GAZOLDO D/IPPOLITI – UNA DOMENICA TRA BAMBOLE e LETTERATURA

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di G.Baratti

Giovedì 2 giugno, l’Associazione Postumia di Gazoldo degli Ippoliti (Piazzetta Postumia,2) dedica all’artista mantovana Adriana Rovina, un’esposizione dal titoloVenere incontra le Muse. In Viaggio con le bambole di Adriana”. Nel pomeriggio, a partire dalle ore 17,30, verranno presentate le opere esposte con gli interventi di Piegiorgio Innaciotti, marito dell’artista e di Paola Beretta, del Gruppo Giocattolo Storico di Canneto sull’Oglio.

Pittrice, ricamatrice, sarta, ceramista, costruttrice di bambole in porcellana. Questo è quanto è stata Adriana Rovina dal 1953 al 2014, oltre che aver svolto il compito di moglie e madre. È stato proprio in occasione di una ricorrenza che il marito e i figli volevano regalare ad Adriana una bambola di porcellana che l’aveva vista esposta in un negozio. “Regalatemi piuttosto un forno, così la bambola me la faccio io”. Da quel giorno nacque  un nuovo innamoramento: le bambole, veri e propri capolavori, con i quali ottenne gratificazioni e successo dall’America alla Cina.

Le prime opere erano in porcellana, ma col passare del tempo si è specializzata sempre di più fino ad approdare al cernit (argilla polimerica), un’esperienza affascinante e complessa che coinvolgerà e assorbirà ogni sua energia per un decennio.

La sua bravura nel ricamo e nel cucito hanno contribuito a renderla una creatrice non solo di bambole, ma anche di abiti ricamati su tessuti pregiati. Assecondata e stimolata dal marito, Adriana si mette in viaggio verso Amburgo e Brema per l’acquisto di occhi e parrucche, Parigi per stoffe e pizzi antichi che in seguito si trasformeranno in scarpe, vestiti, completi e accessori vari.

Adriana Rovina negli anni ha esposto i suoi capolavori in molti luoghi sia della provincia mantovana e sia fuori provincia, ma le rassegne più importanti sono state quelle del 2001 Sono bambole o bambini? e del 2002/03 Bambole e Teatro a Canneto sull’Oglio, paese in cui sul finire dell’800 nacque la Furga, la prima fabbrica di bambole in Italia. Nel 2004 Bambole di Firma al Teatro Bibiena di Mantova. Nel 2005 vince il primo premio nella sezione Bambole in cernit al concorso Teddy bear e bambole artistiche a Rocca di Novellara e arriva in finale al Paris Création.

Adriana – racconta il marito Piergiorgio Innaciotti – è stata un’ artista dalle mille risorse. All’inizio della sua carriera ha riprodotto quadri di grandi maestri, poi è passata ad illustrare tematiche sociali per poi dedicarsi al ricamo, alle bambole, la scultura e agli oli floreali. Era una persona intraprendente e determinata che amava ciò che faceva. La sua attività di artista non è mai stata a sfondo economico, anche se, ha avuto successo internazionale con le sue bambole”.

Prosegue nel racconto Innaciotti – “Adriana non ha mai frequentato corsi o scuole specifiche ma ha solo e sempre seguito il suo istinto e ciò che il suo cuore e la sua mente le dicevano: è una caratteristica degli artisti migliori. Era una donna energica, vulcanica ed era sempre al lavoro … Una delle tante passioni di Adriana fu quella della bambola artistica, che con testardaggine iniziò a realizzare. Si trattava di una produzione non facile ma lei riusciva a dare un’espressione calda e umana ad una massa informe di materiale. Si fece coinvolgere completamente dall’ arte di fare queste bambole e ne produsse quasi 100 di cui progettava vestiti, cappelli, situazione e posizione. Grazie a queste bambole ha ricevuto premi, riconoscimenti da molte parti del mondo …

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Così il marito, Giorgio Innaciotti, ha voluto rendere omaggio alla moglie, scomparsa nel 2014 con un catalogo artistico “Adriana Rovina opere 1953-2014” (Ed. Il Rio Arte – 2015), a cura di Giada Scandola e dallo stesso Innaciotti, presentazione della giornalista Paola Cortese, dove vengono racchiuse la passione e l’arte di una donna dai molteplici talenti.

L’esposizione di bambole artistiche rimarrà in esposizione fino a domenica 5 giugno.

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A seguire la presentazione del romando di Mauro Novellini “Re infecta” (Gilgamesh Edizioni). Con l’autore dialogheranno Mario Madella e l’editore Dario Bellini.

La morte di un bambino sulle strade di San Martino dall’Argine, suo paese natale, dà il via a un vortice di cambiamenti che travolgeranno la vita di Marco Marelli, professore di lettere in un liceo mantovano. Sulla riscoperta delle amicizie di vecchia data e sulle rivelazioni familiari domina lo spettro oscuro della re infecta, l’azione incompiuta che presto o tardi finisce per degenerare. Fra colpi di scena e risvolti psicologici Mauro Novellini accompagna il lettore in un percorso di riconsiderazione di sé e delle proprie origini, in un romanzo ricco di suspense ambientato sulle rive del fiume Oglio. 

Mauro Novellini è insegnante di lettere in un liceo mantovano. È nato a San Martino dall’Argine (MN), dove tuttora vive: ci tiene a specificare che le affinità con il protagonista finiscono qui. Re infecta è il suo romanzo d’esordio.

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Al termine della serata, il postumiates Nicola De Buono,  nel 70° anniversario della Repubblica, declamerà l’epigrafe ad ignominia di Piero Calamandrei “Lo avrai camerata Kesserlink

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