ISOLA DELLA SCALA – FESTA DEL BOLLITO CON LA PEARÀ, IL PIATTO VERONESE PER ECCELLENZA

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di G. Baratti

Dal 10 al 27 novembre a Isola della Scala si terrà la 16a Fiera del Bollito con la Pearà e Sapori d’Autunno. La grande festa veronese dedicata ai bolliti e alla pearà. Come da tradizione a cucinare saranno alcune eccellenti macellerie scaligere, nella logica di una filiera corta, a garanzia dei piatti serviti.Oltre ai classici bolliti accompagnati dalla deliziosa pearà, sarà possibile degustare altre portate tipiche venete dell’autunno: dalle tagliatelle con i fegatini ai tortellini in brodo e le trippe. Non mancherà, come da sempre a Isola della Scala, il risotto all’isolana.

Anche in questa edizione verrà allestito uno stand con le specialità del vicino Trentino Alto Adige, dai canederli al gulasch.

La Fiera.JPGSi mangia all’interno del Palariso riscaldato dove, oltre ai tradizionali stand, nel fine settimana sarà aperto un piccolo ristorante. Espositori e spettacoli per tutte le famiglie e per tutti i gusti renderanno ancora più ricco il calendario di una delle feste gastronomiche in assoluto più amate dai veronesi.

Da lunedì a sabato: 12.00-14.00 / 18.30-23.00 e Domenica: 11.30-23.00: a pranzo nei giorni feriali bollito con la Pearà, risotto all’Isolana e altri primi, o secondi, a giorni alterni. Orario serale e tutta la domenica menù completo.
fiera-del-bollito-con-la-peara-2016-ad-isola-della-scala.j1.jpgLa storia del “Bollito con la Pearà”, affonda le sue radici nell’Ottocento. È infatti un piatto tipico della cultura gastronomica veronese povera, nato per sfruttare tutte le parti degli alimenti di cui si disponeva, fino alle ossa e agli ultimi tagli della carne, nonché al pan grattato e brodo per la pearà.
Nel tempo la ricetta del bollito è stata arricchita con altri ingredienti, quali tagli migliori della carne come il petto e la coscia, dando alla pietanza un gusto più ricco e deciso ma senza toglierne il sapore tradizionale. Rimasta immutata è invece la pearà che accompagna il bollito, una preparata con pan grattato, brodo, midollo di bue, olio e pepe nero.
Le origini precise della pearà sono ignote: si narra che la regina Rosamunda, costretta da Alboino a bere dal teschio del padre, aveva perso l’appetito, e solo con la pearà un cuoco veronese a servizio dei longobardi riuscì a risvegliare la fame della regina.

Visita il sito www.peara.it . (Photo web)

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