GAZOLDO d/ IPPOLITI – Festa di Sant’Ippolito

Giovedì 13 Agosto dalle ore 20 presso l’ Agriturismo La MargheRita di Gazoldo degli Ippoliti, via Bassanella n. 1, ci sarà la tradizionale “Festa di sant’Ippolito” patrono di Gazoldo organizzata dall’Associazione Postumia.

Sant'Ippolito

La nostra associazione – spiega Nanni Rossi, direttore artistico dell’Associazione stessa – ha inteso ripristinare da qualche tempo a questa parte la festa patronale di sant’Ippolito del 13 agosto, cercando di restituirle un particolare  nuovo significato, legato a filo doppio alle nostre finalità sociali e culturali, nonché ai nostri valori. L’immagine del santo l’abbiamo presa a prestito dal nostro pittore per antonomasia, Archimede Bresciani da Gazoldo. Nei primi anni Trenta del Novecento egli raffigurò infatti sant’Ippolito in sella ad un bianco destriero e con in mano la palma del martirio; il grande affresco era collocato al centro della facciata della Chiesa e venne tolto qualche decennio fa per dare più luce alla navata. Il dipinto fu fatto allora restaurare dall’Associazione Postumia ed è affisso lungo lo scalone d’onore della Villa comunale. L’invito al nostro appuntamento del prossimo 13 agosto si arricchirà, forse, anche di una particolare originalissima  sorpresa, che ci condurrà nell’immaginario agli anni del feudo (che durò, ahimè,  più di quattro secoli) e degli stretti legami d’armi e d’interesse tra gli Ippoliti ed i Gonzaga. Chi verrà … vedrà!

Breve storia. Ai tempi del feudo la festa del patrono coincideva con il periodo di frequentazione di Gazoldo da parte degli Ippoliti: una sorta di prolungata vacanza estiva. Essi invitavano per quel giorno la corte nobile di Mantova ed organizzavano balli, banchetti e musica ed una processione in costume a dir poco bizzarra, cui partecipavano tutti i loro sudditi gazoldesi, all’incirca un migliaio. Giunta la processione all’altezza della prigione, presso la Torre Rossa,  il conte Ippoliti concedeva l’amnistia ai detenuti imploranti (lì rinchiusi per finta poco prima!) e distribuiva parsimoniose regalie ai sudditi più piccini. La cerimonia era ancora in voga alla fine del Settecento e venne descritta nelle sue memorie da Giovanni Arrivabene, che vi assistette da bambino.

Momento conviviale con il seguente menu:

antipasti misti di sant’Ippolito

maccheroncini con stracotto d’anatra

manzo alle erbe con contorni dell’orto di Mario

torta rustica con salsa ai frutti di bosco

acqua, vini, caffè e ammazzacaffè

euro20,00 (prenotarsi da Marisa e Vittorio, tel. 0376.657148)

Nel corso della serata verrà consegnato il premio Sant’Ippolito che verrà attribuito a coloro che si sono distinti nella cultura e nel sociale:

Rebeut

Premio Sant’Ippolito per la ricerca sul folklore e la canzone dialettale mantovana a

I REBEUT  di San Martino Gusnago-Ceresara sono Valerio Predari, Marco Rossetti, Mauro Sereni e Omar Maghella – I “rebeut” sono i germogli o, meglio ancora, i polloni, cioè quella parte del ramo che si sviluppa direttamente sul tronco o ai piedi dell’albero e che viene usata per la riproduzione delle piante. Il gruppo si è costituito nel 1995. Le loro canzoni e ballate, ascrivibili al folk mantovano, raccontano la quotidianità della vita dei paesi di campagna, descritta con il sorriso e con l’ironia.

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Premio Sant’Ippolito per la conservazione e valorizzazione della civiltà contadina a

AGRITURISMO “La MargheRita”  di Mario, Rita, Viviana e Roberta Zaltieri La famiglia Zaltieri è sul fondo Dionigia di Gazoldo dagli anni Sessanta. Ha ora 3.000 mq. di serre riscaldate e 1.000 mq. di serre fredde. Dal Duemila produce erbe aromatiche, tradizionali e insolite (la collezione è ora di oltre 350 specie), curandone il patrimonio genetico e la biodiversità. Dal 2007 si è aggiunto il peperoncino piccante: il “rossardente diavoletto folle” è ora prodotto in oltre 200 varietà, in collaborazione con l’Accademia Italiana del Peperoncino. Infine, di grande interesse è la collezione mondiale dei pomodori, (80 tipi dai colori e dalle forme più disparate) e di ortaggi da affiancare alle cucine orientali, in specie giapponesi e cinesi.

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Premio Sant’Ippolito per l’arte e la scienza applicate alla qualità della vita umana a

MAURIZIO CANTORE – direttore della Struttura Complessa di Oncologia dell’Azienda Ospedaliera Carlo Poma di Mantova.

Ad intrattenere la serata sono stati chiamati gli artisti “postumiates” quali Luca Bonaffini, Paolo Ghidoni e Wainer Mazza.

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