IL RICORDO DI FRANCO BATTIATO

La cantante siciliana LOREDANA ERRORE, il presidente della Lombardia ATTILIO FONTANA, ENRICO FAGGIANO di MusicMap, la pianista GIUSEPPINA TORRE, CLUB TENCO, CLAUDIO BAGLIONI, LUCIANO LIGABUE hanno dichiarato sui social:

Caro Maestro filosofo delle parole messe apposto a creazione di significati e suoni insoliti, linguaggio ed espressione d’altri tempi, come aprire un libro importante che sa storia , eterna storia!!

Come “La Cura” eredità umana di chi volesse esprimere un intero concetto di amore totale sviscerale che io ho avuto l’onore di interpretare nel mio Album “C’È Vita” si perché Franco Battiato la vita sapeva raccontarla in un modo che nessuno ancora ha fatto Grazie @francobattiato #francobattiato #sicilia #maestro #graziedicuore RIPOSA IN PACE

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BATTIATO, IL PRESIDENTE FONTANA: GENIALE INTERPRETE DELLE PAROLE, INIZIÒ LA SUA ECCEZIONALE CARRIERA IN LOMBARDIA

“Ci lascia un geniale interprete delle parole. Un poeta della musica. La sua musica vivrà per sempre.”. Così sulla sua pagina Facebook, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ricorda Franco Battiato. Il governatore evidenzia, poi, come “all’inizio della sua eccezionale storia c’è la Lombardia: nella prima metà degli anni Sessanta Battiato si trasferì a Milano dove incominciò la sua carriera artistica esibendosi al Club 64”. “Si avvicendava sul palco con Enzo Jannacci, Renato Pozzetto e Bruno Lauzi. Giorgio Gaber – scrive Fontana – gli propose i primi contratti discografici”. 



IL RICORDO DI FRANCO BATTIATO DELLA PIANISTA E COMPOSITRICE SICILIANA GIUSEPPINA TORRE

La pianista e compositrice siciliana Giuseppina Torre ha dichiarato sui suoi social:

Ci siamo conosciuti su un volo Catania – Bari e, come solo i grandi sanno esserlo, sei stato di una semplicità disarmante ringraziandomi per averti dato in dono il mio disco. Fai buon viaggio, Franco, la tua amata Sicilia ti sarà grata per sempre  

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IL CLUB TENCO ESPRIME IL PROPRIO DOLORE PER LA SCOMPARSA DI

FRANCO BATTIATO

Nel comprensibile dolore che ci attanaglia in questo momento, il nostro cervello si affolla dei tanti ricordi dell’uomo e del cantautore Franco Battiato. Come ognuno sa, nelle giornate della Rassegna della Canzone d’Autore si consuma con intelligenza ed allegria la grande arte dell’incontro. Per questo le prime immagini che vengono in mente sono i momenti del dopo Tenco all’ultimo piano dell’Ariston, dove si tira tardi parlando di tutto. Guccini ricorda di quando, intorno ad uno di questi tavoli insieme a Fiorella Mannoia e Antonio Silva, Battiato raccontò un’infinità di barzellette facendo ridere tutti. Lui, che veniva preso in giro da tanti di noi attraverso le canzoncine satiriche di Davide Riondino che recitava le implorazioni di una improbabile mamma di Battiato: “Franco, esci di camera! Vai a giocare con gli altri bambini… sennò mi diventi grullo”.

Ovviamente la realtà più profonda è molto diversa e racchiusa in questa scheda del nostro responsabile artistico Sergio Secondiano Sacchi: “Dopo i primi tre album FetusPollutionSulle corde di Ares, su segnalazione del suo art director Gianni Sassi il club si era subito interessato alla rivoluzione musicale introdotta nella discografia italiana da Battiato. Si era alla vigilia della prima Rassegna, ma Franco non era allora interessato alla cosiddetta “canzone d’autore” ed era quanto di più lontano ci fosse dal mondo del cantautorato. Assorbito dal suo interesse e dalla sua pratica per le sonorità elettroniche, se ne stava in disparte a sperimentare nuovi modi di costruire musica.
Fu solo verso la fine degli anni Settanta, con l’introduzione di testi non più sintatticamente provocatori, che Battiato cominciò a costruire la sua originalissima fisionomia cantautorale.

Compiendo un percorso inverso da quello di buona parte dei colleghi italiani, dopo che le sue canzoni avevano vinto il Festival di Sanremo e si erano imposte nelle hit parade italiane ed europee, si decise, finalmente ad arrivare al Tenco. Era il 1990.

Nel 1992 vinse la Targa Tenco miglior canzone con Povera patria. Franco tornò altre due volte in Rassegna, nel 1999 (anno in cui vinse la Targa Tenco miglior album con Gommalacca) e nel 2000. Proprio in quel periodo aveva dato vita all’esperienza di Fleurs (con cui vinse la Targa Tenco Interpreti) dove, incurante di ogni etichetta di provenienza, aveva riproposto personalissime riletture della migliore musica leggera degli anni Sessanta. E poi tornò di nuovo nel 2009 quando gli venne assegnato il Premio Tenco. Si esibì sul palco dell’Ariston e partecipò al film di Wayne Scott Schizzi e palmizi“.

Per il Direttivo del Club Tenco, Sergio Staino


CLAUDIO BAGLIONI ha postato poco fa sui propri profili social in relazione alla scomparsa di FRANCO BATTIATO:

“Il suo gioco fu un’altalena tra miscredenza

e misticismo.

Un mistero

di bellezza

e poesia.

Fai buon viaggio Franco”.

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 il ricordo che LUCIANO LIGABUE ha postato sui propri profili social in relazione alla scomparsa di FRANCO BATTIATO:

Ciao Franco.

Con “Patriots” mi hai salvato dalla depressione durante l’anno in Artiglieria.

Con “La voce del padrone” hai cambiato il mainstream in Italia.

Con tutto il resto ti sei dimostrato troppo grande e unico per essere accostato a qualcuno.

Ti dobbiamo tutti qualcosa.

Ti dobbiamo tutti tanto.

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