ASPETTANDO L’ALBERTO DI SAVIOLA. BICENTENARI DA CONOSCERE: MANTOVA CELEBRA IL TEATRO SOCIALE E CAMPIANI

Quest’anno Mantova celebra il 200° di due anniversari per alcuni aspetti legati fra di loro: l’inaugurazione del Teatro Sociale e Aspettando l’Alberto di Saviola del Campiani.

ASPETTANDO L’ALBERTO DI SAVIOLA 18 settembre – Il Teatro Sociale e Campiani, bicentenari da conoscere 20 settembre – Alberto di Saviola, dal libretto all’azione patria. ALBERTO DI SAVIOLA – Opera lirica, 24 settembre, Teatro Bibiena di Mantova.

Le associazioni culturali Pomponazzo di Mantova e Boni di Viadana, in collaborazione con la Delegazione FAI di Mantova, organizzano due incontri sull’Alberto di Saviola di Campiani, un’opera che verrà messa in scena il 24 settembre. 

– 18 settembre alle ore 11.00 – Teatro Sociale
Passeggiata all’interno del Teatro  in cui sarà possibile rivivere il clima storico e culturale in cui l’opera è stata rappresentata per la prima volta.
A guidare questa visità sarà la dott.ssa Alessandra Moreschi, autrice del libro Teatro Sociale, fondazione, cronologia e vissuto. E’ inoltre previsto un intervento sull’ Alberto di Saviola a cura del M° Marino Cavalca, direttore e maestro concertatore e Valeria Perboni.

– 20 settembre alle ore 17.30 – sala delle vedute della Biblioteca Teresiana 
Conversazione a cura degli storici mantovani dott. Maurizio Bertolotti e della dott.ssa Costanza Bertolotti sul testo del libretto di Boldrini. Le vicende della battaglia che scaccia gli oppressori, i Bonacolsi, dalla città di Mantova si rispecchiano nelle vicende politiche del 1848, data in cui l’opera è stata scritta.
Al termine dell’incontro è previsto un intervento musicale curato dal  M° Marino Cavalca, direttore e maestro concertatore e Valeria Perboni.

La partecipazione agli incontri è gratuita, limitata alla disponibilità dei posti.

Cenni storici di Alberto (Albertino) da Saviola (XIV secolo – XIV secolo).

Fu un fedelissimo cavaliere mantovano al servizio della famiglia Corradi da Gonzaga.

All’alba del 16 agosto 1328 Ludovico I Gonzaga, fiancheggiato dai figli Guido, Filippino e Feltrino e con l’appoggio del ghibellino Cangrande I della Scala, irruppe in Mantova radunandosi in Piazza San Pietro e deciso a impossessarsi della città.

Rinaldo Bonacolsi, detto il Passerino, signore incontrastato della città, uscì dal suo palazzo a cavallo e disarmato, ma venne affrontato e trafitto da Alberto da Saviola, acerrimo nemico dei Bonacolsi, con un colpo di spada. Benché ferito rientrò nel palazzo, ma batté la testa sul portale e, senza alcun aiuto, morì dissanguato.

Gli uomini di Alberto assaltarono il palazzo e consegnarono Francesco, figlio naturale di Rinaldo Bonacolsi, nelle mani di Ludovico Gonzaga che gli salvò la vita, ma lo fece rinchiudere a vita assieme ai cugini nella Torre della Fame del castello di Castellaro, nella quale morì. La consorte di Rinaldo, Alisa d’Este, riuscì a raggiungere indenne Ferrara grazie agli appoggi dei Gonzaga.

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