BORGOFORTE – I RITRATTI DELLA BONAFINI ALL’ANCORA D’ORO

da sx Borghi-Badari e Bonafini

                       da sx Vittorio Borghi- Grazia Badari e l’artista Annalisa Bonafini  durante il vernissage di sabato 4 giugno

24 MAGGIO – 30 GIUGNO 2016

di G.Baratti

A partire dal 24 maggio nelle sale espositive del Ristorante pizzeria Ancora d’Oro di Borgoforte di Borgo Virgilio (Mn), Via al Forte, 2, saranno esposte le opere della personale di pittura dell’artista Annalisa Bonafini. L’inaugurazione alla presenza dell’artista, si terrà sabato 4 giugno alle 17,30 con presentazione a cura di Grazia Badari. La mostra sarà visitabile fino al 30 giugno 2016.

“Per Annalisa – spiega Vittorio Borghiil disegno è una dote innata come lo è l’attitudine a riprodurre le sembianze delle persone che maggiormente la colpiscono, sempre però inquadrandole in situazioni particolari. Ad ispirarla è un fertile sottofondo spirituale di affetto, di interesse venato di romanticismo e di solidarietà per le vicende umane viste molto spesso in chiave triste. L’impostazione particolare, sia per quanto riguarda gli sfondi e le tonalità dei colori, assieme al vigore del tratto, le consentono di mettere in risalto soprattutto le particolarità caratteriali di ogni soggetto.

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Annalisa possiede la facoltà di calarsi con immediatezza nel personaggio visto nel suo complesso ambientale ed emotivo, ottenendo in ogni caso quell’effetto dinamico che vivacizza l’immagine a completamento di una verosimiglianza che tende ad assumere un valore iconico quasi storicizzato. Un punto di forza della sua opera è rappresentato dai bambini che, a prescindere dal colore della pelle, con i loro occhi attoniti sembrano riassumere tutte le sofferenze, il dolore e le speranze nei confronti di un mondo che volge sempre più alla noncuranza ed alla totale indifferenza.Gioie, dolori, sorrisi e tristezze si alternano nelle opere di Annalisa Bonafini che sembra voler fare della sua arte una missione etica. Ed i sentimenti che trasmette alla tela non sono soltanto il frutto di un’emozione passeggera, bensì il risultato di una elaborazione cosciente e profonda di quanto riserba il mondo, particolarmente ai più deboli.

ritratto-3.jpgLo storico dell’arte Gianfranco Ferlisi scrive – I riferimenti dei suoi ritratti si collocano tutti nella riflessione sulla contemporaneità. E non sono solamente i riferimenti a regalarci l’orizzonte del suo saper dipingere, del suo modus operandi, quanto la meticolosità della sua tecnica, l’attenzione a una pittura mai compiacente, l’uso di originali tagli fotografici che caratterizzano ogni mise en scène antiaccademica. La vividezza dei particolari, l’abilità ricercata nel mettere a nudo la fragilità dell’animo umano, la sensibilità coloristica, la scioltezza con cui delinea i suoi volti fanno emergere la sua costante attenzione al soggetto, un soggetto che, nelle sue mani, si rivela in tutto se stesso e in quei caratteri speciali con cui la pittrice lo percepisce, lo interpreta e lo reinventa. Interpretare l’immagine, e dunque il soggetto, viene perciò prima della resa pittorica: perché niente può, per Annalisa, prendere forma se non ne ha colto l’anima. Tuttavia “cogliere l’anima” significa anche trasferire all’opera qualcosa di se stessi, creare un contatto con la propria sensibilità profonda, che consenta di interpretare con il colore, con la forma, con il pennello dei sentimenti veri: ed ecco che l’immagine trasmetterà a chi guarda gioia, dolore, speranza o infelicità, tutto ciò che è insomma, umano e terreno e che niente come l’arte può rendere intenso, pregnante ed efficace. Per tutto questo emergono con evidenza, nei volti e nell’umanità che Annalisa sa proporre, l’impegno e la passione costante di dare voce ai sentimenti: occhi, lineamenti, colore diventano così strumenti del cuore affidati all’abile mano dell’artista.

ritratto-5Saper leggere le opere di Annalisa all’apparenza sembra una cosa facile – sottolinea Grazia Badarima solo all’apparenza. Si tratta di opere pittoriche a prima vista tradizionali, figurative, con ripresa dei nostri classici. In realtà le opere di Annalisa sono tutt’altro che semplici figure, sono decisamente di più, sono espressione dell’anima della donna, moderna o antica, dalle multiformi facce. Queste donne rappresentano l’essenza della contemporaneità: l’attesa di un qualcosa di cui esse stesse non hanno coscienza.

Annalisa si è dunque calata nella contemporaneità, in un mondo fragile, di incertezze, in cui la sola verità è la maternità, l’amore eterno della madre verso il figlio.   I suoi dipinti sono lo specchio di chi è alla ricerca di amore, di felicità, di chi, uomo o donna che sia, indugia nell’eterna attesa amletica. Raramente i dipinti assumono espressioni serene o di compiacimento. Vaga in essi un senso di isolamento, incolmabile, come se i personaggi, ritratti con pennellate veloci, stessero per fuggire, per dileguarsi, tutti e comunque, di qualunque razza essi siano, eterni naufraghi in questo mare”.

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Annalisa Bonafini. Nata a Roma, vive e lavora artisticamente a Mantova. Fin dall’infanzia emerge la sua predisposizione prima per il disegno poi per la pittura, che sente come un’esigenza espressiva e comunicativa personale e che perfeziona da autodidatta e con studi individuali, parallelamente al suo impegno come insegnante nella scuola pubblica. Il suo grande interesse per l’arte la porta a visitare musei e gallerie d’arte, a frequentare mostre e atelier di pittura,  esperienze che  la spingono ad approfondire la tecnica della pittura ad olio continuando la sua ricerca di nuove forme e contenuti. Con tale mezzo si esprime in modo veloce e istintivo, producendo paesaggi, nature morte, ma soprattutto ritratti: la forma espressiva più vicina al suo ideale artistico. Affascinata dalla figura umana traspone sulla tela forme, riflessi, volti, ma anche stati d’animo, con l’intento di comunicare tematiche contemporanee. Per Annalisa lo sguardo ha un ruolo fondamentale in quanto è dallo sguardo che parte lo studio delle profondità psicologiche dei soggetti ritratti. Sono gli occhi il riflesso dell’anima attraverso cui esprimere passioni, delusioni, energie e sentimenti in cui lei stessa si immedesima. Negli ultimi lavori i volti delle donne sono la maggior fonte di ispirazione delle sue opere; donne forti, concrete, determinate, delineate con colori più decisi e forme che diventano sempre più essenziali ed astratte. In questo modo continua la sua ricerca psicologica, espressiva ed emozionale, ma anche ricerca di materiali e tecniche diverse.

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La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 12 alle 15 e dalle 19 alle 22

oppure, contattare lo 0376.370230.

Info.: 340.4904963 – annalisa.bonafini@gmail.com

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