ALLERGIA AL PESCE NEI BAMBINI, SÍ AL TONNO. STUDIO FIRMATO DAL DOTT. PECORARO PEDIATRA DI ASST MANTOVA

L’alimento in scatola riabilitato, grazie a uno studio firmato da un pediatra di ASST. E gli ambulatori di Mantova e Pieve di Coriano sviluppano l’attività legata ai test di provocazione e desensibilizzazione orale

Uno studio osservazionale relativo all’allergia al pesce nei bambini pubblicato sulla rivista internazionale Pediatric, Allergy and immunology. Lo ha firmato il pediatra di ASST Mantova Luca Pecoraro, insieme ad altri colleghi di Madrid. Una ricerca che ha coinvolto 25 pazienti fra il primo gennaio 2018 e il 31 ottobre 2019, comparsa lo scorso febbraio sulle pagine del prestigioso periodico scientifico.

I professionisti hanno riabilitato il tonno in scatola nella dieta dei piccoli affetti da allergia al pesce, bandito invece dalle linee guida attuali in ambito pediatrico, come tutti gli altri pesci. In caso di diagnosi di allergia alimentare al pesce, infatti, l’orientamento odierno raccomanda l’eliminazione dalla dieta di qualsiasi specie ittica. Lo studio dimostra invece che il tonno in scatola è ben tollerato da tutti i bambini che lo hanno assunto in fase di studio. Un risultato significativo, soprattutto dal punto di vista nutrizionale, visto che l’alimento contiene anch’esso sostanze preziose come iodio, omega-3 e vitamine del gruppo B, A e D.

Spiega Luca Pecoraro, che svolge la sua attività pediatrica negli ambulatori allergologici degli ospedali di Mantova e Borgo Mantovano: “La reazione allergica è spesso scatenata da una proteina, la parvalbumina, resistente alla cottura e presente in tutti i pesci. Il tonno in scatola subisce un processo di cottura sotto pressione di oltre sette ore, responsabile della perdita delle caratteristiche allergeniche della parvalbumina. Questa lavorazione, ma anche la presenza della proteina in minore quantità all’origine rispetto ad altre specie, permette di verificare la possibilità di mettere in tavola il tonno in scatola senza problemi tramite un test di provocazione orale”.

La ricerca è stata condotta all’ospedale universitario Gregorio Marañón di Madrid, dove lo specialista ha potuto trascorrere un periodo di formazione grazie a una borsa di studio europea. La scoperta sarà di grande utilità anche per gli ambulatori di allergologia pediatrica di Mantova e Borgo Mantovano, la cui attività è tra l’altro in crescita.

Si sta infatti sviluppando l’esecuzione di particolari procedure allergologichetest di provocazione e desensibilizzazione orale per alimenti – utili per diagnosticare, escludere le allergie alimentari o verificare il raggiungimento della tolleranza a un determinato alimento a cui un bambino poteva essere precedentemente allergico. Tra Mantova e Pieve, i professionisti di ASST gestiscono circa 28 bambini a settimana.

Le allergie al pesce si manifestano spesso nei primi dodici mesi di vita: il pesce più frequentemente causa di reazione allergica è il merluzzo. Colpiscono in Italia il circa l’1 per cento dei bambini. Le reazioni possono includere sintomi cutanei, gastrointestinali, respiratori, cardiovascolari, fino allo shock anafilattico.

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