BERLINO – Emilio Isgrò: L’oro della Mirandola. Cancellature per Giovanni Pico

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 dal 18 SETTEMBRE al 6 NOVEMBRE 2015

INGRESSO LIBERO

INAUGURAZIONE 18 SETTEMBRE 2015

di G.Baratti

All’Istituto Italiano di cultura Berlino Hildebrandstraße 2, venerdì 18 settembre 2015 alle 19 si terrà l’inaugurazione della mostra di Emilio Isgrò “L’oro della Mirandola. Cancellature per Giovanni Pico”, sapientemente curata da Giulio Busi e Silvana Greco e prodotta dalla Fondazione Palazzo Bondoni Pastorio, con il sostegno della Città di Castiglione delle Stiviere.

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Giovanni Pico della Mirandola (1463-1494), per la sua sapienza detto “la Fenice degli ingegni”, è uno dei protagonisti del Rinascimento. Le sue Conclusiones, pubblicate nel 1486, contengono un’ambiziosa silloge del pensiero universale. Al loro apparire provocarono scandalo. Vietate dalla Chiesa di Roma, furono il primo libro a stampa bruciato dall’Inquisizione.

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Giulio Busi, esperto di ebraismo e direttore dell’Istituto di Giudaistica presso la Freie Universität Berlin e Silvana Greco, sociologa della cultura, entrambi docenti dell’Freie Universität Berlin, hanno avuto l’idea di far incontrare le Conclusiones con l’arte di Emilio Isgrò, uno dei grandi agitatori della cultura italiana contemporanea.

Non una provocazione urlata, quella di Isgrò, ma un’ironia assidua, che irrita gentilmente da almeno cinquant’anni.

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La cancellatura di Isgrò, ovvero il suo nascondere per svelare, mette a soqquadro ed esplora non solo la parola o il sistema delle arti (poesia, immagini, teatro, letteratura, ecc.) ma l’intero modo di guardare al mondo con un diverso linguaggio.

Le Conclusiones, cancellate e interpretate da Isgrò, sono un omaggio all’inquietudine del Quattrocento italiano, e una sfida per una rinascita dell’arte attraverso la critica e l’ironia.

La mostra, allestita nel 2014 nelle antiche sale di Palazzo Bondoni Pastorio di Castiglione delle Stiviere, viene ora portata in terra tedesca, grazie alla collaborazione tra l’Istituto Italiano di Cultura Berlino, la Fondazione Palazzo Bondoni Pastorio e l’Institut für Judaistik della Freie Universität Berlin.

Emilio-Isgrò

Emilio Isgrò nasce a Barcellona Pozzo di Gotto in provincia di Messina, è un artista e scrittore italiano noto per il linguaggio artistico della “cancellatura”. Nel 1956 esordisce con la raccolta di poesie Fiere del Sud. Nel 1964 realizza le prime cancellature su enciclopedie e libri contribuendo alla nascita e agli sviluppi della poesia visiva e dell’arte concettuale. Nel 1966, in occasione della personale alla Galleria Il Traghetto di Venezia, pubblica Dichiarazione 1, nella quale precisa la sua concezione di poesia come “arte generale del segno”. Pubblica il libro di poesie L’età della ginnastica. Nel 1972 partecipa alla Biennale di Venezia, dove è presente ancora nel 1978, 1986 e 1993. Espone con altri artisti alla mostra Contemporanea (1973), curata da Achille Bonito Oliva e allestita nel parcheggio sotterraneo di Villa Borghese a Roma. L’anno seguente esce L’avventurosa vita di Emilio Isgrò nelle testimonianze di uomini di stato, scrittori, artisti, parlamentari, attori, parenti, familiari, amici, anonimi cittadini (Il Formichiere), candidato al Premio Strega. Nel 1976 tiene la prima mostra antologica delle sue opere al Centro Studi e Archivio della Comunicazione di Parma. Nel 1977 è insignito del primo premio alla XIV Biaennale d’Arte di San Paolo del Brasile. Nello stesso anno pubblica il romanzo Marta de Rogatiis Johnson. Nel 1979 presenta alla Rotonda della Besana di Milano Chopin, installazione-partitura per 15 pianoforti. Nel 1982, rappresenta Gibella del Martirio e San Rocco legge la lista dei miracoli e degli orrori a Gibellina. Dall’anno seguente e per tre stagioni consecutive rappresenta l’Orestea di Gibellina, trilogia siciliana, al festival Internazionale delle Orestiadi. Nel 1985 il Teatro alla Scala gli commissiona l’installazione multimediale La veglia di Bach, realizzata nella chiesa milanese di San Cristoforo. Nel 1986 presenta al Museo civico archeologico di Bologna l’installazione L’ora italiana, in memoria delle vittime della strage alla stazione ferroviaria di Bologna del 2 agosto del 1980. Nel 1989 pubblica il romanzo Polifemo (Mondadori), elaborando nello stesso tempo una nuova Teoria della cancellatura (Galleria Fonte d’Abisso). Partecipa nel 1992 alla mostra The Artist and the Book in XX Century Italy, organizzata dal Museum of Modern Art (MoMA) di New York. Nel 1994 è presente alla rassegna I libri d’artista italiani del Novecento al Guggenheim Museum di Venezia. Pubblica il romanzo L’asta delle ceneri (Camunia) e torna alla poesia con la raccolta Oratorio dei ladri (Mondadori). Nel 1998 dona al paese natale la scultura Seme d’arancia. Nel 2001, nel complesso di Santa Maria dello Spasimo a Palermo tiene l’antologica Emilio Isgrò 1964-2000. Con Le api della Torah inizia il “ciclo degli insetti”. Nel 2002 pubblica il libro di poesie Brindisi all’amico infame (Aragno), finalista al Premio Strega e vincitore del Premio San Pellegrino. Con il titolo La cancellatura e altre soluzioni raccoglie nel 2007 in volume gli scritti pubblicati su quotidiani e riviste come corredo critico-teorico dell’attività creativa. L’anno successivo il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato realizza l’antologica Dichiaro di essere Emilio Isgrò. Nel 2009 espone allle Stelline di Milano. L’anno seguente si tiene a Marsala la mostra Disobbedisco. Sbarco a Marsala e altre Sicilie. In contemporanea si apre Var ve yok presso la Taksim Sanat Galerisi di Istanbul mentre i quattordici Codici ottomani vengono esposti alla Boghossian Foundation di Bruxelles. Nel maggio 2011 propone l’installazione L’Italia che dorme alla Galleria d’Arte Moderna di Roma, per le celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia. Si inaugura all’Università Bocconi di Milano l’opera Cancellazione del debito pubblico. Nel 2012 vengono riallestite a Milano, a Palazzo Reale, le opere Dichiaro di non essere Emilio Isgrò (1971) e L’avventurosa vita di Emilio Isgrò nelle testimonianze di uomini di stato, artisti, scrittori, parlamentari, attori, parenti, familiari, amici, anonimi cittadini (1972); nonché L’ora italiana (1985-1986) alle Gallerie d’Italia. Nel giugno 2013 si tiene la mostra antologia dal titolo Modello Italia alla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma. Nel 2014 nella Galleria degli Uffizi entra il suo autoritratto Dichiaro di non essere Emilio Isgrò. A Milano la sua Grande cancellatura per Giovanni Testori viene collocata in Piazza Gino Valle, nel nuovo quartiere Portello. Il 6 settembre 2014, alle ore 18, Emilio Isgrò inaugura la mostra L’oro della Mirandola. Cancellature per Giovanni Pico, nelle sale di Palazzo Bondoni Pastorio, un’antica dimora nobiliare di Castiglione delle Stiviere. Nel 2015 crea il Seme dell’Altissimo, una scultura in marmo di 7 metri d’altezza, collocata all’interno dell’Expo di Milano.

Orari di apertura

– dal lunedì al giovedì dalle ore 10.00 alle ore 16.00

– il venerdì dalle ore 10.00 alle ore 14.00

ü Tel. 030 2699 41 – 0     Fax 030 2699 41 – 26  —  iicberlino@esteri.it

silvana.greco@fondazione-bondonipastorio.eu

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