UNGARETTI POETA E SOLDATO. Il Carso e l’anima del mondo. Lo spettacolo teatrale di e con MARCO GOLDIN

Ad anticipare, o meglio introdurre, le due mostre, nel prossimo mese di aprile si svolgerà uno spettacolo teatrale appositamente creato, in sei città.

Marco Goldin (foto di Simone Di Luca)

“La parte goriziana della mostra sarà dedicata – anticipa il curatore Marco Goldin – al racconto della storia di Ungaretti sul Carso, al racconto delle battaglie a cui ha partecipato, al racconto dei luoghi sul Carso, al loro così caratteristico aspetto morfologico. Ci sarà naturalmente, anzi ne rappresenta il punto di scaturigine, tutto l’aspetto letterario legato alla scrittura delle poesie e alla pubblicazione a Udine, in 80 soli esemplari nel dicembre 1916, a cura di Ettore Serra, de Il porto sepolto, quel suo primo libretto che nasce proprio dall’esperienza della guerra.

A tutto questo –  dato in mostra attraverso due stazioni multimediali, al primo e al secondo piano del Museo Civico, e specialmente un’ampia sala video da cento posti –   si uniranno una sessantina di quadri di dodici autori contemporanei italiani, quadri appositamente realizzati per interpretare, con il linguaggio di oggi, i luoghi del Carso dove Ungaretti era stato soldato. E oltre a ciò, almeno per alcuni tra questi artisti, anche l’immagine dello stesso poeta.

Nella grande sala video, al terzo e ultimo piano del museo, si vedrà la realizzazione di una sorta di documentario, realizzato con tutte le ultime tecnologie, che riassumerà in circa mezzora il contenuto della mostra, prima che il visitatore inizi il suo percorso. Percorso che non sarà quindi a salire, ma a scendere dal terzo piano fino a quello terreno.

Gli autori scelti per interpretare il tema della mostra sono Laura Barbarini, Graziella Da Gioz, Franco Dugo, Giovanni Frangi, Andrea Martinelli, Matteo Massagrande, Francesco Michielin, Cesare Mirabella, Alessandro Papetti, Franco Polizzi, Francesco Stefanini, Alessandro Verdi, a rappresentare varie zone d’Italia dalla Sicilia proprio al Friuli Venezia Giulia, con il goriziano Dugo.

In parallelo, a Monfalcone, la Galleria comunale d’arte contemporanea, ospiterà un’area diversa del progetto. “Ho infatti scelto di raccontare lì la pittura che nelle Venezie si faceva, in quel secondo decennio del Novecento, al tempo di Ungaretti sul Carso. Il momento preciso sarebbe dalla fine del 1915 all’autunno del 1917, ma per più precisa comprensione storica del fenomeno ho deciso di lavorare appunto sull’intero decennio”, anticipa Goldin.

“In questo senso la Venezia di Ca’ Pesaro, con le sue esposizioni, è il centro di tutto. Saranno in mostra opere importanti di artisti come Boccioni, Casorati, Gino Rossi, Arturo Martini, Cavaglieri, Oppi, Moggioli e altri.

Infine, anche quattro o cinque autori, soprattutto triestini ma non solo – da Parin a Sambo, da Guido e Piero Marussig a Pellis – per rappresentare appieno l’ambito regionale in rapporto all’avanguardia capesarina. Tra l’altro, alcuni dei pittori del Friuli Venezia Giulia esponevano proprio a Ca’ Pesaro”.

Lo spettacolodi e con Marco Goldin, in 90 minuti ripercorrerà la storia di Giuseppe Ungaretti sul Carso, tra letteratura, storia, luoghi e pittura.

Avrà una sua parte iniziale di circa 15 minuti in cui alla voce straordinaria di Antonella Ruggiero saranno affidate tre canzoni (testi di Marco Goldin e musiche di Remo Anzovino) che serviranno a far entrare lo spettatore nel mezzo del racconto teatrale.

Antonella Ruggiero (foto di Piero Biasion)

Ciò avverrà attraverso l’espediente narrativo di una madre che in tre brevi scene, che corrispondono alle tre canzoni, si rifarà alle lettere, immaginarie, che il figlio le manda dai luoghi delle battaglie sul Carso.

Una madre che aspetta in Calabria, davanti al mare, il ritorno di quel figlio dalla guerra. Dalla Calabria perché una parte preponderante dei commilitoni di Ungaretti, nella sua brigata Brescia (diciannovesimo reggimento, definito il “reggimento calabrese”), provenivano proprio da lì e comunque dal meridione d’Italia.

L’intento registico non è di puntare, in questa parte dello spettacolo, sulla tragicità della guerra, e piuttosto sugli aspetti di liricità diffusa colti nel paesaggio, a cominciare da quello stellato notturno e dal mare. Aspetti che insieme hanno a che fare con la memoria e la sperata previsione di un diverso futuro.

Una registrazione fuori campo della voce originale di Ungaretti, nel buio della sala, aprirà il vero e proprio distendersi della narrazione, in stretta continuità con le parole delle canzoni dedicate ai luoghi del Carso.

Remo Anzovino (foto di Paolo Grasso)

Marco Goldin racconterà quindi sul palcoscenico la storia del soldato Giuseppe Ungaretti dal momento del suo arrivo al fronte alla fine del 1915. Remo Anzovino ha scritto le musiche originali e le eseguirà dal vivo al pianoforte, mentre Gilberto Colla leggerà, nei momenti a ciò riservati, in una sorta di ansa sinuosa, alcune delle poesie de Il porto sepolto, libro che sarà il cardine di tutta l’azione teatrale, tra fisicità e spirito.

Gilberto Colla

Come in tutti gli spettacoli di Marco Goldin – e si ricordi solo a titolo di esempio quello recente, assai fortunato, sugli ultimi giorni di Van Gogh – una parte fondamentale l’avrà l’aspetto visivo, con le strabilianti animazioni e i montaggi curati da Alessandro Trettenero, su uno schermo di 6×3 metri che dominerà il palcoscenico.

TEATRI E DATE DELLO SPETTACOLO (ingresso libero)

  • 10 aprile Gorizia, Teatro comunale “Giuseppe Verdi”
  • 11 aprile Tolmezzo, Teatro comunale “Luigi Candoni”
  • 15 aprile Treviso, Teatro Comunale “Mario Del Monaco”
  • 16 aprile Monfalcone, Teatro comunale “Marlena Bonezzi”
  • 17 aprile Udine, Teatro nuovo “Giovanni da Udine”
  • 23 aprile Pordenone, Teatro “Giuseppe Verdi”

Parte visiva che comprenderà tante tracce storiche, tra filmati d’epoca e fotografie. Ma poi immagini di enorme suggestione appositamente girate negli ultimi mesi con i droni sul Carso, e lungo l’Isonzo, nelle varie stagioni dell’anno, così da collocare dal punto di vista geografico la storia di Ungaretti poeta e soldato proprio sul Carso, tra le trincee della prima linea, sul monte San Michele, e la retrovia.

Questi veri e propri mini-film contemporanei verranno spesso associati ai quadri che dodici pittori italiani hanno dipinto, dopo avere percorso e ripercorso, nello scorso autunno, i sentieri tra il San Michele e l’Isonzo, sulle tracce del grande poeta. Dedicati quindi, quegli stessi quadri, proprio ai luoghi di Ungaretti sul Carso, come si vedrà nelle mostre dell’autunno 2024 a Gorizia e Monfalcone.

Poi naturalmente nello spettacolo si farà ricorso a immagini dello stesso Ungaretti, sia sue fotografie storiche, sia disegni e quadri che sempre quei pittori hanno realizzato. Tutto questo armonizzato in un linguaggio, insieme tecnologico e poetico, di continue transizioni, animazioni e movimenti di camera anche all’interno delle opere dipinte, attraverso la mano sapiente di Alessandro Trettenero.

Nello spettacolo teatrale ci saranno quindi parti di puro racconto, parti di racconto accompagnato dalla musica, così come accadrà per le letture delle poesie, poi anche parti di musica in solo, suonata da Remo Anzovino su un nuovissimo Steinway gran coda.

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