#TOUCH – Presentazione della collezione primavera estate 2025 di Maria Calderara in dialogo con le opere di Piero Manzoni – SPAZIO maria calderara, Milano

#TOUCH è esplorare con sensibilità ed eleganza il quotidiano. Una ricerca di motivi e texture che pone la tattilità al pari della visione, una ricerca in cui il corpo è posto su un piedistallo per divenire infine opera d’arte. 

Maria Calderara, #TOUCH SS 25 Camicia popeline blu con quadrato di peluche mobile, abito con quadrato di peluche mobile su bottoni automatici, collana con impronta / Blue poplin shirt with movable plush square on snap buttons, dress with movable plush square on snap buttons, necklace with thumbprint Ph. Lorenzo Morandi
 Piero Manzoni, Achrome, 1961-62, fibra di vetro / synthetic fiber, 25,5 × 24 cm Collezione privata / Private collection, Milano / Milan © Fondazione Piero Manzoni / Ph. Bruno Bani

La nuova collezione primavera/estate di Maria Calderara nasce in un sottile confronto con le opere di Piero Manzoni.

Un lavoro di cura e comprensione di quelle sensazioni che le opere del grande artista italiano non smettono di evocare.

Piero Manzoni, Achrome, 1962-63, pallini di polistirolo espanso e caolino / polystyrene balls and kaolin, 70 × 50 cm — Collezione privata / Private collection, Londra / London © Fondazione Piero Manzoni / Ph. Matteo Zarbo
 Maria Calderara #TOUCH SS 25 Camicia mussola di cotone e ricamo perle in resina, canotta Impronta, anello / Cotton muslin shirt and resin pearl embroidery, thumbprint tank top, ring Ph. Lorenzo Morandi
 

Si consolida il legame di Maria Calderara con le arti visive, che ha già visto le collezioni ispirate da Gianni Pettena, Luca Maria Patella, Antonio Scaccabarozzi ed Eugenio Tibaldi. Vengono alla luce nuovi capi, risultati di una concezione di arte viva e oggettuale come quella di Manzoni, in cui l’aspetto delle cose del quotidiano è neutralizzato, reso muto, eppure, proprio per questo, esse assumono un senso in più rispetto a loro stesse. Un’essenzialità che si traduce in eleganza e richiami alle forme iconiche dei capi di Maria Calderara, in cui la caratteristica opposizione tra morbidezza e struttura si sviluppa tra originali tessuti e preziosi dettagli dove i motivi estetici di Piero Manzoni si ritrovano interpretati e tradotti.

Piero Manzoni durante le riprese del cortometraggio sulle Uova scultura, presso lo studio del Filmgiornale SEDI, Milano, 1960 – Piero Manzoni preparing an Uovo scultura (Egg Sculpture) for Filmgiornale SEDI, Milan, 1960 © Fondazione Piero Manzoni
 
Maria Calderara #TOUCH SS 25 Giacca taffetas con filo metallo, top impronta timbrata a mano, gonna pantaloni stropicciata, grembiule paillettes rosse / Jacket: taffeta woven with metal thread, hand-stamped top, wrinkled skirt pants, red sequin apron Ph. Lorenzo Morandi

Si aprono allora le porte dello SPAZIO maria calderara di Milano in via Lazzaretto 15, il 17 settembre 2024 dalle ore 18.30, per una presentazione di alcuni capi e gioielli della nuova collezione SS25 dove moda e arte si guardano a vicenda, senza lasciare che l’una sovrasti l’altra, ma anzi facendo sì che il capo e l’opera si aprano a nuove letture e nuovi stimoli. A fianco alla nuova collezione sarà in mostra, fino al 1 ottobre 2024, un nucleo di quadri di Piero Manzoni, per un progetto curatoriale in stretta collaborazione con Rosalia Pasqualino di Marineo, direttrice della Fondazione Piero Manzoni.

Piero Manzoni, Tavole di accertamento (8 Works of Verification), 1962, fotolitografia su carta / photolithography on paper, 50 × 35 cm. Edizioni Vanni Scheiwiller, Milano / Vanni Scheiwiller Editions, Milan
Fondazione Piero Manzoni, Milano / Milan © Fondazione Piero Manzoni / Ph. Agostino Osio 
Maria Calderara #TOUCH SS 25 Top cotone impronta timbrata a mano, pant taffetas, collana pallina con impronta e chiusura logo in argento / Hand-stamped cotton top, taffeta pants, ball necklace with thumbprint and silver logo closure Ph. Lorenzo Morandi

«Adoro lavorare con gli artisti – racconta Maria Calderara – mi diverte avere sempre qualcosa di nuovo da indagare, comprendere la diversità e la complessità delle persone con cui mi confronto, i loro modi di pensare. Desidero che i miei capi riflettano questa apertura… si possono indossare in molti modi diversi per dare la possibilità a chi li indossa di creare altre forme».

Piero Manzoni mentre firma una Scultura vivente, durante le riprese per il Filmgiornale SEDI Milano, 13 gennaio 1961 / Piero Manzoni signing a Scultura vivente (Living Sculpture) for Filmgiornale SEDI, Milan, January 13, 1961
© Fondazione Piero Manzoni 
Piero Manzoni, Base magica – Scultura vivente / Magic Base – Living Sculpture, legno / wood, exhibition copy, 2020 Fondazione Piero Manzoni, Milano © Fondazione Piero Manzoni 
Maria Calderara #TOUCH SS 25 Pantaloni con stampa, spolverino in tulle / Printed pants, tulle duster coat
Ph. Lorenzo Morandi

 

Caratterizzati dell’attenzione all’oggetto, alle sue forme, e in primis al legame con la vita e il quotidiano che contraddistingue la produzione dell’artista milanese, i capi della collezione #TOUCH evocano senza imitare, sono creati a partire da intuizione e interpretazione per rivendicare a loro volta il proprio status di opera d’arte in movimento.

Maria Calderara #TOUCH SS 25 Abito con arricciatura regolabile in cotone bianco dipinto a mano / Dress with adjustable gathers & hand-brushstrokes on white cotton Ph. Lorenzo Morandi
 Piero Manzoni, Achrome, 1958 c., tela grinzata e caolino / creased canvas and kaolin, 45 × 55 cm Fondazione Piero Manzoni, Milano / Milan
© Fondazione Piero Manzoni / Ph. Agostino Osio

È proprio l’intuizione che contraddistingue il fare di Maria Calderara, un sentire che si avvicina a quello di Manzoni. Così le grinze degli Achromes, creati sul finire degli anni Cinquanta, diventano un abito in tela paracadute dalla mano croccante e le forme espanse, in cui l’increspatura sul profilo delinea una silhouette inattesa. La lana di vetro utilizzata dall’artista per evocare una morbidezza tattile è sintetizzata dalla stilista in un’applicazione in pelliccia sintetica con bottoni a clip che isolata su camicie e gonne attiva una similare esperienza estetica. Allo stesso modo la delicata materialità degli Achromes in polistirolo è evocata nei dettagli applicati alle camicie in cui il bianco su bianco lascia che tutto il senso si definisca nell’opposizione di texture tra il tessuto morbido del capo e la leggerezza delle sfere di polistirolo cucite liberamente con un invisibile filo in nylon. Non possono mancare della serie di Achromes le celebri michette ricoperte in caolino, che appaiono stampate e applicate come motivo su un abito lungo in tela paracadute anch’esso, contraddistinte da una leggerezza compositiva che lascia che volino col movimento.

Maria Calderara #TOUCH SS 25 Abito stampa, dipinto di bianco a mano e michette mobili / Print dress, hand painted white and moving michette loaves Ph. Lorenzo Morandi 
Piero Manzoni, Achrome, 1960 c., cotone idrofilo a quadri / cotton wool in squares, 25 × 23,5 cm Fondazione Piero Manzoni, Milano / Milan © Fondazione Piero Manzoni

Più espliciti sono i riferimenti alla concezione di arte e identità artistica di Piero Manzoni. Nell’impronta e nella sua firma Manzoni riflette non solo su se stesso nel mondo, ma anche sul potere dell’atto artistico. L’impronta ripresa da Maria Calderara come stampa su gonne, camicie, canotte riporta alla luce quella traccia che l’artista ha lasciato nell’arte, ed è tradotta nei gioielli in una somiglianza formale con le celebri uova con l’impronta digitale presentate dall’artista nel 1960 nella mostra Consumazione dell’arte Dinamica del pubblico Divorare l’arte presso la galleria Azimut.

Maria Calderara #TOUCH SS 25 Abito con pennellate bianche dipinte a mano, collana lunga bianca in verticale, collana ebano / Dress with hand-painted white brushstrokes_long white vertical necklace _ebony necklace
Ph. Lorenzo Morandi
Piero Manzoni, Achrome, 1960 c., cotone idrofilo a quadri / cotton wool in squares, 30 × 41 cm Fondazione Piero Manzoni, Milano / Milan © Fondazione Piero Manzoni

Similmente la firma stampata ad hoc su ogni pantalone è un richiamo al gesto stesso del firmare, un gesto che Manzoni compie nell’azione del 1961 intitolata Sculture viventi in cui apponeva la propria firma sul corpo di modelle in carne ed ossa per farne un’opera d’arte viva, in movimento. Caratteristica della stampa sul capo di Maria Calderara è l’aver incluso la mano dell’artista, a indicare una lettura concettuale del lavoro di Manzoni in cui la firma è tanto importante quanto il gesto del firmare.

La linea bijoux è caratterizzata dalla medesima attenzione ai materiali e alle texture. Gioielli che creano spazialità amorfe e leggere, assortiti in composizioni delicate di sassi, polistirolo, stampe e fini dettagli in argento.

Maria Calderara #TOUCH SS 25 Gonna in taffetas tessuto con filo di metallo e con quadrato di peluche mobile su bottoni automatici, top tulle rosso / Skirt: taffeta woven with metal thread and with mobile plush square on automatic buttons_red tulle top Ph. Lorenzo Morandi

La collezione primavera/estate 2025 di Maria Calderara è allora un invito a salire sulla base magica e farsi arte, a condividere il proprio quotidiano e la propria esperienza all’interno del fluire stesso della vita. Una linea che collega nel tempo Piero Manzoni a Maria Calderara, nel cercare nei materiali e nella tattilità della visione una chiave attraverso la quale rendere arte ogni capo, ogni cosa.

Maria Calderara #TOUCH SS 25 Top tulle bianco, collana “polistirolo”, spolverino taffetas tessuto con filo di metallo / White tulle top, “polystyrene” necklace, duster coat: taffeta woven with metal thread Ph. Lorenzo Morandi

Lo SPAZIO maria calderara (Via Lazzaretto 15, Milano) sarà aperto al pubblico fino al 1 ottobre 2024 nei seguenti giorni e orari: da martedì a sabato ore 16.00-19.30. Ingresso libero. Per informazioni: www.mariacalderara.it

Maria Calderara fonda a Venezia il brand omonimo nel 1985. Unendo la sua passione per l’arte alla sua formazione in architettura realizza linee di abbigliamento e di gioielli con tagli rigorosi e concettuali. Le sue creazioni si trovano negli showroom di Milano e Parigi e vendute in tutto il mondo. Il suo lavoro senza tempo è caratterizzato da una continua ricerca di forme e materiali, anche impossibili, dove le tecnologie innovative si fondono al fatto a mano a Venezia. Tra le recenti collaborazioni in ambito artistico si segnalano le capsule collection in dialogo con Gianni Pettena, Luca Maria Patella, Antonio Scaccabarozzi ed Eugenio Tibaldi. Per ulteriori informazioni: www.mariacalderara.it.

SPAZIO maria calderara prende vita nel cuore di Milano, tra Porta Venezia e Piazza della Repubblica, in una ex fonderia sapientemente restaurata, attraverso un dialogo continuo fra Maria e gli architetti Berselli Cassina Associati. L’architettura industriale unita alle linee minimal crea un luogo iconico, già sede della galleria Stain, che oggi si offre alla città come uno spazio polivalente e multidisciplinare in cui investigare letteratura, video e arti visive, specchio delle passioni e dello spirito curioso e ricercatore della sua fondatrice. Tra le principali esposizioni, si segnalano: Ryan Mendoza – Fear in a time of superheroes, con Galleria Massimo Minini, 2004; Andy Warhol – Illustrations for Fashion Magazines 1951-1963, a cura di Giorgio Maffei e Paola Varello, 2015, in occasione dei trent’anni dello spazio; Oscar Santillán – The Messenger, a cura di Simone Menegoi, con Galleria Mazzoli, 2015; Processo alla natura, 2018, con Galleria Umberto di Marino; Gianni Pettena – …Per Immagini e per Parole…, con Galleria Giovanni Bonelli, 2022; Luca e Rosa. Opere filmiche di Patella e Foschi (1965-1971+2000), a cura di Bruno di Marino ed Elio Grazioli, 2022; #ROUNDRIVER SS 24, con Associazione Archivio Antonio Scaccabarozzi e Galleria Clivio, 2023; SPEAKING BIRDS FW 24/25 con Eugenio Tibaldi. SPAZIO maria calderara ha inoltre ospitato alcune iniziative editoriali e teatrali: il dialogo tra Angela Vettese e Marco Senaldi per la presentazione dei rispettivi libri Desiderio e Duchamp. La scienza dell’arte (2017); Postmedia Parole, tre giorni di incontri con gli autori della casa editrice Postmedia Books, che in vent’anni di attività ha pubblicato oltre 330 titoli sulla comunicazione visiva (2022); la performance Il Piede, scultura teatrale di Dario Bellini a cura di Marco Senaldi; la conversazione di Alessandro Dal Lago e Marco Traversari a partire dal volume A che cosa servono le scienze sociali? (2023), la presentazione del libro L’opera d’arte in tribunale, curato da Alessandra Donati e Novelio Furin (Postmedia Books, 2023). Per ulteriori informazioni: www.mariacalderara.it/spazio-maria-calderara.

Piero Manzoni nasce a Soncino nel 1933. Nel 1956 debutta a Soncino e poi al Premio di pittura San Fedele a Milano dove espone quadri con sagome antropomorfe). Inizia la sua attività espositiva, firma manifesti con altri artisti e aderisce al Movimento Arte Nucleare. Dal 1957-58 realizza i primi Achromes, in gesso e poi caolino, tela grinzata o a quadrati. Espone con Bonalumi e Castellani e collabora con artisti di diverse neoavanguardie europee. Nel 1959 fonda con Castellani la galleria Azimut a Milano e la rivista Azimuth. La galleria inaugura con la sua mostra “Linee” e prosegue con progetti anche di altri artisti. Realizza la serie dei Corpi d’aria e il Fiato d’artista. Nel 1960 si reca a Herning dove sperimenta materiali inconsueti. Continua a produrre Achromes in cotone idrofilo, polistirolo fosforescente e cloruro di cobalto e presenta a Milano l’evento Consumazione dell’arte/dinamica del pubblico/divorare l’arte, dove il pubblico mangia uova sode con la sua impronta digitale. Dal 1961 produce nuovi Achromes (in fibra di vetro e sintetica, peluche, pane, paglia, carta da pacco, sassi, pallini di polistirolo) e inizia a firmare le persone rendendole “sculture viventi”, corredandole di un Certificato d’autenticità; realizza le Basi magiche e 90 scatolette di Merda d’artista. Torna a Herning nel 1961 e presenta la Base del Mondo, un piedistallo capovolto a sostenere idealmente la Terra. Partecipa a numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Manzoni progetta con l’editore Petersen una sua “monografia” con pagine trasparenti. Il 6 febbraio 1963 muore d’infarto nel suo studio a Milano.

Rosalia Pasqualino di Marineo nel 1996 inizia a collaborare con la Fondazione Piero Manzoni e poco dopo coordina i lavori per il Catalogo Generale curato da Germano Celant, che uscirà nel 2004. È direttrice della Fondazione dal 2009 e ha curato mostre personali di Piero Manzoni presso la Gagosian Gallery di Londra nel 2011, a Palazzo Reale di Milano (con Flaminio Gualdoni nel 2014), da Hauser & Wirth a Los Angeles e New York (2019) e a Tokyo presso lo spazio yu-un. Il suo ultimo progetto al Museo della Stampa in Soncino (2023), cerca la relazione tra Piero Manzoni e gli artisti delle generazioni successive. Per la maggior parte di queste mostre ha curato anche il catalogo. Inoltre è stata consulente scientifica del film Piero Manzoni, artista di Andrea Bettinetti e per più di 30 libri e cataloghi sull’artista. È curatrice dei libri su Piero Manzoni nella collana pesci rossi di Electa e scrive testi per pubblicazioni scientifiche e divulgative sull’artista.

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