RIAPRE IL REPARTO COVID, RIDOTTA LA CHIURGIA PROGRAMMATA

Riapre il reparto di Terapia Intensiva Covid nell’ex Tin. Sono 127 in azienda i letti destinati ai pazienti colpiti dal virus. Via all’assunzione di 137 nuovi infermieri


MANTOVA – Come indicato da Regione Lombardia, per fare fronte all’evoluzione della pandemia si è reso necessario ridurre l’attività chirurgica programmata e conseguentemente riorganizzare la dotazione e distribuzione dei posti letto dell’ospedale di Mantova.

L’obiettivo è rispondere al crescente fabbisogno di posti letto di terapia intensiva e sub intensiva per i pazienti Covid che richiede il recupero di infermieri e anestesisti dai reparti Covid free.

A partire da lunedì sarà quindi riattivato il reparto di terapia intensiva Covid nell’ex Terapia Intensiva Neonatale con apertura per step progressivi, ciascuno di 4 posti letto, sino a un massimo di 12. Sempre da lunedì è in programma la redistribuzione e accorpamento dei reparti chirurgici all’interno del blocco A.

Da sabato sarà inoltre sospesa l’attività operatoria programmata di Cardiochirurgia e Chirurgia Vascolare con mantenimento delle sole emergenze delle due discipline. Il Carlo Poma rimane hub regionale per la rete Stemi (emergenza cardiologica) e Stroke (ictus cerebrale).

POSTI LETTO
Attualmente sono 127 i tutta l’azienda i posti letto Covid: per pazienti acuti 62 a Mantova, 20 a Borgo Mantovano e 12 ad Asola; 20 per subacuti a Bozzolo e 13 a Viadana tra subacuti e degenze di comunità. Dei 127 letti complessivi, 23 sono ad alta intensità: 8 in rianimazione e 15 in terapia subintensiva respiratoria. A questi si aggiungono 17 letti (12 in area medica e 5 in area chirurgica) per pazienti ad alto rischio Covid.

NUOVO PERSONALE
Alla luce della normativa emergenziale e delle ultime  indicazioni regionali, nonché del concorso che si è concluso giovedì scorso, ASST è pronta a deliberare l’assunzione 137 infermieri a tempo indeterminato.

Il reclutamento dei nuovi professionisti risponde a diverse esigenze dell’azienda socio sanitaria territoriale: coprire il fabbisogno di infermieri di famiglia e comunità, nuova figura per implementare l’attività assistenziale sul territorio; superare gli attuali contratti precari a cui si è fatto ricorso in attesa del concorso; garantire il turn-over dell’anno e rafforzare gli organici.

Le scorse settimane, sempre per fare fronte alla nuova ondata epidemica, erano stati reclutati in via straordinaria altri 70 professionisti attraverso varie tipologie contrattuali: un medico, 34 operatori socio sanitari, 31 infermieri, 3 operatori tecnici non sanitari e una risorsa destinata ad attività di ispezione e vigilanza. Il personale in questione è attualmente in servizio.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.