FESTEGGIARE AD ARTE SAN VALENTINO: LE GROTTE DI CATULLO A SIRMIONE

Un appuntamento proposto dalla Direzione Regionale Musei della Lombardia in un posto unico al mondo per suggestione e storia, le Grotte di Catullo a Sirmione. Qui ad attendere gli innamorati sono i possenti resti della villa romana, l’uliveto secolare e la famosa spiaggia Giamaica da osservare dall’alto, dorata sull’azzurro delle acque del Garda.

Il pensiero andrà a Lesbia, donna dai trecento amanti, antitesi del modello di virtù femminile, cantata da Catullo che fu tra loro. Eppure per ciascuno Lesbia ebbe amore e attenzioni. Gli stessi sentimenti che è impossibile non avvertire passeggiando mano nella mano, a San Valentino, in questo luogo fatato.

La villa romana

All’estremità della penisola di Sirmione, in un’eccezionale posizione panoramica, si conservano i resti di una delle maggiori ville romane dell’Italia settentrionale.

La villa che possiamo oggi visitare copre un’area complessiva di circa due ettari. Ha pianta di forma rettangolare (m 167 x 105) con due avancorpi sui lati brevi e si sviluppa su tre piani, di cui l’inferiore realizzato attraverso ingenti sbancamenti del sottosuolo roccioso e con possenti sostruzioni.
L’ingresso principale era a sud, verso la terraferma, e dava accesso al piano superiore residenziale e dotato anche di un settore termale. Allo stesso livello, lungo i lati lunghi, si sviluppavano, affiancati, loggiati e terrazze scoperte fino al belvedere proteso sull’acqua. Il settore centrale della residenza era invece occupato da un grande spazio aperto rettangolare di circa 4000 mq. Qui era il giardino, circondato sui lati da un porticato e suddiviso internamente da vialetti ed aiuole. Pitture parietali ci restituiscono l’immagine di simili aree a verde, mantenute ben curate e con vegetazione rigogliosa.
Un sistema di rampe e di scale consentiva di scendere ai piani inferiori, per lo più destinati ad ambienti di servizio, e di accedere alla spiaggia sulla punta della penisola.
Il lato lungo occidentale del piano intermedio è occupano dal grande criptoportico, in larga parte ricavato scavando il banco roccioso naturale, che consentiva ai proprietari della villa di passeggiare anche nelle giornate di cattivo tempo o evitando la calura estiva.

Dopo l’abbandono dell’edificio nel III secolo d.C., il sito ormai in rovina, in virtù della sua collocazione strategica e del suo ruolo di punto di controllo visivo di gran parte del Lago di Garda, fu inserito nella struttura difensiva che circondò la penisola (fine IV-inizi V secolo d.C.). A partire da questa stessa epoca le rovine della villa accolsero una necropoli.

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.