronunciato rispetto agli altri concerti, anche per via di un’impostazione che ancora rifugge i canoni teatrali. 

L’ultimo movimento, una Polacca in forma di Rondò, anticipa il Terzo concerto in Mi maggiore. A ogni strofa del rondò accresce la brillantezza, fino a richiamare nel disegno e nell’intenzione l’undicesimo capriccio per violino solo. Il Concerto in Mi minore è locato presso l’Archivio storico del comune di Genova. 

Gabriele Zanetti, diplomato al Conservatorio Marenzio di Brescia, coltiva parallelamente agli studi classici la chitarra acustica ed elettrica ed è docente di Storia della Musica e professore di chitarra. Come recording engineer ha preso parte a decine di registrazioni, curandone anche la direzione artistica e la stesura dei relativi booklets. Ha scritto il metodo didattico per giovani chitarristi Musichiamo con la chitarra. Oltre ad articoli su quotidiani e riviste, ha pubblicato il saggio critico Red Hot Peppers sulla nascita della musica jazz e della pop music e ha scritto il libro Tar e la chitarra del tempo, un romanzo in cui la storia della chitarra viene spiegata attraverso il viaggio di un gatto. Interessato al repertorio inedito e alla ricerca musicale, ha curato l’edizione moderna di diversi lavori inediti di numerosi autori e propone percorsi musicali poco convenzionali, con attenzione al repertorio contemporaneo. Ha suonato in Italia e all’estero e inciso diversi dischi di musica sudamericana ed etnica, di musica del Novecento per violoncello e chitarra, tra cui Souvenir (Movimento Classical, 2016) allegato alla rivista Amadeus. Ha fondato InformalQuartet, inusuale formazione che si dedica alla musica contemporanea per cui sono stati scritti lavori da importanti compositori e ha fondato il quartetto di chitarre Giacomo Merchi.​ Con la violinista Germana Porcu ha registrato in prima assoluta i duetti per violino e chitarra di Giacomo Merchi, curando anche la trascrizione in notazione moderna dell’Op. 12 dell’autore. Con Stefano Gamba ha registrato il disco Aulodia (Movimento Classical, 2015) dedicato alla musica originale del Novecento per clarinetto e chitarra. Con il sassofonista jazz Guido Bombardieri ha pubblicato il disco South America Landscapes (DaVinci Classics, 2017) dedicato alla musica sudamericana nelle sue derivazioni candombe, choro, tango. Con Lorenzo Ricchelli ha pubblicato il disco Deconstructing Dowland (DaVinci Classics, 2018) incentrato sul rapporto tra suono puro e interazione elettromeccanica. Ha inciso da solista il disco Guitar architecture, un disco monografico contenente brani inediti di Franco Margola e ha registrato per la prima volta l’opera omnia di Julián Arcas con diversi inediti.

Ha riscoperto il manoscritto del Sesto Concerto di Niccolò Paganini nella versione originale per violino e chitarra e ne ha curato la revisione per l’editore giapponese DaVinci, che si presenta questa sera con Paolo Ghidoni al violino.

Paolo Ghidoni (Mantova 1964), diplomato a 17 anni con il massimo dei voti presso il Conservatorio, ha proseguito la formazione presso la Scuola di Musica di Fiesole, l’Accademia Chigiana,  il Conservatorio di Ginevra, l’Accademia di Sion (Svizzera) e con Salvatore Accardo a Cremona ottenendo più volte il diploma di merito. Vincitore di numerosi premi, ha fondato e fa parte di vari ensamble internazionali. Nel 1998, su indicazione del grande compositore György Kurtag, viene chiamato per ricoprire il ruolo di primo violino nel Quartetto Orlando di Amsterdam. È stato per quindici anni primo violino solista e concertatore de I Virtuosi Italiani, ha collaborato come solista e in formazioni cameristiche con artisti del calibro di Dino Asciolla, Mario Brunello, Enrico Dindo, Giuliano Carmignola, Franco Maggio Ormezowski, Bruno Canino, Franco Petracchi, Hermann Baumann, Ifor James, Danilo Rossi. Con Enrico Dindo ha eseguito a Zagabria il doppio di Brahms con l’Orchestra sinfonica dell’omonima città e registrato dalla Radio di Zagabria. È primo violino e leader del Quartetto dell’Accademia Virgiliana di Mantova e cofondatore, con il violoncellista Pietro Bosna e il pianista Cristiano Burato, del Trio di Mantova. Collabora inoltre come prima parte e solista con varie realtà importanti tra cui l’Orchestra di Padova e del Veneto. Ha al suo attivo più di 1500 concerti e tournée in tutto il mondo (Europa, Stati Uniti, Australia, Oriente). Recentemente, come componente dell’Ensemble.it, ha compiuto una tournée di concerti in Sud America toccando le capitali più importanti e, come componente del Trio Matisse, ha compiuto una significativa tournée in Cina.

Ha collaborato con Mario Brunello, Giuliano Carmignola, Danilo Rossi, Ifor James, Franco Maggio Ormezowski, Bruno Canino, Pier Narciso Masi (che gli ricorda il suono di Richter). Ha al suo attivo più di 1500 concerti e tournée in tutto il mondo, da solista, in trio e come primo violino in orchestra. Ha inciso per Bongiovanni, Hermitage e per la rivista Amadeus. È titolare della cattedra di musica da camera presso il Conservatorio di Musica di Mantova.

Info:  Associazione per i monumenti domenicani – Casa della beata Osanna Andreasi Mantova – Via Frattini, 9 tel. 0376.322297  345.1539547

www.casandreasi.it

www.associazionemonumentidomenicani.com

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