MARMIROLO – AL TEATRO NUOVO VA IN SCENA “L’ORFEO”

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Il Nuovo di Marmirolo, in collaborazione con Mat Production, inaugura la Stagione teatrale 2015-2016 con “L’Orfeo” di Claudio Monteverdi, su libretto di Alessandro Striggio ispirato al testo di Poliziano. Sabato 26 settembre alle ore 21 al Teatro Nuovo di Marmirolo debutta un nuovo allestimento dell’opera che riprende, in una forma scenica teatralmente completa, quello che nel 2013 registrò il sold-out nella versione allora snella dettata dagli spazi all’aperto del Bosco della Fontana.

orfeo2_angelo_manzottiL’ideazione e organizzazione fa capo ad Angelo Manzotti, sopranista applaudito sui più importanti palcoscenici italiani e internazionali. Manzotti non dimentica le sue origini ed è solito promuovere, nella sua Città natale, occasioni per celebrare i fasti del barocco musicale.

L’iniziativa è coraggiosa nel suo innestarsi nel tessuto mantovano, da troppi anni avaro di lirica di qualità. Il progetto ambizioso poggia solide basi sui lusinghieri riscontri di pubblico e sull’indiscutibile valore artistico di un cast di primissima grandezza. Angelo Manzotti è regista e light designer nonché interprete del ruolo di Orfeo.

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Il cast è inoltre formato da: Lucia Rizzi (Messaggera/Proserpina); Alice Ronzani (Euridice); Riccardo Ristori (Plutone); Davide Benetti (Caronte); Andrea Lanzola (Apollo); Barbara Nervi, (Ninfa/Speranza); Roberto Delle Piane (Pastore/Spirito); Angelo Bonazzoli (Pastore). Contadini e ninfe, anime dannate e creature infernali sono giovani del luogo, che si prestano a fare da comparse.

L’Orchestra, diretta da Luca Franco Ferrari, è “Il Concento” di Genova, specializzata nella trascrizione, esecuzione filologica e incisione discografica delle composizioni di area preromantica. Vengono utilizzati strumenti d’epoca, dal clavicembalo agli archi con corde di budello, per riprodurre un suono fedele ai dettami di Monteverdi.

Costumi originali e scenografie sono di Giampaolo Tirelli, il quale ha ideato due carri barocchi per rinverdire quella stessa meraviglia stupefacente che si rendeva indispensabile nel teatro del ‘600 e ‘700. Per fregi e decorazioni, Tirelli ha attinto a particolari di Palazzo Ducale, che ha riprodotto con fedeltà storiografica. Le coreografie sono di Isabella Cortellazzi.

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