MANTOVA – TERMINARI I RESTAURI, RIAPRE AL PUBBLICO MUSEO di PALAZZO D’ARCO

Domenica 11 marzo 2018, il Museo di Palazzo d’Arco ha aperto la nuova stagione 2018 con il saluto del presidente della Fondazione d’Arco, dott. Dante Chizzini, e con la ufficiale inaugurazione alla città degli interventi di manutenzione straordinaria, eseguiti nel Palazzo nel 2017.

Ultimati i restauri delle facciate interne nel cortile d’onore e della facciata principale sulla Piazza Carlo d’Arco, compresi i portali ed oscuri delle finestre con una spesa di circa € 250.000,00 di cui € 100.000,00 ricevuti quale contributo dalla Fondazione B.A.M., la nobile dimora sfoggia la veste neoclassica dell’architetto Colonna nei rinnovati colori della tinta stucco e dei vivaci giallo e ocra.Alla Fondazione BAM va il più sentito ringraziamento da parte del Consiglio di Amministrazione della Fondazione d’Arco per il sostegno ricevuto che ha impresso un grande slancio ai lavori intrapresi. – sottoliania il presidente Chizzini – I restauri, progettati e guidati dell’architetto Silvia Polato sono stati svolti da più ditte specializzate, e hanno interessato ogni aspetto del complesso: gli intonaci con coloriture scelte dopo accurate indagini stratigrafiche, i materiali lapidei, come i capitelli di ordine composito in pietra d’Incaffi o le balaustre in tufo della loggetta e in marmo di Verona del salone degli Antenati, gli ornati in terracotta, compresa la maestosa aquila dello stemma nobiliare dei Conti d’Arco, e infine gli oscuri lignei.”
La Fondazione ha istituito un registro di tutti gli offerenti, a favore del Museo, chiamato Libro d’Oro, con il rilascio di diplomi corrispondenti, per ringraziare coloro che sostengono il museo stesso; ad oggi gli iscritti sono 36 e tra i benemeriti spiccano le Fondazioni B.AM. e Cariplo. Numerosi sono i club Mantovani, associazioni e privati, iscritti al Libro d’Oro, che hanno contribuito a restauri delle opere in collezione d’Arco.

In particolare nel 2017 sono stati eseguiti due importanti interventi conservativi: il restauro delle statue settecentesche Cerere e Bacco, collocate nel portico di ingresso del Palazzo; il restauro delle tappezzerie in damasco di seta della Sala Rossa.
La Fondazione d’Arco è orgogliosa di “restituire” alla città questi beni rinnovati per i quali ha impiegato, oltre agli aiuti, le sue disponibilità finanziarie che si sono ridotte al minimo indispensabile per l’ordinaria amministrazione; è altresì soddisfatta dell’incremento del numero di visitatori che da circa 4.000 annui prima del 2013 è arrivata agli attuali 15.000. – Conclude Chizzini.

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