Novità editoriale MnM: BUFFALO BILL DI ROMAGNA. Storia di Domenico Tambini e della sua misteriosa eredità

Fresca di stampa della MnM print edizioni & Amolà, la strana storia dell’eredità Tambini, il Buffalo Bill romagnolo, nel Faentino è come un fiume carsico che ogni tanto riappare in superficie, nei racconti dei vecchi, nelle chiacchiere da bar, tra le mura domestiche. E Bruno Fabbri un giorno ha deciso di scavare nell’intricata e ancora oggi irrisolta vicenda di questa favolosa eredità svanita nel tentativo di farle attraversare l’Oceano.

Bruno Fabbri, romagnolo di Faenza, geologo e ricercatore del CNR, ha preso parte a diversi progetti sui Beni Culturali per conto dell’UNESCO e del Ministero degli Esteri italiano. Curatore di convegni, è autore di articoli scientifici apparsi in riviste italiane e internazionali. Pubblicazioni di narrativa: Buffalo Bill «faentino lontano»; Contadini si Nasceva; E’ Mi Dialèt, raccolta di composizioni in versi e in prosa nel dialetto di Faenza.

La strana storia dell’eredità Tambini, il Buffalo Bill romagnolo, nel Faentino è come un fiume carsico che ogni tanto riappare in superficie, nei racconti dei vecchi, nelle chiacchiere da bar, tra le mura domestiche. E Bruno Fabbri un giorno ha deciso di scavare nell’intricata e ancora oggi irrisolta vicenda di questa favolosa eredità svanita nel tentativo di farle attraversare l’Oceano. Il lettore trova nell’ultimo capitolo la dettagliata disamina di quanto si è scritto e discusso tra il 1910 e il 1937 intorno all’intera vicenda. Una causa processuale, il misterioso suicidio di un giovane avvocato, la sparizione di documenti importanti. Il tutto seguito dalla stampa con crescente interesse, anche perché c’è di mezzo l’ingombrante soprannome di Buffalo Bill affibbiato all’esule romagnolo Domenico Tambini. Un’identificazione tra i due personaggi che torna utile di lì a qualche anno, quando l’Italia fascista entra nel Secondo conflitto mondiale e un editore trova il modo di continuare a pubblicare le avventure a fumetti di Buffalo Bill sfuggendo alle grinfie della censura. Partendo da suggestioni ricavate dalle ricerche riportate nell’ultimo capitolo, nei primi due l’autore immagina quale vita avventurosa abbia portato i fratelli Tambini in America, dopo essere stati patrioti per l’Unità d’Italia durante la Prima guerra d’indipendenza. Il vagare per la Penisola e l’Europa, attraversando i rivolgimenti sociali, politici ed economici messisi in moto nel XIX secolo. L’approdo a New York e il successivo immergersi dei due fratelli nella vita da nuova frontiera, cavalcando attraverso gli sconfinati paesaggi, in parte ancora poco popolati, dell’interno degli Stati Uniti. Praterie, alture boscose, vasti territori selvaggi, grandi vie d’acqua, l’espandersi della ferrovia, città nate dal nulla in mezzo alle foreste. Ed ecco che già prima di incontrare quello vero, lo stesso Domenico Tambini viene acclamato come Buffalo Bill dai suoi compagni cacciatori; solo che lui va a caccia di orsi, mentre William Frederick Cody è lo sterminatore di bisonti.

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