GRAZIE (CURTATONE) – “Dagli screevers ai Madonnari” di Raffaella Marastoni

                 dal 13 al 17 Agosto 2015 – dalle 9 alle 21thomas reynolds

di Paolo Biondo

Continuano ad aumentare le novità inserite nell’ambito dell’edizione 2015 dell’Antica Fiera delle Grazie. É divenuta ufficiale in questi giorni, infatti, un’iniziativa di natura culturale ed artistica che accompagnerà la manifestazione nell’arco dell’intera sua durata.

All’interno del Museo dei Madonnari, creato a pochi passi dal santuario e che rimarrà aperto al pubblico proprio per l’occasione, è stata allestita una mostra dal titolo “Dagli screevers ai Madonnari”.

L’esposizione fotografica, patrocinata dal Centro Italiano Madonnari, è dedicata a un aspetto poco noto delle origini dell’arte madonnara.

L’artista di strada – spiega Raffaella Marastoni curatrice della mostra – che dipinge direttamente a terra con il gessetto, conosciuto in Italia col nome di “Madonnaro” ed in lingua anglosassone come “pavement artist”, viene definito “screever” nella dicitura popolare inglese. Il termine “screever”, che si collega a “scrivener”, scrivano, a sua volta derivato dal latino “scriba”, scrivano, e “scribere”, scrivere, è documentato in alcune opere di Shakespeare ed in altri antichi dizionari inglesi. In epoca moderna, poi, viene utilizzato da George Orwell per descrivere un artista di strada nel romanzo “Senza un soldo a Parigi e Londra” del 1933, ed è menzionato nel film di Walt Disney “Mary Poppins” del 1964”.

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La dicitura di screever deriva, dunque, dal fatto che questi artisti, accanto alle proprie opere dipinte a gessetto, erano soliti scrivere messaggi, costituiti da proverbi, motti di spirito e commenti sulla vita politica e sociale del tempo. Nella maggior parte dei casi, veniva usato uno stile di scrittura particolare, il “Copperplate” o corsivo inglese che, indugiando sull’aspetto decorativo della grafia, accompagnava con eleganza il dipinto.

D’altro canto, – fa notare l’esperta del settore – il maggiore elemento distintivo fra Madonnari e screevers è da rintracciarsi nella scelta iconografica delle opere: mentre i Madonnari, infatti, sono legati alle tradizioni religiose popolari ed ai capolavori dell’arte sacra italiana, gli screevers, operando in un contesto di protestantesimo ed anglicanesimo, prediligono dipingere paesaggi rurali, scene di vita quotidiana, ritratti di personaggi famosi del tempo o raffigurati in celebri opere d’arte custodite nei maggiori Musei londinesi”.

Le fotografie in mostra sono tratte dal ricchissimo sito internet www.screever.org, curato dall’artista e ricercatore inglese Philip Battle, autore di alcune pubblicazioni sugli screevers nel Regno Unito, fra cui “All my own work. A history of pavement art” e “Lady Screever”.

Il Museo dei Madonnari, esposizione a parte, richiamerà l’attenzione delle persone su numerose opere della collezione museale quali bozzetti originali, foto d’epoca, oggetti e pubblicazioni.

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