MATTEO LASAGNA CONFERMATO NELLA GIUNTA NAZIONALE DI CONFAGRICOLTURA

Grande soddisfazione per Confagricoltura Mantova dopo l’assemblea elettiva nazionale, con Matteo Lasagna confermato in giunta per il secondo mandato consecutivo. Per lui dunque altri quattro anni di lavoro a Roma.

Il presidente Giansanti ha già annunciato le parole chiave del quadriennio, vale a dire produttività, competitività, innovazione e progresso. In che modo verranno declinate?

«L’obiettivo è aumentare la produzione agricola nazionale, per aprirsi a nuovi mercati con i nostri prodotti, emblema di qualità e sicurezza. A ciò si lega la competitività, dal momento che dobbiamo rendere le nostre eccellenze agroalimentari sempre più appetibili a livello commerciale. Come fare tutto ciò? Puntando su innovazione e progresso, da sempre nostri caposaldi».

Quali saranno le sfide principali dei prossimi quattro anni?

«In primis sicuramente la lotta al Covid-19. Dobbiamo fare in modo che, come fatto finora, il nostro settore non si fermi e riceva gli adeguati sostegni economici. Se si fermasse l’agricoltura, si genererebbe certamente panico nella popolazione. Dobbiamo far sì poi che il settore primario sia sempre più protagonista nell’economia italiana, e diventi modello di riferimento per gli altri paesi. Infine, come Organizzazione, punteremo su un ulteriore miglioramento della nostra comunicazione, sia interna che esterna. Vogliamo essere sempre più vicini ai nostri associati e raccontare sempre meglio l’agricoltura di oggi».

I traguardi raggiunti sono stati tanti in questi ultimi tre anni. Quali ricorda con maggiore soddisfazione?

«Certamente il credito d’imposta, misura approvata grazie al grande lavoro portato avanti da Confagricoltura. Ma le battaglie restano tante, a partire dall’assenza di una legge europea per le Nbt, dalla nuova riforma Pac, dalla riforma del Titolo V per un miglior efficientamento burocratico, fino alla battaglia sulla carne. Non possono esistere prodotti come il “muscolo di grano”, che qualcun altro invece sostiene e addirittura premia. È fondamentale essere coerenti e ascoltare i reali bisogni delle aziende».

A livello personale, com’è il suo bilancio dopo il primo triennio vissuto in giunta nazionale?

«Estremamente positivo. È stata, e continuerà ad essere, una bellissima esperienza, che mi ha arricchito moltissimo. Spero di aver lavorato bene per i nostri associati e spero soprattutto di poter vivere altri quattro anni proficui per me, per i miei colleghi e per tutte le nostre aziende associate».

Quanto ha portato a Roma delle sue esperienze come presidente di Confagricoltura Mantova e Confagricoltura Lombardia?

«Moltissimo. Se si arriva in giunta nazionale credo non sia solo per meriti personali, ma per merito di un sistema complessivo. Il sistema Mantova e il sistema Lombardia sono sempre stati modelli di efficienza e competenza. I progetti e le attività sindacali messe in campo hanno sempre funzionato bene, riprova ne è ad esempio il nostro Food&Science Festival, che ora ha l’importanza che merita anche a livello nazionale. Il mio essere, per il secondo mandato consecutivo, all’interno della giunta nazionale di Confagricoltura dunque è merito di tutti coloro che mi hanno accompagnato e supportato in questi anni, a cui va il mio grande grazie».

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