CARLO RAGUZZONI, OMAGGIO A FRANCESCA “PITTURA COME LIBERAZIONE

Domenica 1 novembre, alle ore 16:00 sarà inaugurata nel Salone dello Stemma della Rocca Palatina degli Ippoliti (Gazoldo degli Ippoliti, via Marconi 123) la mostra antologica del pittore Carlo Raguzzoni, a cura di Ida Valentina Tampellini, artista e critico d’arte, con un breve intervento di Adalberto Scemma.

Il Raguzzoni è, invero, protagonista di una storia che viene da lontano. Nato a San Benedetto Po il 19 settembre del 1932, ha da poco compiuto 88 anni, interamente trascorsi nel paese polironiano, osservatore e protagonista di tutti gli eventi che vi accaddero, anche nella sua qualità di messo comunale e di appassionato cultore delle importanti vicende politiche e sociali che hanno attraversato le sanguigne borgate di questa terra. Malgrado le restrizioni dettate dalla epidemia in essere (e che saranno scrupolosamente rispettate) Carlo Raguzzoni ha voluto che la sua mostra fosse inaugurata il 1° novembre; scadenza sottolineata nel titolo <Omaggio a  Francesca”, una dedica cioè alla moglie deceduta proprio in questo giorno tre anni fa.

Anche il sottotitolo <Pittura come liberazione> è un’elaborazione originale dell’artista, che così la giustifica: “… il mio punto di partenza è nel colore, perché io parto dalla stesura del colore come lo colgo dai miei occhi per poi imbrogliarmi e sbrogliarmi attraverso una fatica emotiva costante, il cui risultato resta sempre appeso ai sentimenti mutevoli che sempre mi agitano nel profondo”.

Il Raguzzoni ha iniziato a dipingere nel 1969. Tenne le sue prima mostre nel 1971 e svolse un’intensa attività espositiva, anche a livello nazionale, sino al 1982. In seguito il dialogo continuò con critici ed appassionati d’arte nella sua casa-bottega  al numero 1 di piazza Marconi, a San Benedetto Po. Di lui si sono, tra gli altri, interessati Dino Villani, Antonio Ruggero Giorgi, Telesforo Luzi, Niccolino Branciforti, Oscar Piva, Renato Bonaglia, Gianni Bellesia, Paola Artoni ed il già citato Adalberto Scemma.

Carlo Raguzzoni è anche, e forse soprattutto, un mito vivente nella sua straordinaria comunità, della quale ha raccolto ed interpretato le antiche vicende legate al Monastero ma anche i moti di popolo e di giustizia sociale che vi si svolsero tra Ottocento e Novecento.  Questi echi e queste testimonianze sono trasfuse anche nella sua pittura, oltre che nel suo modo d’essere: un viandante sempre in cammino, oltre le frontiere. Come appunto è di “Postumia”, che da oggi lo ospita, sino al 22 novembre (aperture il sabato e la domenica, dalle 15 alle 17.30).

Per tutte le visite saranno rispettate le regole e le procedure anti-covid in vigore.

Orario visite: Sabato e Domenica dalle 15,00 alle 17,00 o su appuntamento telefonando al n. 339 8959081

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