MILANO – “ALLA SCOPERTA DEL GIAPPONE”

dal 27 aprile al 30 giugno 2016

Fondazione Luciana Matalon  – Foro Bonaparte, 67

La mostra presenta una documentazione fotografica, delle prime immagini scattate in Giappone, tra cui spicca il lavoro di uno dei maggiori fotografi dell’Ottocento: l’italiano Felice Beato. Questo prezioso materiale, proveniente dalle collezioni del Museo di Storia della Fotografia Fratelli Alinari di Firenze, contribuisce ad esemplificare l’interesse e il fascino esercitato dal mondo orientale alla fine dell’Ottocento nella cultura europea.

L’esposizione raccoglie 110 fotografie originali d’epoca (vintage-prints) colorate a mano con prodotti all’anilina, che ne caratterizzano inconfondibilmente la provenienza dall’atelier di Beato, oltre a tre preziosi album-souvenir con copertine originali, in lacca, madreperla e avorio, che testimoniano la moda orientalista largamente diffusa nell’Europa del XIX secolo.

L’iniziativa, curata da Emanuela Sesti, responsabile scientifica di Fratelli Alinari, è organizzata e prodotta da Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia e Fondazione Luciana Matalon, con il patrocinio della Regione Lombardia, del Comune di Milano, dell’Ambasciata del Giappone, del Consolato Generale del Giappone, della Camera di Commercio e Industria Giapponese in Italia e fa parte del programma ufficiale delle celebrazioni del 150° anniversario della firma del Trattato di amicizia e commercio tra Italia e Giappone.

Felice Beato, di origini veneziane naturalizzato inglese, nato nel 1832 e morto a Firenze nel 1909, nei suoi primi anni di attività lavora insieme al fratello Antonio e al fotografo inglese James Robertson a Costantinopoli durante gli anni della guerra di Crimea, della quale riportano alcune straordinarie immagini di documentazione. Nel 1857, sempre accompagnato dal fratello e da Robertson, inizia il suo viaggio verso Oriente, raggiungendo l’India e nel 1860 la Cina.

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Nel 1863 arriva da solo in Giappone, dove rimane per oltre 15 anni e fonda la sua attività fotografica insieme al pittore Charles Wirgman, specializzato nella caratteristica coloritura delle stampe fotografiche di Beato. La mancanza di colore nelle fotografie ottocentesche era avvertita come un limite e la policromia di queste stampe, unite alla loro raffinatezza e esoticità, hanno contribuito al grande successo commerciale con cui furono accolte, tanto che Beato e Wirgman crearono una vera e propria scuola a Yokohama, alla quale collaborarono molti artisti locali.

Tale scuola proseguì la produzione delle fotografie ‘alla maniera di Beato’, anche molti anni dopo la partenza del fotografo italiano, creando uno stile e una moda che perdurò fino ai primi del Novecento.

Per la colorazione di una buona fotografia occorreva quasi mezza giornata. I tempi erano così lunghi che vennero assunti sempre più artisti in un solo atelier, istituendo così una catena di montaggio che aveva una gerarchia produttiva ben precisa e che seguiva anche le inclinazioni e il grado di abilità di ciascun colorista.

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La Yokohama Shashin, ovvero la fotografia in stile Yokohama, acquisì notevole importanza grazie al turismo.

I viaggiatori compravano, come souvenir, gli album con una cinquantina di immagini circa, affascinati dal Giappone e dalle sue più antiche tradizioni di vita sociale e di costume, ma anche dalle atmosfere e dagli irripetibili paesaggi ricchi di fascino e spiritualità, cercando fotografie che confermassero l’immagine esotica che avevano del Giappone, in antitesi alla cultura del mondo occidentale.

Attraverso le fotografie del XIX secolo realizzate in Giappone, si possono leggere i costumi, i paesaggi, la vita quotidiana giapponese: le geishe, i samurai, i lottatori, i monaci buddisti, i piccoli artigiani, i paesani, ma anche i paesaggi, i fiori e le scene di strada. Ogni immagine è una finestra aperta sul mondo orientale, su un lontano e sconosciuto Giappone che grazie alla fotografia si offriva alla curiosità del pubblico europeo del secolo scorso.

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L’esposizione è organizzata e prodotta da Fratelli Alinari, Fondazione per la Storia della Fotografia e Fondazione Luciana Matalon.

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GLI EVENTI COLLATERALI ALL’ESPOSIZIONE

ALLA SCOPERTA DEL GIAPPONE comprende un programma di dimostrazioni di arti tradizionali e conferenze di approfondimento sulla cultura, l’arte, la musica e la lingua giapponese, ogni giovedì sera, presso la Fondazione Luciana MatalonLa quota di partecipazione agli eventi collaterali è di euro 3,00+ il biglietto d’ingresso.

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Giovedì 28 aprile, ore 20.00 – La vestizione del kimono da sposa Mamiko Ikeda, Wa Jaku kimono service

Giovedì 5 maggio, ore 19.30 – Ikebana Ohara: tradizione e modernità. A seguire dimostrazione pratica con Maria Teresa Guglielmetti, Garden Club Milano

Giovedì 12 maggio, ore 20.00 – Concerto per canto e koto Mimi Ijyusho Machiya, koto e Kaori Okanda, soprano, a cura di Notturno, Associazione Culturale Musicale di Milano

Giovedì 19 maggio, ore 19.30 – Il kimono scopre se stesso: l’occidentalizzazione dell’abbigliamento giapponese nel periodo Meiji (1868-1912) Prof.ssa Susanna Marino, docente di lingua e cultura giapponese presso l’Università Bicocca di Milano e vice presidente del Centro di Cultura Italia Asia “G.Scalise”

Giovedì 26 maggio, ore 19.30 – Ai jutsu – Via dell’armonia dimostrazione di Ai-Jutsu , arte marziale praticata con la katana, a cura di Hajime, Centro Culturale Discipline Orientali

Giovedì 9 giugno, ore 19.30 – La pittura tradizionale giapponese con la maestra Shoko Okumura

Giovedì 16 giugno, ore 19.30 – Ikebana, storia e significato. A seguire dimostrazione pratica con Lucia Circo, Anna Massari, Maria Teresa Guglielmetti, Garden Club Milano

Giovedì 23 giugno, ore 19.15 – Lingua Giapponese, oltre il segno la comprensione di un mondo: laboratorio di introduzione allo studio della lingua e dei livelli di comunicazione nella società giapponese contemporanea Orient’Asia Project: Focus Japan – Studiare e lavorare in Giappone Dr. Paolo Cacciato, Managing Director Asian Studies Group

Giovedì 30 giugno, ore 19.30 – Introduzione alla calligrafia giapponese con Yumi Ouchi

Orari apertura al pubblico: dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 19.00 lunedì chiuso – la biglietteria chiude 45 minuti prima. Domenica 1 maggio chiuso. Sabato 14 maggio, la biglietteria chiude alle 14.00. Sabato 18 giugno, la biglietteria chiude alle 17.00.

Biglietti: intero, € 6,00 + € 2,00 di tessera associativa Amici della Fondazione Luciana Matalon – ridotto, € 4,00 + € 2,00 di tessera associativa Amici della Fondazione Luciana Matalon (over 65, bambini 7 – 12 anni, gruppi e scolaresche minimo 15 persone) – gratuito: under 6

Visite guidate su prenotazione: tel. 02 878781; fineart@fondazionematalon.org , € 2,00 + il biglietto d’ingresso.

Info: tel. 02 878781; fineart@fondazionematalon.org Sito: www.fondazionematalon.org

Cataloghi: Verso Oriente – Fotografie di Antonio e Felice Beato, Alinari. La leggenda di un impero, Alinari.

(foto da repert. Fondaz. Matalon-Alinari)

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