CONSELICE – presentato in Consiglio comunale il patto civico per la legalità CONSELIC’È LEGALITÁ

Nel corso della seduta del Consiglio comunale di Conselice di martedì 28 giugno è stato presentato il patto civico per la legalità, quale esito del progetto partecipativo «Conselic’é legalità».

Finanziato con il contributo della legge regionale n. 18/2016 (Testo unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell’economia responsabili), il progetto si è sviluppato nel corso di 10 mesi, da agosto 2021 a giugno 2022, con lo scopo di promuovere la cultura della legalità e i valori della cittadinanza responsabile tra tutti i componenti della società civile di Conselice, diffondendo l’importanza del contrasto all’infiltrazione criminale e sensibilizzando tutti gli attori sociali all’attenzione verso i fenomeni criminosi, le loro cause, le conseguenze e gli impatti sul tessuto socio-economico.

L’operatività del progetto è stata caratterizzata da diverse attività, tutte di natura partecipativa: gruppi tematici con soggetti e realtà attive del mondo scuola, lavoro, volontariato e servizi socio-culturali, momenti di confronto strutturato con i giovani, interviste «sul campo» nei punti di maggior ritrovo, infine un questionario rivolto all’intera comunità. L’operatività del progetto è stata accompagnata dal tavolo della legalità: uno spazio di riflessione su percezione e conoscenza dei fenomeni illegali, ma al contempo uno spazio di generazione di idee capaci di valorizzare impegno e partecipazione civile.

Approdo principale di Conselic’è legalità è il patto civico per la legalità, interpretato dall’Amministrazione e dai partecipanti al progetto come un manifesto di intenti e impegni aperto a nuove e continue adesioni da parte sia di realtà organizzate che singoli cittadini; un dispositivo dunque per stimolare comunanze costruttive, collaborazioni plurali e sviluppo culturale.

«In sintonia con i principi presenti nelle principali leggi nazionali e regionali, il patto è un impegno a considerate la legalità in modo olistico – spiega l’assessora Raffaella Gasparri -. Gli aspetti che per Conselice danno forma e sostanza alla cultura della legalità sono emersi dal confronto: memoria civica, pratiche democratiche, convivenza pacifica, prossimità solidale, economia responsabile, accoglienza inclusiva e tutela ambientale. Le priorità? Qualità della vita e qualità del lavoro attraverso partecipazione attiva alla vita sociale, relazione consapevole tra istituzioni e cittadini».

A completare il quadro di azioni del progetto, oltre al patto, tra i risultati anche il corposo palinsesto di attività che hanno caratterizzato il mese della legalità (le iniziative sono state co-organizzate con le realtà del territorio, in particolare con l’associazione partner del progetto Caffè delle ragazze) e un glossario di parole chiave (nella forma di carte-oracolo, che diverranno anche un brano rap grazie alla collaborazione con l’associazione Art Lab). Tra le parole anche «attenzione» e «sicurezza» due aspetti caratterizzanti l’azione dell’Amministrazione, soprattutto la collaborazione tra enti locali e Prefettura per contrastare le infiltrazioni mafiose nell’economia locale, intensificata in questi mesi in relazione alle risorse del Pnrr che stanno approdando sul territorio (esempio recente l’interdittiva nei confronti di una società a responsabilità semplificata di Conselice, operante nel settore della costruzione e ristrutturazione di immobili).

«Per la nostra Amministrazione, contrastare la diffusione di pratiche illegali è una priorità da mettere letteralmente in piazza attraverso il confronto, valorizzando la partecipazione civile come strategia per diventare un territorio più giusto, responsabile, sostenibile – dichiara il sindaco Paola Pula -. Questo patto è un documento aperto a modifiche e integrazioni e alle adesioni di chi voglia partecipare. Con questo patto puntiamo soprattutto a consolidare i legami sociali e solidali scaturiti durante il percorso, a tutela soprattutto dei più deboli, più esposti alle minacce delle cosiddette mafie sotto casa».

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