Al Ducale di Revere “Abstracta Design … tra pittura e scultura”

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di Mendes Biondo (giornalista)

Salire al secondo piano del Palazzo Ducale gonzaghesco e rimanere colpiti da un allestimento di opere d’arte contemporanea che non ha nulla da invidiare a quelli di grandi mostre collettive è un tutt’uno sia per il visitatore più scafato che per il neofita.

In grandi stanze inondate di luce riposano, egregiamente distribuiti, i lavori di Carmellina Arestia, Lino Bianco, Maurizio Carpanelli, Angelo Fantoni, Corrado Lippi, Daniele Lusetti, Andrea Mesini, Maria Grazia Minelli, Maria Cristina Neviani, Marco Randazzo, Claudio Scaranari, Andrea Scarpellini e Cristina Simeoni. Gli artisti di Abstracta Design sembrano quasi riuscire a creare continui rimandi di dialogo tra un dipinto e una statua grazie alla curatela fatta dall’Associazione Culturale d’Arte Galleria Onirica.

Doppio motivo di vanto per gli abitanti di Revere è il fatto che questa esposizione giunga ad inaugurare un nuovo ciclo vitale per il paese e per il palazzo visto che solo oggi si può accedere a quest’ultimo dopo due anni di chiusura per i restauri necessitati dai danni prodotti dal sisma del 2012.

Il palazzo è di per sé un’attrattiva ghiotta per il turista interessato a fare incetta di cultura dato che vanta una storia antichissima. A partire dalla documentazione antica si deduce che il paese di Revere deriva da un nucleo di origine etrusca mentre venne fondato nel 1125. La base di quello che diventò successivamente il Palazzo Ducale sorse intorno al XIV secolo a seguito di un’operazione di bonifica voluta dai Gonzaga. Tra il 1447 e il 1478 per volontà del marchese Ludovico III Gonzaga, l’architetto Luca Fancelli, allievo dell’Alberti, trasformò il precedente edificio in quello che ancora oggi è possibile visitare e che subì ulteriori modifiche nel 1748 per mano austriaca.

Il percorso espositivo accompagna il visitatore alla scoperta degli artisti della Abstracta grazie sia al comodo catalogo disponibile per tutti, sia per una scelta azzeccata per quanto riguarda l’illuminazione e il dialogo tra opere.

Considerando gli artisti in sé, alcuni di essi dimostrano grande maturazione, dal punto di vista intellettuale, che permette loro di utilizzare il colore e la materia in maniera tale da comunicare allo spettatore un messaggio profondo di ricerca e meditazione.

Si prendano ad esempio le tele di Maurizio Carpanelli e l’uso che egli fa dell’olio al fine di ottenere profonde increspature e contrasti oppure le sculture delicate a mo’ di Calder di Angelo Fantoni che plasma l’acciaio trasformandolo ora in delicate vele, ora in immagini più complesse.

Perdono un poco di intensità i dipinti di Maria Cristina Neviani assieme al ciclo di Rocce Sarde e Fondi Marini di Carmellina Arestia e agli Slow motion di Andrea Scarpellini mentre restano di forte impatto visivo le statue di Claudio Scaranari e le tele di Andrea Mesini nelle quali si leggono rimandi all’informale di Vedova e un sapiente dosaggio dei colori come dimostra Green Spike.

“Abstracta Design” 28 marzo – 26 aprile 2015    Palazzo Ducale di Revere (Mn) Piazza Castello, 12

Entrata libera. Info cell. 328 8662152

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