MASSINO STECCHI, mostra personale “DIARIO D’AZZURRO” – MUSEO DIOCESANO MANTOVA

Sabato 23 aprile apertura della mostra “Diario D’Azzurro” dell’artista Massimo Stecchi che si terrà al Museo Diocesano “F. Gonzaga”, fino al 5 maggio 2022. La Delegazione del FAI di Mantova, domenica 24 aprile, accompagnerà i visitatori nel percorso della mostra dalle ore 16:00 con narrazione del curatore Attilio Spanò e arricchita dalla presenza dell’artista.

L’opera pittorica di Massimo Stecchi è una continua operazione mnemonica. Sulla tela si concretizzano figure frammentate che dialogano con memorie individuali, scatenando reazioni collettive di ricerca affannosa di altrettante esperienze personali. In questo senso la pittura di Massimo Stecchi è un esercizio poetico, travalica i confini dell’esperienza personale per lasciare emergere l’ethos di un’epoca, di un luogo, di epoche e di luoghi.

Massimo Stecchi frammento di memoria

Il valore universale della memoria collettiva supera i limiti suggeriti, che Stecchi costruisce sulla tela, si insinua tra gli interstizi di apparenti steccati, si concentra in immagini che appartengono allo stesso modo al luogo di chi guarda e  a quello  dell’opera stessa. Ed è questo continuo

ragionare sul luogo e sul tempo, quindi sullo spazio del mondo e quello dell’opera, che permette alla memoria di concentrarsi, di apparire, di scomparire e riemergere prontamente, in forme continuamente diverse, ora appartenenti al vissuto di ognuno ora acclaranti un vissuto comune, una memoria cosmica, collettiva imprescindibile.

Massimo Stecchi solo per gioco

Alla base della ricerca di Massimo Stecchi è quindi la rivelazione dell’esistenza. Non è la passione che dirige la mano dell’artista, è la consapevolezza. La consapevolezza di un’immagine stante che è figlia e madre allo stesso tempo della sua esistenza nel mondo. Il ricordo di Stecchi è la contemporaneità e la simultaneità delle sensazioni.

Allora, i rimandi alle contingenze diventano immediatamente icone di un senza tempo. Non si tratta di analogie, non sono rimandi, non sono richiami né suggestioni, ciò che è semplicemente è senza l’inaridimento storico, senza le tracce che la storia e il tempo lascerebbe sul percorso dell’esistere. L’esistere, per Massimo Stecchi, è un autogenerarsi fuori dal tempo che nel tempo prende forma, e questa forma è perenne. (Attilio Spanò)

Massimo Stecchi nasce a Siena nel 1954. Esordisce negli anni ‘80 disegnando vignette satiriche e illustrando racconti e manifesti per alcuni quo- tidiani e periodici locali. Successivamente affina l’uso del colore frequentando la bottega d’arte del maestro Alì Hassoun, e nel contempo coordina il laboratorio di disegno di nudo del Centro Culturale “La corte dei Miracoli” di Siena.

I temi delle sue opere variano col tempo: dalle monumentali figure femminili alla danza, dai movimenti della corrida a quelli del tango, dagli angeli musicanti alla serie del “Protocollo equino”, che ha come soggetto il cavallo, piccola fi- gura che si ripete sempre uguale ma diversa nel colore. Recentemente ha affrontato il tema della maternità, ispirandosi anche alla Madonna dei Francescani di Duccio, ed ha rievocato il soggetto della Deposizione dalla Croce per trattare la tragedia dei migranti. Queste opere si rifanno dichiaratamente a Pontormo o a Rosso Fiorentino per trovare una chiave di lettura conosciuta e vicina al sentire comune.

Riconoscibile in ogni quadro la forza del colore, suo tratto distintivo, che si concretizza per mezzo della spatola, ad esaltare la materia rendendola vibrante e piena; spesso il fondo a frammenti, quasi fosse dipinto su legno, nasconde parte del soggetto fino a diventare egli stesso soggetto.

Museo Diocesano Francesco Gonzaga Piazza Virgiliana, 55 – Mantova

www.museodiocesanomantova.it museofgonzaga@alice.it

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.