PARCO DEL MINCIO – SOSTENERE L’AZIONE DI RACCOLTA DELLE CANNE E LA SOMMERSIONE DEI CARICETI NELLE VALLI DEL MINCIO

CANNETO.jpgCon il titolo “Interventi per la salvaguardia della biodiversità” il Parco ha richiesto alla Regione Lombardia fondi da destinare alla riattivazione dei canneti delle Valli del Mincio per lavori da svolgersi già in questi mesi invernali.

Si tratta di lavori finalizzati a effettuare la sommersione periodica dei cariceti, un taglio dei canneti con asportazione della biomassa –  così come si faceva un tempo – , con lo scopo di riattivare la vitalità della riserva naturale e di contrastare la progressiva mutazione delle estensioni galleggianti nelle quali le formazioni di canneto si stanno diradando, colonizzate da altra vegetazione infestante e la zona umida si sta progressivamente autobonificando.

maurizio-pellizzer presidente del Parco del Mincio

L’ente Parco, prendendo atto che la dismissione dell’attività di raccolta delle canne da parte dei proprietari, sommata ai divieti di bruciatura delle canne e all’abbandono delle pratiche di apertura delle paratoie per allagare periodicamente i cariceti sono fattori che stanno provocando danni rilevanti all’habitat vulnerabile della riserva naturale, ha candidato in Regione un progetto finalizzato a contrastare questi effetti e l’ha fatto sfruttando “al volo” un bando emanato pochi giorni fa dalla Regione che finanzia interventi che favoriscono la salvaguardia della biodiversità nei siti della Rete Natura 2000” spiega il presidente del Parco Maurizio Pellizzer. “Il bando – prosegue Pellizzer – lasciava un margine di tempo ristrettissimo per la candidatura e la graduatoria verrà stilata in ordine all’orario di arrivo della domanda che si poteva presentare dalle 9 del mattino di venerdì scorso: gli uffici hanno fatto i salti mortali per elaborare il progetto esecutivo e per  caricarlo nel sistema informativo della Regione alle 9 e un minuto di quello stesso giorno: questo ci lascia ben sperare di poter dare avvio a questa azione che sarà straordinaria in tutti i sensi”.

In concreto il Parco ha richiesto 50mila euro (la somma massima assegnabile) con i quali svolgere azioni in convenzione con i proprietari dei fondi. Si tratta di alcune aziende agricole presenti nelle aree interessate dai lavori, che potrebbero eseguire gli interventi ma se l’azienda agricola non disponesse dei mezzi necessari per i lavori il Parco – d’intesa con la proprietà – procederà ad affidarli.

Tre le azioni di manutenzione straordinaria che contribuirebbero alla salvaguardia dell’habitat. La riattivazione idraulica di canali occlusi con rimozione dei sedimenti da sponda o da mezzi su natante (interessati circa 1200 metri di canali oggi asfittici), gestione conservativa dei canneti in un terzo dell’area a canna palustre (40 ettari) con sfalci della vegetazione e rimozione della biomassa da effettuarsi in gennaio e febbraio 2016; creazione o ripristino di paratoie.

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