REGGIOLO – VIA LIBERA AL RECUPERO DI PALAZZO SANSORETTI

Via al recupero di Palazzo Sartoretti. Il nuovo importante passo della ricostruzione post-sisma a Reggiolo riguarda l’importante edificio storico che si affaccia su Piazza Martiri, futura sede del Comune di Reggiolo, della biblioteca e della pinacoteca.

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Martedì 7 novembre è stato infatti emesso dalla Regione Emilia-Romagna il decreto di concessione del contributo che permetterà di avviare l’iter per la gara d’appalto e l’assegnazione dei lavori. Un risultato raggiunto dopo un attento confronto con la Soprintendenza e la Regione Emilia Romagna, che nei mesi scorsi ha istruito la pratica. Si tratta dell’intervento di ricostruzione post-sisma più importante della provincia reggiana sia per rilievo architettonico, sia per importo del finanziamento pari a 7,5 milioni di euro, di cui 5,5 milioni provenienti dalla Regione Emilia Romagna e 2 milioni messi in campo dal Comune tramite l’assicurazione.

È un risultato molto atteso e la soddisfazione è grande – ha commentato il sindaco Roberto Angeli raggiunto dalla notizia a Bruxelles durante una visita con i sindaci dell’Unione Bassa Reggiana – Avevamo l’obiettivo di arrivare all’approvazione del progetto entro la fine dell’anno e grazie all’attento lavoro della Regione e della Soprintendenza siamo persino riusciti ad anticipare di qualche mese l’obbiettivo. Ora può partire la gara per la scelta dell’impresa che eseguirà i lavori. Per Reggiolo il 2018 sarà un anno importante”.

L’intervento sarà diviso in due stralci funzionaliIl primo stralcio garantirà la riapertura dell’ala ovest all’interno del parco oltre alle parti al piano terra sul fronte di piazza Martiri. Il secondo stralcio sarà invece necessario per riaprire gli spazi utilizzati dalla biblioteca comunale prima del sisma. Già con la realizzazione del primo stralcio di lavori sarà possibile portare all’interno dell’edificio tutti gli uffici comunali.

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Palazzo Sartoretti, che si affaccia sulla centrale Piazza Martiri di Reggiolo, risale al XVI secolo. Nel 1765 fu modificato dalla famiglia Sartoretti, per decenni appaltatrice dei dazi dei Duchi di Guastalla, che qui abitò. Nel 1979 è stato lasciato in eredità al Comune da parte di Donna Amelia, l’ultimo discendente della famiglia Sartoretti. La facciata del palazzo comprende il corpo centrale e due ali più basse articolate su tre livelli. Si susseguono, in modo ordinato e simmetrico, le aperture delle finestre: molto semplici quelle del piano terra destinato ai servizi, più grandi e più importanti quelle al piano nobile, di nuovo semplici al terzo livello che era destinato agli appartamenti della servitù. All’interno, uno scalone settecentesco con balaustra porta alle stanze del piano nobile, caratterizzato da interventi pittorici attuati tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento che gli conferiscono una marcata connotazione neoclassica, con citazioni di interni e di decorazioni di gusto pompeiano. Notevole il magnifico salone delle feste oggi denominato Salone dei Miti, nel quale le decorazioni a trompe-l’oeil creano all’occhio del visitatore sorprendenti effetti di tridimensionalità.

Il palazzo si apre su un ampio giardino interno di 10.800 mq oggi adibito a parco pubblico.

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