ARTE IN TORRE. CLAUDIO MALACARNE “LE FIGURE DELL’ACQUA” ALLA FONDAZIONE PELATI-BONOLDI

Trona per il quinto anno consecutivo l’importante progetto artistico-culturale “ARTE IN TORRE” ideato e progettato dal Liceo Artistico Giulio Romano di Mantova. Quest’anno, il primo appuntamento, è allestito nella bellissima location della Fondazione Pelati-Bonoldi di Ceresara, con la mostra dal titolo “Le figure dell’acqua” dell’affermato artista mantovano Claudio Malacarne.

Artista di fama internazionale, Malacarne si distingue nel vasto panorama artistico contemporaneo per quella “urgenza esistenziale” di esprimere il proprio vissuto attraverso due elementi caratterizzanti le sue opere che sono la luce e il colore, tanto cari agli artisti post-impressionisti. E questo suo idillio interiore è veicolato attraverso quell’elemento fondamentale ed essenziale che è l’acqua; presenza onirica e reale nello stesso tempo, dove tutte le sue figure o le sue presenze si “con-fondono” senza mai percepirsi uguali a se stessi ma in un divenire fluido e armonico di bellezza incontaminata.

“Meditazione ed acqua” (H.Melville, Moby Dick, I)

di Paolo Ceriani

Il riferimento melvilliano evoca riflessioni ed azioni che traspaiono dalle opere acquatiche di Claudio Malacarne, ospitate dalla Fondazione Pelati-Bonoldi di Ceresara per la mostra “Le Figure dell’acqua” dal 16 maggio 2021.

Nelle sue opere l’attento osservatore, rimane affascinato dalle confluenze cromatiche e luministiche che avvolgono i personaggi descritti in pose e gesti rilassati e morbidi, sul punto di confondersi nel composto liquido. La brillantezza quasi smaltata della colorazione e la pennellata sicura ed ampia costruiscono forme riconoscibili e strutturate che tendono a frangersi, a perdersi in una pluralità di dettagli. Il punto di vista sopraelevato rispetto alla scena, che spesso l’artista offre, ne favorisce la ricostituzione in unità ed una leggibilità d’insieme. Questa viene esaltata da una forza d’attrazione imperniata sulla prevalenza di una vasta gamma tra l’azzurro, il blu zaffiro ed il verde, completata da tocchi delle tonalità calde complementari. Il risultato immediato è la percezione gradevole della freschezza del contatto con l’acqua in una luce calda da tardo pomeriggio estivo, in cui le tensioni si dissolvono nella rilassatezza delle membra e della mente.

La macchina tecnico-compositiva rivede in modo personale ed originale alcuni spunti primigeni di ricerca propri del periodo Tardo Ottocento-Primo Novecento, dalle sperimentazioni impressioniste nel trattare la rifrazione della luce nell’acqua (come ad esempio il Monet della Grenouillère) e dalle interpretazioni sul significato materico del colore di Gauguin, di Van Gogh e dei Fauves agli studi sulla forma di Matisse ed all’interesse per il tema marino in chiave di frequentazione umana sia per lavoro che per diporto derivato da Sorolla.

Su questa solida e raffinata impalcatura si impostano profondi significati, quanto mai attuali. L’artista espone i suoi lavori più recenti, tutti di medio e grande formato, che si offrono ad una varietà pluristratigrafica di dense connessioni. Il valore dell’acqua come forza salvifica, purificatrice e rigeneratrice ci viene dal simbolismo del Cristianesimo delle origini e si trova un’onda rinnovante nel montaliano “L’acqua è la forza che ti tempra, nell’acqua ti ritrovi e ti rinnovi… Ti guardiamo noi, della razza di chi rimane a terra” (Falsetto).

Emerge, quindi, da questi dipinti una propulsione alla ripresa che vuole spingere chi li guarda, stando “a terra”, alla riflessione sul tempo presente, ricca di occasioni di conforto e di stimoli alla fiducia, nella convinzione che pantarei.

Inaugurazione della mostra, domenica 16 maggio alle ore 10:30 nella sala consiliare del Comune di Ceresara, alla presenza dell’artista e delle autorità locali.

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