MANTOVA – LA DINAMICA DELLE IMPRESE MANTOVANE

I dati relativi alla natimortalità delle imprese in provincia di Mantova per l’anno 2015, elaborati dal Servizio Informazione e Promozione Economica della Camera di Commercio di Mantova, evidenziano una sostanziale stabilità del sistema. Nel 2015, infatti, le imprese mantovane registrano una diminuzione dello 0,03%, rimanendo tuttavia al di sotto sia del dato regionale (+0,85%) sia di quello nazionale (+0,75%).

Entrando nel dettaglio, a livello regionale, la provincia virgiliana manifesta una delle performance più basse, preceduta da Pavia, Como e Sondrio. Al contrario, la provincia che ha avuto la crescita più brillante è Milano, che con un +2% si attesta al quarto posto a livello nazionale, dopo Napoli, Roma e Palermo, forse anche perché stimolata dalla manifestazione universale Expo 2015.

Nel panorama mantovano, il saldo tra iscrizioni e cessazioni vede le uscite in vantaggio di 12 unità, portando così lo stock delle imprese a 41.663 unità.

Dal punto di vista della natura giuridica, prosegue la crescita delle società di capitali (+3,1%) e delle “altre forme” (+1,8%) che costituiscono rispettivamente il 18,3% e il 2,2% del totale delle imprese, mentre in calo risultano le società di persone (-1%) e le ditte individuali (-0,7%).

L’analisi delle attività economiche della nostra provincia mette in evidenza, come già avviene da alcuni anni, la contrazione dei settori più tradizionali: l’agricoltura (-0,3%), la manifattura (-1,8%), le costruzioni (-3,8%), il commercio (-0,8%) e il trasporto e magazzinaggio (-1,5%); da segnalare anche un calo dei servizi di informazione e comunicazione (-1,8%).

Al contrario, ad accrescere il loro peso nella struttura economica provinciale sono le rimanenti attività del terziario, in particolare: i servizi di supporto alle imprese (+4,2%), le attività professionali, scientifiche e tecniche (+1,7%), i servizi alla persona (+1%), le attività finanziarie e assicurative (+0,9%) e gli alberghi e ristoranti (+0,4%). Si evidenzia anche un forte aumento delle aziende che si occupano della fornitura di energia elettrica, gas, aria condizionata (+8,9%) e di acqua, reti fognarie e gestione dei rifiuti (+5,2%), anche se la loro incidenza sul totale delle imprese è minima.

Il saldo delle imprese artigiane nel 2015, si conferma particolarmente negativo (-2,1%), peggiore rispetto al dato nazionale (-1,4%) e a quello lombardo (-0,9%). Anche per l’artigianato calano le attività più tradizionali, come il manifatturiero (-3,2%), le costruzioni (-5,1%), il trasporto e magazzinaggio (-5,7%) e le riparazioni  (-0,9%); di segno negativo anche le attività tecniche come fotografi, grafici e collaudatori (-5%). In crescita, al contrario, sono i servizi di informazione e comunicazione (+1,6%), i servizi di supporto alle imprese (+5,8%) e le attività legate alla trasformazione alimentare (gelaterie, gastronomie, pizzerie, ecc.) (+0,9%).

 

 

 

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