GAZOLDO DEGLI IPPOLITI – VERNICE DELL’ARTISTA FRANCO BASSIGNANI

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dal 15 novembre all’8 dicembre 2015

INGRESSO LIBERO

di G.Baratti

DOMENICA 15 NOVEMBRE al Postumia di Via Marconi, 113 di Gazoldo degli Ippoliti alle ore 17 inaugurazione della mostra di FRANCO BASSIGNANI “Tempo e memoria nei percorsi visibili e segreti del paesaggio” un omaggio che l’Associazione vuole fare  ad uno dei maestri dell’arte mantovana contemporanea.

Anche per il critico Claudio Cerritelli – tempo e memoria si intrecciano nei sogni di luce che Franco Bassignani esplora dentro i percorsi segreti del paesaggio, captando senza sosta gli umori della materia, atmosfere sospese tra terra e cielo, tracce primordiali di un sentire sconfinato che spazia oltre i perimetri del visibile” e così anche per Mauro Corradini  l’incisione, questa antica tecnica calcografica, rivive in modo talmente ‘autonomo’ in Bassignani, da sembrare quasi connaturata con il suo fare arte.

L’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino all’8 dicembre 2015.

Franco Bassignani

Franco Bassignani è nato a Guidizzolo (Mantova) nel 1942. Frequenta la locale Scuola Statale d’Arte e l’Istituto Statale d’Arte “ P. Toschi” di Parma conseguendo la maturità  nel 1959. Nel 1960 a Milano si abilita all’insegnamento del Disegno e Storia dell’Arte. Inizia l’attività di docente all’Istituto d’Arte di Guidizzolo, poi di Educazione Artistica nella  Scuola  Media Statale.  Ha collaborato con il prof. Alessandro Dal Prato nei corsi di formazione degli insegnanti elementari a cura del Centro Didattico Nazionale. Ha fatto parte della Commissione tecnica alla Casa del Rigoletto e del  MAM di Gazoldo degli Ippoliti. Ha insegnato la tecnica dell’incisione calcografica nella scuola di  Grafica Artistica presso il MAM di Gazoldo degli Ippoliti, e tenuto numerosi corsi nelle scuole pubbliche e in quelli privati serali. Intraprende negli anni Sessanta l’attività artistica dedicandosi alla pittura. Il suo interesse è rivolto alla trascrizione informale del paesaggio, che già prelude agli esiti della futura ricerca, con l’abbandono del referente naturalistico per una figurazione sospesa, interrogante inquieta. Sperimentatore di tecniche e materiali, a partire dalla fine degli anni Sessanta si dedica all’arte calcografica. Nascono incisioni su lastre di zinco e rame che raccontano la storia intima dell’uomo, composizioni che sondano la memoria, radiografie di un’interrogazione interiore sul rapporto dell’uomo con  l’Altro che ha i connotati drammatici dell’”Agguato”.

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Partecipa a rassegne e premi di pittura e grafica e nel 1972 tiene la prima personale a Desenzano del Garda. Sino alla fine  degli anni 70 il percorso è alterno tra produzione di opere grafiche e di pittura : ciò si sviluppa in un dualismo espressivo: da una parte una narrazione che avviene sui ritmi e sui toni di una rivisitazione della propria infanzia; dall’altra la coscienza di una vicenda umana artistica, di sensazioni e stati emotivi. Gli anni ‘80  segnano il passaggio dalla pittura ad olio  alle opere su carta. I piani accidentali, i fuochi arsi delle terre, i cieli che paiono abissi marini, proiettano l’universo in un metatempo, attraverso una pittura introspettiva, contemplativa, di tendenze surreali. Inizia una assidua frequentazione e collaborazione con gli amici Troletti, Capisani, Dalmaschio, Banali, Pedrazzoli ed il poeta Cappi  e Giorgio Celli. Si intensifica la partecipazione ad esposizioni personali e collettive. Il ciclo iniziato alla metà degli anni 80 è caratterizzato da una forte ripresa in senso espressionistico che estremizza la forza di comunicazione dei segni, il magma degli umori che si contorce e si distende. All’inizio degli anni ‘90 assistiamo alla comparsa dell’”aurora” con una immagerie poetica, dovuta anche all’approfondimento della tecnica di pittura a fresco responsabile  dello schiarirsi e smagrirsi della tavolozza. Il segno è infantile come la scoperta della grafia attraverso la gestualità pura. Il dialogo dell’occhio con la mano anima la superficie con tocchi che raccolgono e restituiscono il passaggio della luce. Nel 2000 ha partecipato alla grande rassegna “Arte a Mantova 1950-1999” curata dal critico Claudio Cerritelli. Intensa l’attività espositiva  in ambito mantovano, nazionale, ed internazionale. Con la collaborazione di Francesco Dalmaschio e Aberto  Cappi ha curato e stampato le “ Edizioni dello Scricciolo”. Vive e lavora in Guidizzolo. Il suo studio è luogo di riferimento per la stampa degli artisti e per coloro che desiderano  conoscere l’incisione.

A seguire “Viva il tango!” – straordinaria e travolgente esibizione musicale di Francesco Repici, alla fisarmonica, e di Ilenia Righetti, alla chitarra.

La mostra è visitabile tutti i giorni dalle ore 16 alle 18 e il lunedì dalle 10 alle 12.

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