EZIO BOSSO – IN USCITA L’ANTOLOGIA “… AND THE THINGS THAT REMAIN”

And the Things that Remain_Cover_Jpg (1).jpgVenerdì 25 novembre uscirà l’antologia di EZIO BOSSO “…And the Things that Remain(Sony Classical) che raccoglierà in 2 CD più 1 DVD alcuni fra i momenti più significativi delle composizioni e interpretazioni del Maestro,considerato uno tra i più completi compositori, direttori d’orchestra e interpreti a livello internazionale.
L’antologia conterrà brani registrati da Ezio Bosso a partire dal 2004, precedentemente all’album certificato Oro “The 12th Room”, in veste sia di esecutore al pianoforte che di direttore d’orchestra, e alcune “sorprese” di recentissima registrazione, comprendendo composizioni e interpretazioni che spaziano dal pianoforte solo alla grande orchestra. “…And the Things that Remain” darà così a tutti l’opportunità di avvicinarsi, sia in audio che in video, ai tanti aspetti di una lunga carriera di compositore o, come direbbe lui «scrittore di musica», e di raffinato interprete. Sarà distribuita da Sony Classical in Italia e nei principali mercati esteri con un’importante lancio su scala internazionale.

Da oggi, martedì 22 novembre, è online sui canali Youtube e Vevo di Sony Classical il video, estratto dal DVD dell’antologia, in cui Ezio Bosso si esibisce nel Preludio BWV 855a n.18 di Bach, nella trascrizione in si minore per pianoforte di Alexander Siloti, nella splendida cornice del Teatro Sociale di Gualtieri: https://youtu.be/pYm6sDKILwo.

Questa la tracklist di “…And the Things that Remain”: CD 1: Prelude BWV 855a “The Children’s Room” – J. S. Bach / A. Siloti, Smiles For Y, La Fille Aux Cheveux De Lin –  C. Debussy, Before 6, Sixth Breath, The Last Breath, Rain, in Your Black Eyes, Speed Limit, A Night Ride, Diversion, Street Kisses, Clouds, The Mind on the (Re)Wind e Pines and Flowers. CD 2: Unconditioned (Following, A Bird), Mechanical Dolls, The Nights, Tree’s Sacrifice, Emily Dickinson, Who Cares About the Bluebird Sing?, Preludio Op. 28 No. 4 “The Pain Room” – F. Chopin, Exit, Run 44, Landfall, We Unfold e Grains (An Hailstorm). DVD: Prelude Op. 28 No. 20 – F. Chopin, Prelude in B Minor BWV 855a No. 18 – J. S. Bach / A. Siloti, Prelude Op. 28 No. 4 – F. Chopin, The Well-Tempered Clavier BWV 846: Prelude No.1 – J. S. Bach,Prelude Op. 28 No. 6 – F. Chopin, Missing a Part (The Waiting Room G), Unconditioned (Following, A Bird) e Grains (An Hailstorm).

Continuano i concerti di Ezio Bosso, queste le prossime date: sabato 26 novembre al Museo Del Violino di Cremona in duo con il violino solista Sergej Krylov,

il 14 gennaio 2017 al Teatro Comunale di Bolzano in concerto in piano solo

il 24 gennaio al Teatro degli Arcimboldi di Milano in piano solo.

Il 23 dicembre andrà in onda alle ore 21.15 in prima visione assoluta su Sky Arte HD (canali 120 e 400 di Sky) Ezio Bosso – Concerto speciale “The 12th Room”, una produzione originale Sky Arte HD (realizzata da Except).

Il 2016 è stato l’anno che ha consacrato Ezio Bosso fra i musicisti più attivi in Italia e di maggior successo con oltre 90.000 biglietti venduti con il tour in piano solo “The 12th Room Tour” che ha registrato sold out e standing ovation del pubblico in tutta la penisola. Il Maestro ha dato vita ad un vero e proprio dialogo tra il suono del suo ‘fratellone’ Pianoforte Steinway Gran Coda e gli spettatori, che hanno partecipato allo spettacolo in rapito silenzio, confermando le qualità di divulgatore del Maestro e la sua capacità di abbattere le barriere interculturali pur con un programma di estrazione classica che comprendeva tra gli altri brani di Bach, Chopin, Sgambati e John Cage.

Ad ottobre, Ezio Bosso ha debuttato al Gran Teatro La Fenice di Venezia in qualità di direttore d’orchestra, suo ruolo naturale, con l’impegnativo programma impaginato con il terzo concerto brandeburghese di Bach, la sinfonia n.4 “Italiana” di Mendelssohn e il virtuosistico quanto affascinante Concerto per violino “Esoconcerto”, composto da Bosso, e con il violinista Sergej Krilov, straordinario e funambolico solista. Il concerto con l’Orchestra Filarmonica de La Fenice ha registrato ben tre standing ovation, cosa eccezionale quanto unica a La Fenice, e un unanime consenso di pubblico e critica.

Su desiderio del Maestro, tutte le prove di preparazione sono state per la prima volta aperte al pubblico, portando una “rivoluzione” nella storia dei concerti classici e dell’apertura delle orchestre e dei teatri d’opera, a coronamento della sua filosofia che da sempre sostiene che «la musica non è di nessuno ma si fa assieme».

Ezio Bosso è artista residente dell’Opera Barolo (la più antica opera pia d’Italia) dove organizza il “Zusammenmusizieren: far musica insieme”, un progetto unico al mondo di cultura per il sociale che consiste nell’aprire periodicamente le porte dello studio dell’artista nella sede di Palazzo Barolo (Torino) ad ogni tipo di musicista di qualsiasi livello e età, a chiunque voglia suonare con lui e parlare di musica, di sicurezza di sé, di memoria e di tanto altro ma soprattutto dell’importanza dell’ascolto. Questa vocazione a divulgare la musica racconta le basi etiche e intellettuali dell’uomo Ezio Bosso ed è in onore e ispirata all’amicizia con uno dei Maestri assoluti dell’interpretazione novecentesca, Claudio Abbado.

Ezio Bosso_3b_C. Sonia Ponzo.jpg

EZIO BOSSO racconta

“And The Things That Remain” è il titolo di un trio per violino, violoncello e pianoforte che ho scritto poco tempo fa. Riguarda quel pensiero, quella domanda che a un certo punto ci facciamo, inevitabilmente: cosa resta di tutto alla fine, cosa resta dopo? Cosa rimane di noi e cosa ci è rimasto?

È un trio che sono ancora pudico a far sentire, perché è nato nel silenzio più assoluto. E in quel silenzio, come al solito, ho posto quelle domande a chi era intorno a me e a chiunque potessi farle. Ho anche iniziato a collezionare fatti degli altri. Ho raccolto e sto ancora raccogliendo parole e persino testimonianze, qualsiasi cosa – anche oggetti – avesse il senso di una riposta per le persone a cui mi rivolgevo: fotografie, poesie, lettere, suoni, pitture. Forse le cose più toccanti sono le vecchie fotografie che ritraggono i genitori e ricordo una frase: “Io derivo da quel sorriso e di loro mi resta lo stesso sorriso”.

Ecco, anche questa piccola antologia rappresenta in fondo alcune delle cose che sono rimaste, e anche in questo caso ho chiesto ed ho condiviso con altri le scelte. Cose rimaste, scritte da me e scelte da chi amo, da chi mi segue; sia chiaro, anche qualcosa scelto da me in prima persona: non è che ho lasciato fare tutto ad altri…

 

Spero sia, così: un piccolo viaggio del tempo di Ezio, in quei dieci anni di vita e di registrazioni. In ogni forma: in orchestra, in quartetto, come direttore organista e come pianista ovviamente.

Una delle magie della musica è far viaggiare nel tempo, fermarlo, dilatarlo o abbreviarlo. Come il viaggio in un buco nero di un uomo dello spazio. Sarò felice se vi piaceranno queste scelte; ovviamente io avrei incluso più brani ma insomma quelli scelti formano già due dischi, mi ha detto la Sony Classical, la mia nuova casa della musica… E’ questo il primo lavoro insieme e ho deciso di includere anche brani nuovi. Uno è “Uncoditioned, Following A Bird” che credo ormai sia il brano più conosciuto che abbia scritto, ma qui è in una versione nuova e antica allo stesso tempo (sempre quel potere magico e libero): quella per violoncello e pianoforte che derivava da quella per violino. Chissà che non incida anche quella un giorno, così avrete possibilità di scegliere quella che più vi rappresenta.

L’altro brano è un elemento meteorologico che non avevo mai avuto il coraggio di raccontare fino in fondo, forse perché è quello che più spaventa: la grandine, che in inglese si dice hailstones e hailstorm (è proprio vero, suona tutto più fighetto in inglese…). È l’elemento più devastante che esista e anche più assurdo, è davvero il cielo che cade sulla terra, come raccontavano i celti, e nessuno ama quel fenomeno che proviene dai cumulonembi più grandi e imponenti che chiamano anche “nuvole re”. Si ha paura della grandine, il suo rumore violento e la sua imponenza vengo accostati dai più a dolori lancinanti e profondi. L’ho finito poche ore prima di cominciare a registrare. Con me, al violoncello, il mio compagno di sempre, il mio “Brate” come ci chiamiamo tra di noi: Relja Lukic. Il suo suono è davvero una delle voci che io non posso descrivere, la sentirete in questo disco. E non potevo non chiedergli di essere con me in questa prima avventura, questo altro aprir di stanze nella nuova casa della musica a cui appartengo.

Dove la abbiamo fatto? Ovviamente nel mio amato Teatro Sociale della mia amata Gualtieri e questa volta, per esagerare, abbiamo anche ripreso in video le registrazioni, per farvelo visitare ed essere con noi!

Troppa roba? Ma no, in fondo è bello cucinare tanto per chi si ama, e poi funziona così per me, cerco di fare tutto fino all’ultimo respiro, di sorridere, di dare, di provare a fare meglio e esser meglio.

Neanche a farlo apposta ho scoperto che questa frase è consonante con alcune poesie della nostra Emily (Dickinson).

Eccone una:

Some things that fly there be–

Birds, Hours the Bumblebee–

Of these no Elegy.

 

Some things that stay there be–

Grief– hills–eternity–

Nor this behooveth me.

 

There are, that resting, rise.

Can I expound the skies?

How still the Riddle lies!

Mentre scrivo penso ancora, e ancora, a quelle cose che restano e realizzo che le registrazioni, i dischi sono proprio una di quelle cose che restano.

È spesso ciò che resta del suono, dell’idea, del tocco e soprattutto di un momento preciso della vita di un musicista.

Sono quelle fotografie…

P.S. Un giorno spero di farvi sentire quel trio opera 100… And The Things That Remain. Buon viaggio.

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