IL RISO CON I SALTAREI MIGLIOR RISOTTO DELLA PRIMA EDIZIONE DELLA FESTA DEI RISOTTI E LAMBRUSCHI

MANTOVA – Cala il sipario sull’edizione 2022 della festa “Risotti e Lambruschi”, un’importante vetrina enogastronomica al suo debutto sulla scena virgiliana, che dal 15 aprile all’8 maggio ha vissuto i suoi momenti più coinvolgenti all’interno del Grana Padano Arena.

Al tempo stesso, questa iniziativa, ha richiamato l’attenzione di tantissimi buongustai e appassionati provenienti da varie località della Lombardia, del Veneto e dell’Emilia Romagna.

La prima edizione di questo progetto, che ha visto in cabina di regia il promoter del Festival della cucina Mantovana, Andrea Begotti con il suo gruppo di collaboratori, e i responsabili del Grana Padano Arena, ha colto, quindi, nel segno.

Questo lo si intuisce a chiare lettere anche dall’entusiasmo e l’orgoglio che han fatto da sfondo al giudizio espresso dal deus ex machina dell’evento al termine del concorso dei risotti inserito nel programma della festa e che ha fatto da ideale corollario del cammino percorso in queste tre settimane.

“Siamo soddisfatti – afferma il promoter ed organizzatore della festa, Begotti – per la risposta ricevuto dal pubblico. Dopo due anni di difficoltà e di blocchi, siamo riusciti a riportare le persone all’interno di un contesto che esaltasse alcune nostre eccellenze come il riso e il lambrusco. La cosa che maggiormente ci ha gratificato è il dato che tutte le persone che sono venute alla nostra manifestazione hanno espresso giudizi positivi tanto per la qualità dei risotti gustati quanto per il contesto creato. Altro elemento che riteniamo importante è che siamo riusciti a coinvolgere buongustai che arrivano da altre province”.

Un’idea, un progetto che ha confermato con i numeri l’interesse che viene rivolto a questi prodotti, da un lato il riso e dall’altro i lambruschi?

“Si; la formula adottata ha raccolto ampi consensi. Sul frante enologico ogni settimana abbiamo proposto i lambruschi di zone come il mantovano, il reggiano, il modenese e il parmense. Per le tipologie dei risotti ha compiuto una scelta che puntava su ricette caratteristiche del nostro territorio. Il mio intento è stato anche quello di stuzzicare il palato delle persone e da quanto si è visto l’obiettivo è stato colto. Questo grazie anche alla professionalità e alla bravura di coloro che hanno preparato nei vari stand i piatti posti in menù”.

Anche le associazioni o gruppi che si sono occupati della parte gastronomica sono frutto di una sua scelta quindi?

“Certamente. Mi sono affidato a realtà che da anni in ambito territoriale operano a livelli molto alti in termini di qualità delle proposte”.

Parlando, infine, del concorso dei sei risotti in gara quale ha ottenuto il massimo dei consensi?

“Ad aggiudicarsi il titolo è stato il “Risotto con i saltarei (piccoli gamberi di acqua dolce)”, preparato dai risottai dell’Asc Castelbelforte. In gara poi vi erano: il risotto “all’isolana”, quello con la “Psina”, quello con “Taleggio e Chiodini”, quello alla “Pilota” e quello “Lambrusco e Salamella”. Questo ad onor del vero è il verdetto emesso dalla giuria di esperti, ma abbiamo predisposto anche una classifica collegata alla giuria popolare ovvero a tutti coloro che sono intervenuti alla festa abbiamo consegnato una scheda sulla quale esprimere il proprio voto. La graduatoria la stileremo nei prossimi giorni quanto avremo visionato tutte le schede raccolte”.

Servizio di Paolo Biondo

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