MANTOVA – DA FONDAZIONE CARIPLO 740.MILA EURO per “TESSERE PER LA NATURA”

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Presentato nella sede del Parco del Mincio dal presidente del Parco del Mincio Maurizio Pellizzer, Mario Anghinoni di Fondazione Cariplo, Adriana Nepote assessore all’università, ricerca e innovazione del Comune di Mantova, arch. Lorella Togliani di Aipo e Cinzia De Simone, direttore del Parco, un progetto ambientale che comprende una vasta area del territorio mantovano da 1.076.592 euro, reso possibile  grazie al contributo di 740mila euro approvato in questi giorni da Fondazione Cariplo.In sede di candidatura, Parco del Mincio aveva richiesto un finanziamento appena di poco superiore (750mila euro). La somma, che la Fondazione ha deciso di stanziare, va infatti a favore del Parco nel suo ruolo di capofila del progetto “Tessere per la natura”, un insieme di azioni finalizzate a ricostituire il corridoio verde che si snoda da Ponti sul Mincio all’isola Boschina di Ostiglia, lungo le dorsali dei fiumi Mincio e Po.

La consistenza economica complessiva dell’operazione, diffusa in un’area che include i comuni di Castiglione delle Stiviere, Medole, Casalmoro, Ponti sul Mincio, Monzambano, Volta Mantovana, Marmirolo, Goito, Rodigo, Castellucchio, Porto Mantovano, Mantova, Bagnolo San Vito, Sustinente, Serravalle Po, Pomponesco, Suzzara, Motteggiana, Ostiglia, Carbonara e Sermide è di 1.076.592 euro, di cui 250mila assicurati da interventi di Aipo e ulteriori 100mila ripartiti fra tutti i partner in quote di co-finanziamento.

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Il tema progettuale è quello delle connessioni ecologiche, in questo caso da realizzare attraverso azioni di miglioramento in 28 zone – tessere, appunto – situate in altrettante aree pubbliche dello scacchiere mantovano.

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In particolare, nel cronoprogramma figurano azioni di valorizzazione di habitat, il miglioramento di boschi con la creazione di spazi di transizione o di deframmentazione per favorire il passaggio della fauna, il consolidamento delle sponde con tecniche di ingegneria naturalistica, la creazione di piccole aree umide che fungeranno da incubatrici di biodiversità.

Gli interventi andranno a mitigare i disturbi antropici o a correggere le carenze ambientali – degrado di habitat, interrimento zone umide, deterioramento di alvei o sponde – per rendere i siti idonei al rifugio, all’alimentazione e alla riproduzione di alcune specie di interesse conservazionistico. Come nel caso, ad esempio, degli interventi previsti prima dell’ingresso nel Mincio lungo i canali Osone e Seriola Marchionale mediante consolidamenti spondali e creazione di fasce di vegetazione, anche in alveo, per ridurre i carichi da inquinamento diffuso di origine agricola, preservandonel contempo le aree rifugio per la fauna ittica.

L’obiettivo finale è quello di creare elementi di connessione tra quattro parchi locali (Plis) dell’Alto Mantovano e del Suzzarese, l’area protetta regionale del Parco del Mincio, tre riserve naturali del Basso Mantovano e tre zone di protezione speciale per l’avifauna lungo il Po.

Nell’ambito del progetto, il CNR-IREA (Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente) si farà carico delle attività di monitoraggio ante e post operam, combinando tecniche di telerilevamento e di analisi in situ con un approccio innovativo.

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