20 gennaio 2025
Chiamiamole sfide o obiettivi o, se preferite, opportunità: Cambiamenti climatici – Internazionalizzazione – Cooperazione e integrazione delle filiere – Digitalizzazione e formazione – Turismo rurale
Dipende dai punti di vista, ma sono i focus individuati da Coldiretti Mantova per il 2025. Sono elementi sui quali è necessario concentrarsi per migliorare i risultati di un’agricoltura provinciale che si colloca al quarto posto nella classifica della Dop Economy alla voce “cibo” con 594 milioni di euro (+2,8%), grazie a Indicazioni Geografiche di tutto rispetto, dal Grana Padano al Parmigiano Reggiano, dal melone alle pere, per non dimenticare il milione di maiali che rappresentano il serbatoio delle grandi Dop della salumeria Made in Italy.
I cambiamenti climatici.
Sono uno degli elementi sensibili del Terzo millennio, che hanno influito massicciamente negli ultimi anni sulle rese in campo, sui conti delle aziende agricole, sulla gestione delle risorse idriche, e che hanno impattato sul futuro di determinate colture. È per il combinato disposto di gelate primaverili, grandinate estive e fitopatologie non sempre agevolmente contrastabili che la coltivazione della Pera mantovana Igp e di altri alberi da frutto sono tuttora oggetto di costanti estirpi, che impattano sulla biodiversità territoriale.
“Di fronte alla rivoluzione climatica molto è stato fatto con grande impegno dagli agricoltori e dagli allevatori, in particolare per il benessere animale e la riduzione dell’impatto ambientale, ma è comunque necessario il supporto anche delle istituzioni e della ricerca scientifica”, spiega il presidente di Coldiretti Mantova, Fabio Mantovani.
Fra le azioni utili per migliorare la resilienza in agricoltura di fronte ai cambiamenti climatici possono essere adottate tecniche agronomiche finalizzate ad incrementare la qualità del suolo. La ricerca va stimolata anche per ottenere sementi più resistenti e animali in grado di sopportare meglio lo stress da caldo; anche una più ampia diffusione dell’agricoltura di precisione avrebbe effetti positivi sul fronte della riduzione dei costi, per l’abbattimento dei mezzi tecnici e per favorire, migliorando la redditività, il ricambio generazionale.
Con riferimento alla rivoluzione climatica, resta il nodo delle assicurazioni in agricoltura. “È opportuno introdurre soluzioni innovative, in grado da un lato di proteggere il valore delle produzioni con una protezione legata al mercato nel suo insieme e dall’altro – prosegue Mantovani – per definire a livello comunitario delle politiche di sostegno che possano ricorrere a fondi al di fuori della Politica agricola comune”.
Internazionalizzazione.
Coldiretti Mantova sollecita azioni concrete per incrementare le esportazioni dei prodotti agroalimentari mantovani, che nel primo semestre del 2024 hanno superato il valore di un miliardo di euro, restando sostanzialmente invariato rispetto allo stesso periodo del 2023, ma a fronte di una crescita complessiva del dato nazionale. “Confidiamo che nel 2025, grazie anche alla ritrovata operatività della Camera di Commercio territoriale di Mantova, Cremona e Pavia – auspica Mantovani – si riescano a definire progetti ambiziosi per sostenere le esportazioni dell’agroalimentare, potenziando le rotte commerciali tradizionali e individuando nuove rotte, grazie anche in alcuni casi al miglioramento della shelf-life dei prodotti e a una logistica più efficiente”.
Internazionalizzazione, però, per Coldiretti Mantova significa anche “reciprocità” del rispetto delle norme non soltanto fra Paesi Ue e zone extra-Ue, ma anche fra gli Stati Membri. “Anche un’agricoltura all’avanguardia come quella della nostra provincia – dice il presidente Mantovani – rischia di non essere competitiva se deve reggere il confronto con realtà dell’Ue che hanno un costo della manodopera nettamente inferiore o che possono utilizzare prodotti come fitofarmaci o mezzi tecnici vietati nelle nostre campagne. Per questo Coldiretti sta portando avanti una battaglia a Bruxelles affinché vi sia una effettiva uniformità delle norme applicate in agricoltura”.
Cooperazione e integrazione delle filiere.
L’agricoltura mantovana può contare su una notevole forza della cooperazione, in particolare nel settore lattiero caseario, così come nei segmenti produttivi dell’ortofrutta e della vitivinicoltura. “In linea con quanto disposto dalla Pac, sarebbe opportuno rafforzare la rete di collaborazione per rendere la cooperazione ancora più performante, costruendo alleanze e valutando politiche integrate per conquistare nuovi spazi di mercato – invita Coldiretti Mantova -. Bisogna riuscire ad ampliare gli orizzonti e progettare politiche di crescita, di collaborazione, di rafforzamento anche fra cooperative e industrie di trasformazione e cercando di verticalizzare le filiere produttive”.
Parallelamente, Coldiretti Mantova suggerisce di prendere in considerazione nuove politiche di collaborazione e di integrazione delle filiere per migliorare la sostenibilità economica e ambientale. “L’agricoltura mantovana è fortemente orientata sulle produzioni zootecniche, con un fabbisogno di materie prime per le razioni alimentari che potrebbe individuare proprio nel territorio provinciale il primo bacino di approvvigionamento, magari rafforzando attraverso contratti di filiera il legame fra cerealicoltori e foraggicoltori e i produttori zootecnici – spiega Mantovani -. In questo modo si otterrebbe un triplo vantaggio, grazie a filiere corte più sostenibili sul piano delle emissioni, riducendo infatti i trasporti; allo stesso tempo si potrebbero costruire rapporti pluriennali e ridurre la volatilità dei mercati tanto per gli agricoltori quanto per gli allevatori e, terzo punto, si potrebbe contare maggiormente su prodotti a km0 o, comunque, provenienti dai distretti di produzioni delle Indicazioni Geografiche territoriali”.
Digitalizzazione e formazione.
Per Coldiretti Mantova sono due elementi complementari e indissolubili. L’agricoltura, come altri settori produttivi, è chiamata alla sfida della digitalizzazione, della raccolta e dell’analisi dei big data, essenziali per poter declinare un nuovo modello produttivo, basato sui numeri e sulla scientificità in misura superiore rispetto al passato.
Le imprese agricole del territorio hanno investito negli anni, al punto che la provincia di Mantova è la seconda in Italia per presenza di robot di mungitura. Per portare a compimento la rivoluzione digitale, che permetterebbe alle aziende di dialogare direttamente e con maggiore rapidità con la Pubblica Amministrazione (riducendo inoltre i margini di errore), è necessario formare le nuove generazioni di agricoltori, agronomi, imprenditori agromeccanici, dipendenti, collaboratori e operatori che in qualsiasi modo potrebbero avere a che fare con gli aspetti digitali del settore. Servono corsi per acquisire dimestichezza e declinare concretamente le informazioni acquisite attraverso gli strumenti della digital innovation.
Un’avvertenza: attenzione ai rischi legati alla cyber-sicurezza, agli attacchi informatici, ai furti di dati. Con la digitalizzazione anche l’agricoltura è esposta ai crimini informatici.
Turismo rurale.
L’ospitalità rurale sta vivendo una stagione positiva, grazie alla riscoperta delle campagne dopo il Covid e alla voglia di stare nel verde, ma anche grazie ad un’offerta sempre più variegata e su misura rispetto alle diverse esigenze degli ospiti. L’Alto mantovano, forse maggiormente rispetto al Basso mantovano, ha saputo intercettare turisti, anche internazionali, grazie alla vicinanza col Lago di Garda. I servizi e gli stimoli non mancano (enoturismo e campagna come piattaforma per gli sport e l’attività all’aria aperta sono in crescita), andrebbero incentivate ulteriormente le connessioni fra zone rurali, produzioni locali, circuiti territoriali legati ad arte, storia, cultura, musei. Un’opportunità anche per il Basso mantovano, naturalmente. La possibilità di intensificare i rapporti fra città e campagna, attraverso gli agriturismi, l’enoturismo, le fattorie didattiche e sociali, la vendita diretta nelle aziende contribuisce ad accorciare le distanze fra zone urbane e rurali e a contrastare le fake news che spesso minacciano il mondo agricolo e che, appunto, non hanno alcun fondamento reale.
